FELTRE Ospedale S. Maria del Prato ex psichiatrico - ospedali d'Italia

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FELTRE Ospedale S. Maria del Prato ex psichiatrico

Ospedali Nord est > Regione Veneto > Belluno e provincia

Questa scheda proviene dal sito "carte da legare " http://www.cartedalegare.san.beniculturali.it/ ; è un progetto della Direzione generale archivi del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo nato per proporre una visione organica di tutela del patrimonio archivistico di queste istituzioni. Partito nel 1999 con un primo programma di finanziamento per i complessi archivistici degli ospedali Santa Maria della Pietà di Roma e Leonardo Bianchi di Napoli. Il portale mette a disposizione della comunità i risultati . Essi possono essere utilizzati per scopi di studio e ricerca da parte degli addetti ai lavori e per la semplice conoscenza del fenomeno manicomiale da parte di un pubblico più vasto.
Sono liberamente consultabili i dati del censimento degli archivi, alcuni strumenti di ricerca e le statistiche dei dati socio-sanitari ricavati dalle cartelle cliniche. La consultazione dei dati specifici delle singole cartelle cliniche avviene, invece, dietro autorizzazione, nel rispetto della normativa sulla privacy.
Carte da legare costituisce anche un percorso tematico specifico del SIUSA (Sistema Informativo Unificato per le Soprintendenze Archivistiche).

http://www.cartedalegare.san.beniculturali.it/index.php?id=464


L'attuale Azienda ospedaliera di Feltre trae origine dalla trecentesca scola di S. Paolo, trasferitasi nel 1473 presso la scola dei frati conventuali, in località Santa Maria del Prato, nel centro di Feltre; nel 1775 le due scole si fusero, dando origine ad un unico "ospitale" denominato S. Maria del Prato, con una nuova sede nel Convento degli Agostiniani in Borgo Ruga, attuale sede delle aree psichiatriche. L'ospizio accolse persone in stato di necessità e impotenti d'ogni tipo: malati, pazzi, prostitute luetiche, vagabondi, poveri anziani, trovatelli. In origine i posti furono solo 25, ma con l'andare degli anni, grazie ad una catena ininterrotta di donazioni, l'istituzione s'ingrandì rapidamente, e grazie al suo consolidamento economico, perfezionò anche l'assistenza sanitaria.
Nel 1873 l'Ospedale ebbe il suo primo significativo ampliamento con la costruzione di un padiglione da affiancare all'edificio principale; nel 1908 si diede il via alla costruzione di tre nuovi padiglioni manicomiali con 220 posti letto e nel 1912 fu sopraelevato il padiglione costruito nel 1873.
L'Ospedale intanto acquisì personale medico e nuove attrezzature, con malati in continua crescita, tanto da costringere l'amministrazione nel 1938 a costruire, in località Ventura, un nuovo edificio dove collocare i reparti di medicina e chirurgia. Nel 1948 venne approvato un progetto per una Casa di Salute per malattie nervose e mentali annessa all'Ospedale neuropsichiatrico. Nel 1959 vennero costruiti padiglioni, mentre nel contempo fu ristrutturato l'edificio di Pullir, dono di un benefattore. Il 1968 vide l'inaugurazione del padiglione Guarnieri, all'interno dell'area ospedaliera, dove vennero collocati gli ammalati della Casa di Salute per malattie nervose e mentali. Nell'Ospedale psichiatrico rimasero sette divisioni il cui organigramma era composto di un direttore psichiatra, quattro primari, tre assistenti e 279 infermieri. I degenti in manicomio erano all'epoca 988 con 355.995 giornate di presenza, mentre nella Casa di salute erano 129 con 39.586 giornate di presenza, per un totale di 1.117 pazienti.
Dopo la riforma del 1978 l'Ospedale psichiatrico è stato riconvertito in quattro Residenze sanitarie assistenziali, una Comunità terapeutica riabilitativa protetta, quattro Comunità alloggio e tre Centri diurni.



 
Dal passato al futuro... un viaggio nel tempo dei templi della salute
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