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BORGOMANERO Ospedale SS Trinità

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Carlo Panizza, giornalista scoperto su internet,  il 17/12/2015 ha recensito, sulla pagina del giornale online "primanovara", l'articolo: Borgomanero - Un passato glorioso con un futuro ricco di… incertezze. Stiamo parlando dell’Ospedale Ss. Trinità che ha recentemente festeggiato il 425° anno di fondazione. (https://primanovara.it/altro/ospedale-sstrinita-425-anni-di-eccellenza-da-salvare-png/)

Un grazie a Carlo che, contattato e saputo della nostra ricerca,  non ha esitato a rielaborare la scheda storica che integralmente  riportiamo.


Ospedale Ss. Trinità di Borgomanero,  dalle origini ai giorni nostri: un’eccellenza nel panorama sanitario piemontese.
Condannati a morte in contumacia, banditi dal Ducato di Milano e i loro beni confiscati.  Loro, i fratelli Giuseppe e Francesco Majone, futuri fondatori dell’Ospedale Ss. Trinità di Borgomanero nel giugno 1522  assieme ad altri mercanti locali, “in frode di una grida del Principe” vennero colti in flagranza mentre stavano contrabbandando granaglie “dallo Stato di Milano in altro forestiere”. Ne nacque un conflitto a fuoco che costò la vita a sette “guardie delle biade” e a due cavalli. I fratelli Majone con i loro famigliari furono costretti ad emigrare a Roma dove allora era già attivo un gruppo di novaresi sotto la protezione del cardinale Carlo Borromeo che giovanissimo fungeva da Segretario di Stato del Papa Pio V. I Majone entrarono a far parte di un numeroso gruppo di “lombardi” vicini alla curia pontificia ed andarono ad abitare nel rione del Ponte dove erano attivi con i lombardi  i fiorentini e dove si era diffuso il gruppo dell’oratorio di Filippo Neri. Essendo forestieri i fratelli Majone furono subito attratti dall’eccezionale personalità di Filippo Neri (futuro Santo) per antonomasia “l’Apostolo di Roma” nel Cinquecento, ma come fa notare lo storico Andrea Zanetta “pur sempre, per dirla con termine dantesco, fiorentino spirito bizzarro ed imprevedibile, straordinario maestro di coscienza da guidare spontaneamente allo spirito cristiano”.  I fratelli Majone avviarono un notevolissimo esercizio nel campo dei generi alimentari in particolare degli insaccati e dei salumi in genere. In trent’anni di attività misero insieme un immenso patrimonio in tutto il Lazio. Ma in loro rimase sempre vivo il ricordo del borgo natio dove fecero ritorno quando Giuseppe venne nominato Cavaliere di San Pietro, la più alta onorificenza papale riservata ad un laico. A Borgomanero fecero costruire nell’attuale corso Garibaldi un sontuoso Palazzo che sarebbe diventato l’Hospitale per i poveri, i pellegrini e i derelitti con annessa la chiesa della Santissima Trinità. Nel 1587 mentre erano in corso i lavori Francesco Majone morì, non prima però di devolvere le sue sostanziose sostanze per la costruzione dell’ospedale.  Il 7 luglio 1590 il cardinale Cesare Speciano consacrò la chiesa e il Venerando Hospitale. Agli inizi del ‘600 il Vescovo Bescapè in ossequio ai canoni della Controriforma, privilegiò l’attività religiosa a scapito di quella assistenziale, mentre con il Settecento ritornò preminente l’assistenza ospedaliera. Gli originari otto letti vennero raddoppiato nel 1759. Negli anni seguenti vennero aggiunti altri locali, rinnovato il fronte della chiesa e la facciata del palazzo. Negli ultimi anni del secolo l’Ospedale attraversò una crisi finanziaria  non indifferente. Ed in conseguenza delle guerre napoleoniche, dal 1799 accolse numerosi soldati, dapprima cosacchi e successivamente francesi. Superato il difficile periodo napoleonico l’Ospedale riprese la via del progresso. Un nuovo ampliamento dei locali venne realizzato nel 1872 su progetto dell’ingegner Busser. Sul finire dell’800 il Consiglio di amministrazione decise di acquistare un’area periferica per costruirvi con i proventi derivanti dalla vendita dell’immobile di corso Garibaldi un nuovo grande ospedale che venne inaugurato nel 1912 con 72 posti letto e i reparti di medicina e chirurgia e già dotato nel 1914 di un impianto radiologico. Da allora la crescita dell’Ospedale Ss. Trinità ubicato in viale Zoppis è stata inarrestabile. Risale al 1965 la costruzione del grande “monoblocco” con tutte le divisioni ospedaliere. In una palazzina costruita ex novo vennero aperti i reparti di ginecologia e ostetricia, neonatologia e pediatria.  Accanto all’Ospedale che da anni è sede di Dea (Dipartimento di emergenza e accettazione) sono sorti altri edifici per ospitare i poliambulatori, il centro prelievi e per offrire all’utenza altri  nuovi e importanti servizi.  Sempre in viale Zoppis nell’edificio che ospitava la Casa di Riposo “Opera Pia Curti” sono stati trasferiti gli uffici amministrativi. L’ASL NO a cui fa capo il presidio ospedaliero ha recentemente redatto un ambizioso progetto che prevede la costruzione di un nuovo “padiglione” finanziato dalla Regione Piemonte con  17 milioni di euro.  All’Ospedale Ss.Trinità fa riferimento una popolazione  di oltre 150.000 persone  e costituisce un punto di riferimento per utenti che arrivano anche da fuori Regione. Tra le eccellenze il reparto di nefrologia, attivo da mezzo secolo, da quando nel febbraio 1970 venne aperto il Centro Dialisi, uno dei primi del Piemonte. Oggi la Nefrologia dell’Ospedale di Borgomanero segue circa 130 persone dializzate, 120 pazienti portatori di trapianto di rene, oltre 100 pazienti portatori di patologia glomerulare e numerosissimi malati con insufficienza renale in terapia conservativa e svolge un’ intensa attività ambulatoriale specialistica. Di rilevante importanza l’attività bioptica renale per lo studio delle malattie renali e l’attività di chirurgia nefrologica. Annualmente i ricoveri sono oltre 450 e vengono eseguiti 17 mila trattamenti emodialitici oltre ai pazienti in dialisi peritoneale domiciliare. Nel 2018 dal “pronto soccorso”, recentemente ampliato,  sono transitati quasi cinquantamila utenti e con oltre mille nati all’anno il reparto di ginecologia-ostetricia è uno dei più “prolifici” a livello regionale.

                                                                      Carlo Panizza  settembre 2020

 
Dal passato al futuro... un viaggio nel tempo dei templi della salute
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