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CIVITAVECCHIA Ospedale San Paolo

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Fin dal secolo XIII esistevano in Civitavecchia due Ospedali Maschili: militare il primo, civile il secondo; quello militare, detto allora della SS. Concezione della Beata Vergine Maria, riceveva gli Ufficiali e i marinai delle Galere Pontificie, della marineria e dell'armamento delle navi, come pure i soldati e gli ufficiali della fortezza e presidio. Il secondo era detto di S. Paolo e fu istituito dal Comune in unione alla Confraternita di S. Croce, detta « La Bianca », oggi chiamata del Gonfalone, la quale ne ebbe la direzione e l'amministrazione. Non si hanno notizie certe dell'epoca dell'impianto di codesti Ospedali poichè mancano le tavole di fondazione. Si ritiene che l'Ospedale sorse fra la fine del secolo XIII e il principio del XIV.
Questo venne nel 1636 affidato dal Governo alla Congregazione di S. Giovanni di Dio, la quale nell'anno 1638, come risulta da pubblico istrumento del 30 giugno, stipulato in confronto della Confraternita, assunse pure la direzione ed amministrazione dell'Ospedale Civile con tutte le rendite e in conformità del breve di Urbano VIII del 17 maggio dello stesso anno 1636. In seguito i due Ospedali furono riuniti sotto la denominazione di Ospedale di S. Giovanni di Dio e così procedettero fino al 1813, epoca in cui cessati i sussidi del Governo, l'opera pia assunse il solo carattere d'istituto per la cura ed assistenza agli infermi poveri della Città. Nel lungo periodo della sua vita l'Ente si costituì capitali propri mercè i soccorsi elargiti in varie epoche dal Governo, dalla Provincia, dal Comune, dalla stessa Congregazione religiosa Fate-Bene-Fratelli e da privati e non subì alcun mutamento fino al 1889, anno in cui i Fate-Bene-Fratelli rinunciarono all'Amministrazione dell'Ospedale stesso, per passarla di fatto nelle mani della Congregazione di Carità. Questa però, in ossequio alla legge del 17 luglio 1890, sugli istituti pubblici di beneficenza, ne fu esonerata in virtù del R. Decreto 24 dicembre 1899 che ordinava il raggruppamento dei due Ospedali maschile e femminile, in una amministrazione autonoma affidata ad una Commissione Ospitaliera. E i due Enti infatti dopo un breve periodo d'Amministrazione straordinaria di un R. Commissario il 9 novembre 1901 passarono alla dipendenza della Commissione che fu nominata da Regio Commissario del Comune nell'Ottobre dello stesso anno. L'Ospedale maschile non ha mai avuto uno statuto organico.
Un vero atto di fondazione dell'Ospedale femminile non si è rinvenuto nell'archivio municipale che ha tenuto per lunghi anni l'amministrazione della Pia Opera. Tuttavia si può con certezza stabilire che la sua prima istituzione rimonta alla metà del secolo XVIII e per opera di un benemerito Frate, tal Giacinto Bambocci, parroco della città, il quale con mezzi propri e con l'obolo dei cittadini facoltosi aprì una casa di ricovero delle inferme e delle orfanelle povere con l'obbligo a queste di assistere quelle. Ben presto il Governo e il Municipio, sentirono stimolo a favorire l'incremento della benefica istituzione, e primo il Comune assegnò alla medesima il reddito di una casa, poi la Camera Apostolica, regnando Clemente VIII, fece costruire apposito edificio. Con maggiori mezzi la pia opera più giovava alla classe povera, ma si aumentavano i bisogni della popolazione; nè la Camera Apostolica cessò mai dal rivolgere le sue cure all'Ospedale.
