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OZIERI Ospedale civile

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Da: Rivista della beneficienza pubblica e d’igiene anno  18…..

Il signor Serqui Betolotti pubblicò nel Corriere di Sardegna i seguenti cenni storici dell'Ospedale civile di Ozieri

La prima sua origine data da un rescritto del 1768, con cui Re Carlo Emanuele III commutava, a favore dell'Ospedale da fondarsi in Ozieri, come capoluogo del Monteaccuto, un debito ragguagliato al valore di lire italiane 60 mila, di cui da tempi lontani era gravato l'erario della Sardegna verso la duchessa Maria Anna Borgia signora del Monteaccuto, che ne dispose in servizio delle missioni nella California.
Ma, come il lascito a favore delle missioni, così il reaie rescritto del 1768 rimase senza effetto pel decorso quasi di un secolo; giacchè solamente in tempi assai recenti si potè a mala pena ottenere dalla pubblica finanza l'annuo assegnamento di L. 1.680, a titolo d'interessi, senza che siasi peranco potuto conseguire il pagamento del capitale.
Stante questa mancanza di fondi, l'Ospedale di Ozieri rimase un voto inane, finchè non venne in suo aiuto, col pingue legato di L. 60.000, Maria Lucia Secchi di Ozieri, donna pia e benefica, che distribuì il suo ricco patrimonio in opere di religione e di beneficenza.
Ottenuto, per cura del Municipio, il convento già de' Padri Capuccini, coi fondi del legato Secchi si poterono ivi fare i lavori di adattamento, e preparato un po' di corredo in misura ristretta, quanto consentiva la povertà dei mezzi, l'Ospedale venne finalmente aperto al pubblico servizio nel 1866, con soli 14 letti. I quali nei successivi cinque anni furono portati a 24, mercè l'amministrazione economica e solerte della Congregazione, e specialmente del suo presidente, il canonico cav. Don Antonio Luigi Sequi, che sorveglia con cura indefessa le più minute parti del servizio.
Non di meno si è ben lungi dal rispondere ai bisogni della popolazione del capoluogo, e degli altri importanti Comuni del circondario di Ozieri. A sovvenire ai quali venne opportunamente, nell' incominciare del volgente anno, il legato di L. 5.000, del benemerito patrizio ozierese Giuseppe Grixoni, che lasciò il suo pingue censo al Comune per impiegarlo in opere di pubblica utilità,
E qui giova pure additare alla riconoscenza del paese il bell'esempio di carità cristiana e di civile virtù che hanno dato i fratelli Francesco e Mauro Farina di Bitti,  il primo facendo dono all'Ospedale di Ozier di un suo capitale di L. 2.695, che con gl'interessi allora decorsi ammontava ad oltre L. 3.400, e l'altro legando allo stesso Ospedale la egregia somma di L. 10.000.
Mentre giova sperare che nobili esempi di carità cittadina dati da Maria Lucia Secchi, da Giuseppe Grixoni e dai fratelli Farina verranno ad eccitar la beneficenza della cittadinanza di Ozieri e del Monteaccuto a favore di uno stabilimento che reclama urgentemente la pubblica carità, non sarà fuor di proposito ricordar le parole di Carlo Botta: Facciamo il bene in ogni giorno, in ogni istante; chè la vita è breve, ed il contento di avere operato il bene è grande e non perituro.


 
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