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IESOLO Istituto Marino

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Il materiale ci è stato fornito dall'Ufficio stampa del Comune di Jesolo. Ne abbiamo rivacata la scheda pubblicata, preventivamente sottoposta al Sig. Artesi Giuseppe, storico locale, segnalatoci dal Comune stesso.

Nell'immediato primo dopoguerra l'Italia sta lentamente cercando di sgombrare le macerie per far posto alla ricostruzione. Tra i problemi da affrontare, c'è la piaga della tubercolosi che solo nel 1918 aveva fatto 73000 morti in tutto il territorio nazionale. La questione viene presa di petto e con due successivi provvedimenti del novembre 1918 e luglio 1919, si costituisce presso il Consiglio Superiore di Sanità, il Comitato Centrale Antitubercolare. Alla Croce Rossa Italiana e alle Province viene poi affidato il compito di portare avanti la lotta alla tubercolosi. Nascono così i sanatori climatici che trovano posto nelle località montane e in quelle costiere. Ad alte quote l'aria più asciutta contribuisce a rallentare lo sviluppo del bacillo di Koch nelle forme di tubercolosi polmonare mentre, sulla costa, l'aria ricca di iodio e i raggi ultravioletti del sole svolgono un effetto disinfettante delle forme extra polmonari. E’  su iniziativa del Presidente del consorzio Provinciale antitubercolare CPA di Treviso che prende corpo l'idea di realizzare a Cavazuccherina (Jesolo) l'Istituto Marino. Viene acquistato il terreno a ridosso della spiaggia ed il progetto dell'edificio viene affidato al commendatore Emilio Torresini, ingegnere capo della provincia. La realizzazione del complesso, dal costo di 3 milioni di lire di allora, prende avvio nella primavera del 1927 con la posa della prima pietra.
La prima attività dell'Istituto come Colonia, seppur in baracche provvisorie è datata 2 Giugno 1927; si dovrà Infatti dimostrare l'efficacia delle cure Marine anche per poter reperire finanziamenti con cui coprire i costi di costruzione. Il primo giugno 1928 l'istituto Marino balneo elioterapico permanente di Cavazuccherina del consorzio Provinciale Antitubercolare  di Treviso apre al pubblico, con gli ultimi locali in via di completamento. Era dotato a quel tempo di 30 posti letto clinici, 350 profilattici e di un organico composto da 2 medici, 13 suore, 8 infermiere, 30 ausiliari per i servizi generali di sorveglianza e 4 Amministratori. Ad ampliare le potenzialità della struttura negli anni arrivano i servizi chirurgici ortopedici con sale operatorie, il gabinetto radiologico e micrografico che si affiancano all'ambulatorio gessi e a quello di fisioterapia,  termoterapia ed elettroterapia.
Piccola parentesi nel 1945,  durante la 2° guerra mondiale,  l’ospedale dovette ospitare la X MAS che fu visitata dal Ministro della guerra Maresciallo Rodolfo Graziani.
In queste sua veste, l'Istituto ha dato il suo contributo nella riduzione delle morti legate alla tubercolosi in Italia, passate dalle 73.000 del 1918, alle circa 45000 del 1930, alle 18 mila del 1951. Grande beneficio hanno tratto dai soggiorni nella struttura jesolana adulti e soprattutto bambini. Con la progressiva diminuzione delle forme tubercolari e per soddisfare le esigenze di assistenza ospedaliera della popolazione Nel 1965 il CPA di Treviso istituisce le divisioni di chirurgia generale e la sezione di ostetricia, la medicina generale e la sezione di pediatria e i relativi servizi diagnostici. nel 1976 la struttura Cambia nome e diventa ospedale civile di Jesolo, denominazione che manterrà anche dopo l'istituzione del Servizio Sanitario Nazionale è l'ingresso nel 1980 nella USL 15 Basso Piave, poi divenuta ulss10 Veneto orientale e attuale ulss4 Veneto orientale. negli anni 2000 e prima della recente trasformazione in ospedale riabilitativo, poteva contare su un organico di 250 persone 20 posti letto.

Testo: “ L'ortopedia all'ospedale di Jesolo”  del dottor Giuseppe Rotini edizioni Arzaghetto by Pennati tipolitografia Pennati di Montichiari Brescia 2006


 
Dal passato al futuro... un viaggio nel tempo dei templi della salute
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