Si venne così ai primi del Secolo scorso ed il tesoriere generale Lante trovò indispensabile un disgregamento dall’orfanatrofio per meglio sopperire alle accresciute necessità e dare un più conveniente ordine all'Ospedale  ed in questo senso ne riferì al Pontefice Pio VII proponendo sotto certe determinate condizioni il trasloco e la cessione, che il pubblico Consiglio accettò con atto  6 giugno 1805. Quindi con chirografo segnato il 12 dicembre successivo il Pontefice confermò ed approvò la proposta, ordinando che avesse pieno adempimento. Così dal 1° gennaio 1806 l'Ospedale civico delle donne povere passò in amministrazione del Comune alle condizioni che si leggono nell'istrumento rogato per gli atti il 4 gennaio 1806, e di cui le principali sono:
« Pel Comune: L'obbligo delle cure e del mantenimento dell'Ospedale a proprie spese, nonchè dell'amministrazione del medesimo senza la menoma ingerenza governativa; l'obbligo di trasportarlo altrove e sempre a proprie spese riducendo all'uopo una casa e provvedendola di tutto il necessario.  « Per la Camera Apostolica: L'Annua prestazione di Scudi 634 ed in luogo di queste la cessione di stabili urbani di una rendita corrispondente  nonché altri benefici di carattere straordinario e de momento. Il Comune continuò ad amministrare l'Ospedale giovandosi della rendita di cui questi disponeva e distraendo dal proprio bilancio la somma necessaria a sopperire alle restanti spese e si giunse così sino al gennaio 1892, nella quale epoca in virtù del deliberato consigliere del 13 dicembre 1891 la Pia Opera passò alla dipendenza della Congregazione di Carità che l'amministrò sino al maggio 1901, mediante un sussidio annuo municipale, che, deliberato nell'atto della cessione nella misura di lire 14.000, fu poscia ridotto, come attualmente si corrisponde, a sole L. 9000. La Commissione Ospitaliera istituita in virtù del R. Decreto 24 dicembre 1899, che ordinava il raggruppamento dei due Ospedali maschile e femminile, prese anche la consegna di questo il 9 novembre 1901. L'Ospedale femminile non ha avuto mai uno Statuto organico.
Ne fu deliberato uno dal Consiglio comunale con atto del 24 agosto 1886 in occasione del passaggio dal Comune alla Congregazione di Carità, ma dagli atti non risulta che sia stato mai investito delle ulteriori approvazioni di legge.
I due Ospedali furono riuniti in un unico fabbricato nel 1911 e lo Statuto in vigore da quando gli Ospedali stessi furono separati dalla Congregazione di Carità fu modificato con Decreto di S. A. R. il Luogotenente Generale di S. M. con le varianti disposte dal Decreto Luogotenenziale di approvazione in data 4 aprile 1918. L'andamento dei due Ospedali Riuniti continuò ad avere, solo relativamente ai rapporti finanziari con il Comune, immutate le norme che lo governavano, e nel 1918, con apposita Convenzione stipulata con il Comune di Civitavecchia stesso, cessò la forma dei sussidi fissi alla quale subentrò quella del pagamento della spedalità per i ricoverati qui appartenenti per domicilio di soccorso e del pagamento delle rette di mantenimento degli inabili.  Il Palazzo, sede dei riuniti,  venne costruito nel XVII sec. intorno all’antica Chiesetta di S. Paolo. La struttura sanitaria sostituì una preesistente infermeria per gli equipaggi delle galere, istituita dai Cavalieri di Rodi tra il 1523 ed il 1530. L’edificio è stato utilizzato come struttura sanitaria fino agli anni ’70, quando venne costruito il Nuovo Ospedale, che infatti conserva il nome di S. Paolo.  Dopo molti anni di abbandono il Palazzo è stato profondamente restaurato e riportato all’antico splendore. Oggi è sede dell’Archivio Storico e Notarile del Comune di Civitavecchia, nel quale hanno trovato idonea collocazione importanti ed antichi documenti utili alla ricostruzione storica della città e delle sue tradizioni. La Seconda Guerra Mondiale distrusse quasi tutto il patrimonio archivistico, il restante dopo vari trasferimenti anche fuori città andò riducendosi ad un ammasso di carte, depositato presso tre diversi magazzini di proprietà comunale. Finalmente nel 1998 al secondo piano dell’Ospedale di Piazza Calamatta è stata creata la nuova struttura archivistica.





 
Dal passato al futuro... un viaggio nel tempo dei templi della salute
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