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NAPOLI Ospedale Santobono Pausilipon

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La scheda è stata integralmente elaborata da:   dott. Gennaro Loffredo  -  UOC Formazione, Comunicazione e Relazioni Istituzionali   - AORN Santobono-Pausilipon


L’Azienda Ospedaliera di Rilievo Nazionale Santobono Pausilipon, attualmente costituita dagli ospedali Santobono e Pausilipon, rappresenta il segno della continuità con l’importante tradizione di cura dei bambini che ha sempre caratterizzato Napoli. I due ospedali, nati come centri di prevenzione antitubercolare, hanno fatto parte per molti decenni dello stesso Ente Ospedaliero Regionale Pediatrico, meglio conosciuto come “Ospedali Riuniti per Bambini di Napoli”. Sono storicamente punti di riferimento importanti per la cura delle malattie dell’infanzia e costituiscono il primo ospedale pediatrico del mezzogiorno. L’Azienda Ospedaliera Santobono Pausilipon è stata costituita quale Azienda Ospedaliera Pediatrica di Rilievo Nazionale ad Alta Specializzazione e Centro di Emergenza Regionale di III Livello nel 1994, a seguito del processo di trasformazione dei vecchi enti in Aziende. È il più importante ospedale pediatrico del Mezzogiorno per numero di posti letto, livello di specializzazione e numero di prestazioni erogate. La sede amministrativa e legale aziendale è collocata in quello che fu il primo ospedale chirurgico pediatrico italiano, costruito dalla Duchessa filantropa e scrittrice Teresa Filangueri Ravaschieri, nel 1880, in memoria della figlia Lina Ravaschieri, deceduta in tenera età.

Il plesso Santobono nasce dal nome della proprietà sulla quale è stato edificato “Parco di Villa Caracciolo di Santobono”,  il Pausilipon dalla sua spettacolare collocazione sulla collina di Posillipo, un luogo di tale bellezza da essere chiamato così perché secondo gli antichi capace di assicurare la «tregua dal dolore». Ad oggi l’azienda di Rilievo Nazionale conta tre strutture nel cuore della città, capaci di ospitare 437 posti letto risultando il più grande HUB pediatrico del sud Italia.
 
Cenni Storici


L’Ospedale “Lina Ravaschieri” fu fondato il 4 novembre 1880 su iniziativa di Teresa Filangieri Ravaschieri, all’interno di un padiglione ristrutturato del Genio Militare posto sul colle di S.Maria in Portico, a monte della Riviera di Chiaia (attualmente via della Croce Rossa). L’Ospedale disponeva inizialmente di 30 letti ed il suo capitale, all’epoca, era costituito da 3890 lire/annue. Fu istituito il primo reparto di chirurgia pediatrica in Italia diretto dal prof. Carlo Gallozzi. L’opera era sostenuta da donazioni e sussidi da parte di nobili, imprenditori, grossi commercianti che intervenivano a scopo caritativo ed era destinata ad “accogliere gratuitamente fanciulli poveri da 3 a 12 anni, infermi di malattie curabili coi mezzi dell’arte chirurgica”. Intitolato al nome della figlia Lina, scomparsa appena adolescente, nel 1861. Teresa morì nel 1905 nella sua villa di Posillipo.

In seguito alla disfatta di Caporetto migliaia di profughi, soprattutto donne e bambini, scapparono dal Veneto, dal Trentino e dall’Alto-Adige, rifugiandosi nelle regioni dell’Italia centro-meridionale. Immediata fu la risposta solidale di Napoli e della sua provincia. Infatti Istituzioni, giornali, privati cittadini si mobilitarono per fronteggiare la drammatica situazione dei rifugiati. Il professore Tropeano, Governatore dell’Annunziata, ospitò nel brefotrofio diverse centinaia di piccoli profughi, ma, ben presto si rese conto che era necessario provvedere ad una più dignitosa assistenza. Nel 1918 fu prescelta Villa Dini sorta nella prima metà dell’Ottocento lungo via Posillipo. L’inizio delle operazioni di esproprio per pubblica utilità fu determinato da un dispaccio ministeriale che dava l’avallo all’iniziativa, cui fece seguito un immediato Decreto prefettizio di requisizione dell’immobile. La creazione improvvisa del primo “Ospedale per bambini”, che prese il nome dopo pochi anni di Ospedale Pausilipon,  fu un fatto storico nella vita della società napoletana ed un esempio clamoroso per l’Italia. Successivamente la Villa dei Principi Caracciolo di Santobono in via S. Gennaro ad Antignano al Vomero viene ceduta all’Ospedale Pausilipon. Venne allestito un Preventorio antitubercolare.

