PERUGIA Ospedale S. Niccolò degli Incurabili - Ospedali d'Italia

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PERUGIA Ospedale S. Niccolò degli Incurabili

Ospedali Centro > Regione Umbria > Perugia e provincia

Da: Gli ospedali della melagrana – Centro studi San Giovanni di Dio Roma – 1988 – pagg. 31-37 scheda di Giuseppe Magliozzi

Il 23 febbraio 1584  due Fatebenefratelli si recarono a Perugia per la vendita di un podere avuto in donazione. Era usanza che quando giungevano in altre città, il tempo libero della sosta l’impiegassero nell’assistere i malati. Si accorsero così di una grave carenza nel ricovero dei malati sifilitici pertanto si offrirono alla città per aprire un ospedale specifico.
La proposta  fu appoggiata con entusiasmo dal vescovo di Perugia, il domenicano Vincenzo Ercolani, che offrì, assieme ad alcune famiglie facoltose,  i mezzi per aprire un apposito Ospedale.
I FBF inaugurarono la sede provvisoria alla Conca il 25 marzo 1584; furono allestiti 6 letti e  si cominciarono ad accogliere incurabili e cronici, giacché anche questi ultimi si vedevano rifiutare il ricovero altrove.
La stima dei perugini per questi nuovi frati ed il corrispondente afflusso di offerte permisero dopo neppure un anno di trovare una sede definitiva al loro Ospedale nel rione di Porta Eburnea, assai più salubre ed asciutto.
Fu lo stesso vescovo Ercolani a pagare i 350 fiorini per l'acquisto di alcune case. Il contratto fu stipulato il 6 dicembre 1584, festa di S. Nicola.
Il trasferimento degli otto malati ricoverati alla Conca fu effettuato con grande solennità il primo gennaio 1585.
Narra l'Allegrini: « Furono portati con la processione tutti l'infermi nelle sedie; erano quattro per sedia a portarli, e li portavano detti frati, e parte quelli della fraternita di S. Sebastiano, e parte facchini, e chi andava ad accompagnare e che fosse confessato e contrito guadagnava indulgenza plenaria di tutti li peccati […].
Nel S. Niccolò degli Incurabili le degenze erano riservate ai poveri incurabili e piagati  di solo sesso maschile, ma non essendovi altro Istituto a Perugia che s'occupasse di questa patologia, accadeva spesso che anche donne affette da malattie veneree venissero a chiedere assistenza sanitaria. Pur non potendo ricoverarle, i Fatebenefratelli non vollero però negare il loro aiuto e furono sempre disponibili a medicarle ambulatoriamente, con la sola cautela che ciò avvenisse alla presenza di qualche altro confratello anziano, in modo da evitare giudizi malevoli.
Dopo nove anni di attività (1787-1796) i Religiosi pensarono di dedicarsi ad un altro problema che i mutamenti sociali del tempo cominciavano a far emergere e che sarebbe esploso nel secolo seguente e soprattutto nel nostro: quello degli anziani.
Dopo l'annessione dell'Umbria all'Italia, il Re Commissario Gioacchino Napoleone Pepoli confiscò con concreto del 26 dicembre 1860 le proprietà degli Istituti Religiosi, sicché dal 19 dicembre 1861 la gestione del S. Niccolò degli Incurabili fu affidata alla Congregazione Comunale di Carità, che decise di mantenerne la fisionomia di Istituto Geriatrico.
Nel 1938 la gestione del S. Niccolò passò dalla Congregazione di Carità alla Amministrazione degli Ospedali Riuniti di Perugia, cui nel 1980 è subentrata la ULSS di Perugia.


 
Dal passato al futuro... un viaggio nel tempo dei templi della salute
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