TRAPANI Ospedale Psichiatrico - Ospedali d'Italia

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TRAPANI Ospedale Psichiatrico

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Questa scheda proviene dal sito "carte da legare " http://www.cartedalegare.san.beniculturali.it/ ; è un progetto della Direzione generale archivi del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo nato per proporre una visione organica di tutela del patrimonio archivistico di queste istituzioni. Partito nel 1999 con un primo programma di finanziamento per i complessi archivistici degli ospedali Santa Maria della Pietà di Roma e Leonardo Bianchi di Napoli. Il portale mette a disposizione della comunità i risultati . Essi possono essere utilizzati per scopi di studio e ricerca da parte degli addetti ai lavori e per la semplice conoscenza del fenomeno manicomiale da parte di un pubblico più vasto.
Sono liberamente consultabili i dati del censimento degli archivi, alcuni strumenti di ricerca e le statistiche dei dati socio-sanitari ricavati dalle cartelle cliniche. La consultazione dei dati specifici delle singole cartelle cliniche avviene, invece, dietro autorizzazione, nel rispetto della normativa sulla privacy.
Carte da legare costituisce anche un percorso tematico specifico del SIUSA (Sistema Informativo Unificato per le Soprintendenze Archivistiche).

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Sin dal 1893 il Consiglio provinciale di Trapani si pose il problema della costruzione di un Ospedale per i malati di mente di Trapani e Provincia allora ricoverati in quello di Palermo. Studi, discussioni, dibattiti e polemiche si protrassero sino al 1906, quando fu acquistata un'area in contrada Raganzili e fu bandito un concorso per il progetto architettonico. Lungaggini burocratiche ed il superamento del primo progetto resero necessario acquistare un'altra area. Il 21 aprile 1931 venne posta la prima pietra per la costruzione dell'Ospedale. A tre anni dall'inizio dei lavori, il 15 gennaio 1934, l'Ospedale cominciò a funzionare: constava di tre padiglioni centrali e quattordici laterali (otto per uomini e sei per donne), oltre che di piccoli padiglioni secondari (portineria, necroscopia) tutti convergenti in una grande piazza centrale. Alla fine del 1934 accoglieva 535 ricoverati. Durante la guerra fu parzialmente requisito dalle truppe tedesche e da quelle italiane e vi fu impiantato un ospedale chirurgico della Croce rossa; tutti i ricoverati psichiatrici furono trasferiti a Palermo.
Dopo il conflitto bellico la lenta ripresa: nel novembre 1953 soltanto nove padiglioni erano in funzione, altri cinque chiusi ed inutilizzabili. Vennero ricostruiti i padiglioni danneggiati dai bombardamenti; furono riaperti i reparti di osservazione e cura; divisi i "malati secondo le loro tendenze" e ripartiti "in apposite sezioni gli epilettici, i disordinati e irrequieti, i vecchi, gli abbisognevoli di vigilanza speciale". Si aggiornarono le "cartelle cliniche esistenti e si compilarono le mancanti; si istituì un tipo nuovo di cartella, aderente al concetto di riportarvi tutti gli esami completi; fisico, neurologico, e psichico". Ebbe inizio pure una "viva attività terapeutica, specie per i nuovi ammessi, alla luce delle nuove conquiste psicofarmacologiche; si acquistarono due apparecchi per elettroshok ed elettronarcosi".
Il 1 dicembre 1955 fu creato, primo in Sicilia, il Centro provinciale di igiene mentale; poi, dal 1997, la Cittadella della Salute.

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Dal passato al futuro... un viaggio nel tempo dei templi della salute
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