La Villa Santobono si presentava a tre piani in stile classico, l’entrata imponente, composta da un grande cancello che dava su via San Gennaro ad Antignano. L’ingresso era formato da un portone in legno che faceva da accesso al cortile. Un viale alberato  portava alla villa. A pian terreno vi era la chiesetta di famiglia e il tutto circondato da meravigliosi giardini e dal lato opposto da una lussuosa scala di marmo. Gli altri fabbricati della villa accoglievano la direzione, la cucina, la lavanderia e il teatro. Ricca anche la curata vegetazione, (aiuole, piante, fiori) che faceva da cornice alla struttura.

Nel 1939 fu nominato come primario del preventorio il prof. Enrico Tatafiore. Numerosi furono i ricoveri di bambini affetti dalla tubercolosi.

Con il protrarsi di alcune infezioni il prof. Tatafiore, invece di inviare come era solito gli ammalati al Pausilipon,  fece creare quello che è stata la prima unità operativa, un’infermeria con l’ausilio di una suora infermiera, che costituirono il primo nucleo dell ’ Ospedale Santobono, che acquistò sempre maggiore importanza ed estensione fino all’attuale grande struttura operante sul territorio. Significativa fu l’approvazione nel 27 luglio 1940 con Regio Decreto dello Statuto di un Ente denominato Ospedali Riuniti per Bambini di Napoli, che unificava definitivamente la conduzione di 4 ospedali napoletani: Lina Ravaschieri, Santobono, Pausilipon, Ospizio Marino di Bagnoli.

Come siamo oggi


Negli anni la struttura “Lina Ravaschieri” si è evoluta e modernizzata ed ancor oggi ha sede a Napoli, in via della Croce Rossa tra i luoghi più suggestivi della città partenopea e ospita la Direzione Generale, il Polo Didattico del Corso di Laurea in Infermieristica Pediatrica dell’Università Federico II  ed è sede di formazione per il personale e di tutti gli Uffici amministrativi dell’AORN Santobono-Pausilipon.


Attività dei centri di rilievo regionale

Tra le eccellenze:

 Ba.S.C.O. – banca di sangue del cordone ombelicale – unico Centro Pubblico in tutta la Regione con oltre 1.500 cordoni criopreservati. Tale Centro ha raggiunto, in pochi anni, eccellenti standard di qualità conseguendo, con il Centro Trapianti di midollo, l’accreditamento ISO 9002 e l’EFI (European Federation Immunogenetics), e adottando un sistema di qualità, disciplinato dal JACIE Accreditation Committee e recepito dal D.Lgs. 191/07.

 Centro regionale abilitato al Trapianto di midollo (allogenico ed autologo). Il centro, con una media di 28 trapianti all’anno, è il primo in Campania per numero di Trapianti allogenici ed è in grado di assicurare oltre il 50% delle necessità pediatriche della Regione.

 Centro Unico Regionale per gli impianti Cocleari pediatrici e per le sordità infantili Allocato presso la S.C. di ORL del Presidio Santobono.  Annualmente un elevato numero di pazienti  ipoacusici viene sottoposto ad un accurato e rigido protocollo di selezione per la procedura di Impianto Cocleare. La UOSD Centro di Riferimento Regionale per gli Impianti Cocleari e Diagnostica Audiologica si è attestata negli ultimi anni come una struttura di riferimento per questa procedura, non solo per i pazienti della regione, ma anche per quelli provenienti da altre regioni italiane.


 Centro Unico Regionale per la R.O.P. – centro di prevenzione della retinopatia del prematuro che esegue ogni anno oltre 500 esami strumentali ed circa 15 interventi bilaterali su retina ogni anno.

 Centro di riferimento per la Neurochirurgia e la Neuro-oncologia pediatrica.Tra i più importanti centri di Neurochirurgia pediatrica europei per complessità della casistica trattata. Risonanza Magnetica completamente digitale, che consente di effettuare anche studi funzionali. Unica macchina del genere di tipo pediatrico in Campania, permette di effettuare studi utili per la tipizzazione dei tumori cerebrali.

 Centro di riferimento per la dialisi neonatale: è, di fatto, l'unico centro di riferimento per l'assistenza di III livello ai bambini nefropatici della Campania e di buona parte della Italia meridionale.

