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ALBARO Villa Maria Pia

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Il contenuto di questa scheda proviene dal sito dell'agenzia giornalistica online " https://www.abanews.it " ed è frutto del lavoro dello stesso Direttore, Gianfranco Sansalone, che ha consultato migliaia di scatoloni contenenti "la storia della psichiatria Ligure ".


https://abanews.it/storia-ed-evoluzione-dei-4-manicomi-genovesi/


La “Casa di cura di Villa Maria Pia” era una clinica privata aperta ad Albaro nel 1887 dal professor Enrico Morselli. A esservi ospitati erano gli psicopatici, i neuropatici e i morfo-cocainomani di buona famiglia, che per ricevere le cure pagavano una retta in anticipo. In cambio ricevevano cure e trattamenti personalizzati piuttosto all’avanguardia per l’epoca, che potevano prevedere l’isolamento, il soggiorno all’aria aperta, l’idroterapia, il massaggio o la psicoterapia. Il regolamento della struttura fu approvato dal Consiglio sanitario nazionale il 5 novembre 1898, e in esso si legge che la clinica si distribuiva su due palazzine collocate in un parco.
Il suo fondatore, Enrico Morselli, aveva in precedenza diretto il manicomio provinciale Santa Croce di Macerata, ed era stato primario in quello di Torino. Dal 1889 era professore all’Università di Genova, dove insegnò psichiatria, psicologia forense, psicologia sperimentale e antropologia.
Morselli fu, per certi versi, un vero e proprio “pioniere” nel panorama della psichiatria in Italia. Sempre in evidenza per le sue idee “progressiste”, a Macerata fu il primo in Italia a concedere a un gruppo di pazienti di uscire dalla struttura. A Torino, dove insegnò all’Università e diresse il Manicomio Provinciale, la sua visione all’avanguardia arriva a piena maturazione. «Siate per i nostri malati i fratelli e gli amici premurosi che la vita ha loro negato – avrebbe sostenuto secondo il paragrafo a lui dedicato nella “Storia della medicina” di Sergio Musitelli – essi devono sentire in voi la fiamma dell’amore, non il freddo distacco del custode, o, peggio, dell’aguzzino».
Proprio queste sue idee lo porteranno in rotta di collisione con l’ambiente torinese, da cui darà le dimissioni per trasferirsi nel capoluogo ligure. Qui, nell’istituto di Villa Maria Pia, mette in pratica le idee di una vita. Morirà a Genova il 18 febbraio 1929, sei anni prima della chiusura della sua “creatura”, il 31 dicembre 1936.

Di seguito, invece, il contenuto della scheda proveniente dal sito "carte da legare " http://www.cartedalegare.san.beniculturali.it/ ; è un progetto della Direzione generale archivi del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo nato per proporre una visione organica di tutela del patrimonio archivistico di queste istituzioni. Partito nel 1999 con un primo programma di finanziamento per i complessi archivistici degli ospedali Santa Maria della Pietà di Roma e Leonardo Bianchi di Napoli. Il portale mette a disposizione della comunità i risultati . Essi possono essere utilizzati per scopi di studio e ricerca da parte degli addetti ai lavori e per la semplice conoscenza del fenomeno manicomiale da parte di un pubblico più vasto.
Sono liberamente consultabili i dati del censimento degli archivi, alcuni strumenti di ricerca e le statistiche dei dati socio-sanitari ricavati dalle cartelle cliniche. La consultazione dei dati specifici delle singole cartelle cliniche avviene, invece, dietro autorizzazione, nel rispetto della normativa sulla privacy.
Carte da legare costituisce anche un percorso tematico specifico del SIUSA (Sistema Informativo Unificato per le Soprintendenze Archivistiche).

  http://www.cartedalegare.san.beniculturali.it/index.php?id=677&navId=0

Il prof. Enrico Morselli, già direttore del manicomio provinciale Santa Croce a Macerata e nel 1880 primario presso il Manicomio di Torino, dal 1889 fu professore all'Università degli studi di Genova, dove insegnò psichiatria, psicologia forense, psicologia sperimentale, antropologia. Fu fondatore nel 1875 della Rivista sperimentale di freniatria e di medicina legale in relazione con l'antropologia e le scienze giuridiche e sociali, a tutt'oggi attiva.
Nel 1887 fondò, in località San Francesco d'Albaro, la clinica privata Villa Maria Pia, in cui venivano proposte moderne cure per psicopatici, neuropatici e morfo-cocainomani. Il regolamento fu approvato dal Consiglio sanitario provinciale il 5 novembre 1898. In esso si legge che la clinica era composta da due palazzine ubicate in un giardino-parco. La villa accoglieva "persone di classe agiata affette da malattie nervose e da psicosi tranquille, massime se depressive o neurasteniche, o di indole funzionale ed isterica o basate su fondo oligoemico, o dipendenti da infermità fisiche già superate e in convelescenza" (art. II). Per tutte queste patologie venivano proposti trattamenti terapeutici personalizzati, che potevano prevedere l'isolamento, il soggiorno all'aria aperta, l'idroterapia, il massaggio, la psicoterapia. L'ammissione avveniva in seguito a domanda rivolta la direttore e corredata da una storia clinica firmata dal medico curante. La retta doveva essere pagata anticipatamente e ogni primo ricovero non doveva essere di durata inferiore ad un mese.
La Casa di cura fu chiusa il 31 dicembre 1936.




 
Dal passato al futuro... un viaggio nel tempo dei templi della salute
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