ROMA Ospedale Santo Spirito in Sassia - Ospedali d'Italia

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ROMA Ospedale Santo Spirito in Sassia

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https://it.wikipedia.org/wiki/Arcispedale_di_Santo_Spirito_in_Saxia


Il secondo contributo proviene invece dal sito  http://www.abcvox.info/
nato come Ebook online della cultura della campagna Romana

http://www.abcvox.info/2016/03/24/ospedale-santo-spirito-brevi-cenni-storici/#


L'Arcispedale di Santo Spirito è un antico ospedale (ora centro congressi) nel rione di Borgo, a Roma. Situato nei pressi di Città del Vaticano, esso è adiacente al moderno Ospedale di Santo Spirito, che ne prosegue la tradizione. L'ospedale fu istituito nel sito dove in antichità risiedeva la "Schola dei Sassoni" (Latino:"Schola Saxonum"). Esso è l'ospedale più antico d'Europa.
L'edificio originario dell'ospedale Santo Spirito in Saxia fu la Schola, eretta anticamente con l'indirizzo di Nosocomio per volontà del re del Wessex, Ina (689-726). All'inizio dell'VIII secolo la Schola era stata concepita per ospitare il grande numero di pellegrini anglo-sassoni che visitavano annualmente Roma ed in particolare i suoi innumerevoli luoghi santi. Fu un pellegrinaggio che durò per secoli; in quel periodo Roma ebbe una tale notorietà che si contano non meno di dieci sovrani in pellegrinaggio ad limina Apostolorum": A seguito della fondazione della Schola, l'intero quartiere assunse una fisionomia esotica tanto da essere rinominata “città dei Sassoni”. Sul principio del Pontificato di Leone IV un violento incendio, reso celebre dalla pittura di Raffaello, L'incendio di Borgo, invase la contrada dei Sassoni, danneggiando anche le Scholae dei Frisoni, dei Longobardi, dei Franchi e degli stessi Sassoni, fino a toccare la Basilica di San Pietro. Un così vasto incendio non poteva non essere doloso; difatti risulta che fosse stato appiccato dai Saraceni, penetrati per via fluviale. Fu lo stesso Papa Leone IV che curò la ricostruzione della chiesa di Santa Maria in Saxia e della Schola dei Sassoni . Seguì un periodo di florida vita; ma a causa di avvenimenti storici come l'invasione dei Normanni in Inghilterra nel 1066 e l'inizio delle crociate, che convogliarono le masse di pellegrini ad altre mete, l'istituzione decadde e di essa non rimase che il nome. In seguito alla occupazione di Gerusalemme da parte dei Turchi, i Cavalieri di S Giovanni in Gerusalemme che avevano ampliato e gestito l'Ospedale di S. Giovanni, nel 1291 dovettero rifugiarsi a Cipro, (successivamente nel 1309 a Rodi, da cui presero il nome; nome che successivamente modificarono, quando nel 1530 su concessione di Carlo V si stabilirono definitivamente a Malta). Nell'ansia di indire la Terza Crociata, Innocenzo III incaricò un esperto Cavaliere dell'Ordine di ricostruire l'ospedale e vi si appose anche il simbolo che richiama la Stemma della Città di Roma. Fu proprio Papa Innocenzo III a riportarla in auge, rielaborandola e rendendola uno dei più celebri ospedali del mondo. Successivamente alla ricostruzione il Papa, il 25 novembre 1198, dette incarico della sua gestione e salvaguardia della struttura. Egli approvò e raccomandò l'Ordine degli Ospitalieri, attraverso la bolla “Religiosam vitam”, in cui accoglieva Guido di Montpellier e l'istituto da lui fondato sotto la protezione e i privilegi del Vaticano. Rilevante fu pure la vicenda riguardante i bambini orfani: per proteggerli e tutelarli, Innocenzo III dedicò a loro una nuova istituzione, la celebre "ruota degli esposti" dove venivano lasciati i bambini abbandonati.
Poco più tardi il vescovo di Chartres, Reginaldo, donerà una prebenda della sua chiesa all'ospedale di Santo Spirito, ancora chiamato di S. Maria in Saxia. Con la consacrazione di questa nuova istituzione, Innocenzo III creò uno statuto di regole per l'ordine degli Ospitalieri che ricevettero l'incarico di gestire e salvaguardare l'ospedale, sempre sotto la guida di Guido da Montpelier. Nel 1201 lo stesso Papa diede in dote all'ospedale di Santa Maria la chiesa omonima e le sue rendite. Sarà proprio questo l'atto che sancì la nascita del Venerando ospedale romano di Santo Spirito in Saxia; la chiesa limitrofa diventò invece un luogo di ospitalità. All'inizio della sua monumentale esistenza però la nuova struttura era costituita solo da una corsia rettangolare, illuminata da piccole finestre e in grado di assistere 300 infermi e 600 poveri.
L'ospedale ricevette cospicue donazioni, come quelle di Giovanni senza terra, Re d'Inghilterra, che concesse "La donazione della chiesa di Wirtel e delle sue rendite quale dote all'Ospedale", oppure quelle dello stesso Papa Innocenzo, che promosse edifici da affiancare al nuovo istituto e che dal gennaio 1208 concesse alla nuova struttura il privilegio della Stazione Sacra nella domenica dopo l'ottava Epifania, accrescendo in questo modo lo zelo dei fedeli. La celebrazione era accompagnata da una processione ed una cerimonia solenne, dopo la quale il Papa elargiva 3 denari ai membri dell'ospedale e a 1000 poveri accorsi. Fu un evento importantissimo che fece radunare la popolazione nel nascente istituto. Sull'Ospedale romano posero le mani i Papi più illustri, e di secolo in secolo esso ottenne grandezza e splendore, grazie soprattutto alle offerte e alle donazioni di benefattori di tutto il Mondo Cattolico, tanto che il pontefice Pio VI lo poté proclamare "Il trono della Carità Cattolica".
Dal 1896 all'amministrazione dell'ospedale di Santo Spirito, già fiore all'occhiello dell'attività assistenziale durante il papato e divenuto il principale ospedale di Roma che a fine secolo XVIII conservava ancora un consistente patrimonio terriero per oltre 15.000 ettari, con numerose tenute furono unificate le amministrazioni di altri ospedali romani con la ragione sociale Pio Istituto di Santo Spirito ed Ospedali riuniti di Roma divenendo il complesso ospedaliero più vasto d'Europa per essere poi sciolto nel 1976. L'intero patrimonio fu trasferito al Comune di Roma nel 1981.
Dal 2000 ad oggi il complesso monumentale è uno dei poli congressuali della capitale e viene gestito dalla società Giubilarte srl. Al suo interno vengono organizzati eventi, convegni, serate di gala, sfilate di moda e mostre d'arte. Inoltre il complesso Santo Spirito in Saxia fa parte dell'Associazione internazionale di Dimore storiche (Historic Conference Centres of Europe) e supporting member della Healthcare Convention and Exhibitors Association.

 
Dal passato al futuro... un viaggio nel tempo dei templi della salute
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