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CODOGNO Ospedale civico

Ospedali Nord Ovest > Regione Lombardia > Provincia Lodi

Dalla biblioteca comunale riceviamo copia del volume : Brevi cenni sul civico spedale di Codogno: omaggio ai benefattori. Tipografia Cairo 1883 - 21 pagine;
Dallo stesso abbiamo estratto le parti secondo noi più interessanti ma, come sempre, vi invitiamo a prenderne visione per una comprensione più precisa di come e con cosa operava.

Nel 1462 Manfredino Gibelli con disposizione di ultima volontà in data 4 dicembre ha provveduto alla fondazione dell'ospedale sotto il nome di San Tommaso, a favore dei Pellegrini, ed a soccorrere i poveri del paese, e preferibilmente gli infermi, con pane, medicine e denaro. Fu soppresso nel 1775.
Nel 1681 Carlo Maria Belloni dispose per l'erezione dell'ospedale riservando l'amministrazione al suo figliolo primogenito maschio, e successivamente al primogenito di sua famiglia. Con testamento 11 maggio 1715 Brambati Francesco Maria sorse un altro ospedale sotto il titolo della Santissima Trinità, ed alla confraternita della medesima ne fu affidata l'amministrazione sotto la sorveglianza di una speciale commissione.
Nel 1768 ci fu la fusione dei due ospedali costituendo così il vero atto di fondazione dell'attuale Ospedale Civico di Codogno. Con quell'atto fu creato un capitolo Amministrativo, ossia Congregazione, di 6 individui, tre dei quali di elezione della confraternita della Santissima Trinità, e tre riservate alla famiglia Belloni; e quando fu soppressa la confraternita, le attribuzioni ed i diritti di essa passarono nel Governo. Con Reale decreto 14 luglio 1867 venne formato un consiglio amministrativo composto da 7 membri, tre dei quali di nomina del prefetto della provincia sopra proposta del consiglio comunale di Codogno, uno della famiglia Belloni ed altri due di nomina della stessa, ed un settimo  scelto suo arbitrio dal prefetto della provincia, come rappresentante del governo, col diritto di prendere parte alle votazioni riguardanti persone, ed, in tutti gli altri oggetti, nel solo caso di parità di voti.
In origine l'ospedale non riceveva che persone di Codogno affette da malattie acute, ed in seguito, per speciali fondazioni, furono aperte piazze anche pei cronici e per malati di altri comuni, favoriti dalle disposizioni testamentarie di Manfredi Domenico, e del sacerdote Don Giuseppe Peroni. Per effetto di altri lasciti, l'Istituto andò mano mano sviluppandosi; nel 1803 ad esempio Mola Annamaria e Damiani Elisabetta disposero per l’erezione e l’esercizio economico di una farmacia dell'ospedale. Le rendite patrimoniali dell'ospedale, provenienti da fitti di beni stabili, interessi di crediti ipotecari, rendite del debito pubblico al 5%, ed a livelli, censi e legati, si valutano lire 60.798 di cui 951 servono al pagamento di oneri patrimoniali 18.000 si erogano in spese amministrative che comprendono le contribuzioni e le spese di manutenzione dei fabbricati e le rimanenti 41.000 vengono assegnate alla beneficenza per numero 23781 giornate di cura gratuite delle quali 12.000 spettano al comune di Codogno per malattia acute.
Le giornate consunte in più del diritto vengono compensate all'ospedale in ragione di lire 1,50 cadauna potendo esso disporre di oltre 100 letti; mentre il costo effettivo di ogni malato nell'ultimo biennio fu di lire 1,70. Ragioni di umanità e di sicurezza pubblica consigliano di accettare in via temporanea anche i mentecatti fino al possibile collocamento di essi nel manicomio provinciale. Per questi, oltre la diaria di lire 1,50 sono a carico dei comuni, o dei privati, la spesa dell' infermiere ed ogni altra occorribile. Per il servizio amministrativo l’ospedale  conta 3 amministrativi, quattro figure mediche, una guardarobiera 8 persone di infermeria, tre maschi e cinque femmine, un cuoco,  un sottocuoco, un portinaio, un facchino ed una lavandaia. L'opera Pia è retta, oltre che dalle leggi comuni, dal proprio statuto organico approvato con decreto reale 28 novembre 1872, dal regolamento amministrativo e sanitario approvato con decreto della deputazione Provinciale in data 21 febbraio 1876 e dalle norme speciali dietetiche e disciplinari.
A seguire alcuni esempi di motivazioni alle donazioni da parte di singoli cittadini:
lire….perché sia stabilito nell’ospedale un letto fornito, intitolato Letto Rescali (nome del donatore), nel quale ricoverare un infermo povero di Castione, somministrandogli quello che tornerà necessario per la cura.
lire….perché siano allestiti uno o più letti a favore delle povere donne, inferme, native ed abitanti nel Borgo di Codogno.
lire….per il mantenimento e cura di ammalati poveri, preferibilmente femmine e per la celebrazione di messe.
lire….per l'accettazione di malati del Borgo di Maleo, quanti potranno essere mantenuti con le rendite del patrimonio legato, conchè siano provvisti della fede di miserabilità, preferendo quelli della famiglia Arbusti.
lire….per investire parte della somma lasciata nell’erigendo nuovo ospedale e con il rimanente soccorre a domicilio infermi cronici abitualmente  a letto purché nativi ed abitanti nel Borgo di Codogno.
lire….conchè siano accolti in ospedale, in caso di malattia, Francesco Maria Cornali ed i di lui figli Vincenzo e Cornelio.
lire….onde servirsi della somma dovuta per rendere in tutto od in parte alla chiesa dell'Ospedale per la celebrazione delle messe.
lire….conchè siano tenuti tre letti per giornate 366 complessive a disposizione degli ammalati poveri abitanti nel Borgo di Gerra.
lire….per l'istituzione ed incremento di una farmacia dell'ospedale.
lire….per l'elemosina a domicilio a favore di ammalati cronici abitualmente obbligati a letto ed abitanti nel Borgo di Codogno; ed ogni volta però fossero istituiti nell'ospedale quattro letti a favore di ammalati cronici, sospendere l’elemosina, e provvedere altro letto per cronici abitanti nel detto Borgo di Codogno, preferendo però nell'accettazione quelli di sua parentela sino al decimo grado civile.
lire….per la manutenzione di 6 letti annualmente, cinque dei quali a favore dei poveri infermi della parrocchia di Cassine dei Passerini ed un'altro a favore dei poveri infermi della parrocchia di Castione.
lire….onde sia mantenuto annualmente in perpetuo un ammalato del comune di cavacurta.
lire….per un letto a disposizione del comune di Rovedaro ed a favore di un ammalato od ammalata, dando però sempre la preferenza a quelli della Possessione Gandolfi, e non essendovi ammalati in detto comune di Rovedaro, ricevere e mantenere un malato di Castione.
lire….per il mantenimento di vitto e vestito di una persona povera cronica con quella pulitezza e proprietà conveniente allo stato dell'infermo.
lire….a che sia mantenuto in perpetuo un povero infermo cronico della parrocchia di Castiglione, ed in mancanza di cronici, qualunque altro ammalato, preferendo però quelli della parentela di essi testatori.
lire….per la manutenzione annuale in perpetuo di un letto a favore di ammalati poveri del comune di Codogno.


 
Dal passato al futuro... un viaggio nel tempo dei templi della salute
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