 Registro dei tumori infantili della Regione Campania (RTIC) è stato istituito dalla Regione Campania con Legge n. 19 del 10 luglio 2012 ed è allocato presso l'Azienda Ospedaliera Pediatrica Santobono Pausilipon di Napoli, principale polo oncologico pediatrico campano. Il RTIC è un registro di popolazione specializzato, che raccoglie, codifica, registra e analizza i dati relativi a tutti i nuovi casi di tumore insorti nei residenti campani di età inferiore ai 20 anni. La popolazione coperta dal registro è di circa 1.250.000 abitanti, il 22% della popolazione residente in Campania e l'11% dell'intera popolazione pediatrica italiana di età 0-19 anni. Gli obiettivi principali sono: Elaborazione e divulgazione dei dati di incidenza, mortalità e sopravvivenza oncologica e dei trend temporali e spaziali nella popolazione infantile campana; Studio della frequenza di secondi tumori; Raccolta e registrazione di dati individuali di alta risoluzione finalizzata alla realizzazione di studi clinici ed epidemiologici.

Santobono - Pausilipon HI-TECH


Progetto “Gesso Friendly”:

La Fondazione Santobono Pausilipon, l’Azienda Ospedaliera Santobono Pausilipon e il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) con il contributo della Banca d’Italia hanno portato avanti la prima sperimentazione clinica in ambito pediatrico di un sistema personalizzato che sostituisce il tradizionale“gesso” con un esoscheletro in plastica ABS stampato in 3D; un progetto assistenziale fortemente innovativo. La sperimentazione prevede l’applicazione dell’esoscheletro su 60 bambini di età compresa tra gli 11 e i 14 anni, caratterizzati da fratture composte stabili a un braccio. Il progetto ha già raccolto l’interesse di altri ospedali pediatrici italiani che hanno evidenziato la volontà di estendere la sperimentazione presso la propria struttura. In questo modo, lo studio,  partito da Napoli, potrebbe diventare multicentrico in tempi brevi. Radiologia oncologica pediatrica: è dotato di un ambiente pensato apposta per mettere a proprio agio i bambini, Il reparto si avvale di un sistema di ultima generazione che riduce la diffusione dei raggi X e assicura controlli più veloci e sicuri ai piccoli degenti, distratti dai monitor sapientemente incorporati nell’apparecchio che trasmettono filmati tranquillizzandoli durante l’esecuzione dell’esame.

Centro di Alta Tecnologia Robotica Riabilitativa  Pediatrica:

ha permesso di ridurre la migrazione sanitaria fuori regione (che prima in questo ambito era del 100%, non potendo essere garantita in Campania), riportando a casa molti pazienti che in precedenza erano costretti a passare lunghi periodi lontani da casa. Grazie ai Fondi Europei, sono state inoltre acquistate 6 apparecchiature per un valore complessivo di oltre 1,3 milioni di Euro. esoscheletro che consente ai pazienti paraplegici di camminare; un tapis roulant che simula gli ostacoli; un tapis roulant che crea una condizione di assenza di gravità; un letto che consente la verticalizzazione di pazienti in stato vegetativo o di minima coscienza; esoscheletro robotizzato in soggetti adolescenti; esoscheletro robotizzato per la mano che facilita i movimenti in soggetti affetti da paralisi.

conclusioni

Ogni azione messa in campo tende a rafforzare e fronteggiare adeguatamente il massiccio afflusso di pazienti in età pediatrica. Le scelte sanitarie dell'Azienda sono effettuate in coerenza con le politiche regionali e gli atti di programmazione nazionale e regionale. La missione strategica dell’Azienda è di soddisfare i bisogni assistenziali, garantendo prestazioni di prevenzione, cura e riabilitazione che siano efficaci, efficienti e tempestive, erogate nel rispetto della persona ed in condizioni di assoluta sicurezza. L’obiettivo fondamentale è il raggiungimento del più elevato livello di risposta alla domanda “salute”, intesa come recupero e mantenimento della salute fisica, psichica e sociale in un processo che include, in modo inscindibile, sia l’attività assistenziale, volta al continuo progresso delle risorse cliniche e biomediche mission e vision principi e valori sia la didattica, intesa come strumento di costruzione e miglioramento delle competenze degli operatori e dei soggetti in formazione. Il fine è quello di prendersi cura del bambino fin dall’ingresso nella struttura, privilegiando non solo la dimensione assistenziale ma anche quella emotiva-relazionale. In conclusione l’azienda si prospetta sempre far capo a quelli che sono i  suoi ‘principi e valori’ fondamentali che ne hanno resa nel corso della storia una struttura unica nel suo genere.


 
Dal passato al futuro... un viaggio nel tempo dei templi della salute
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