ALGHERO Ospedale Sant’Antonio Abate - Ospedali d'Italia

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ALGHERO Ospedale Sant’Antonio Abate

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Per questa scheda dobbiamo ringraziare il Gruppo di Studio e ricerca dell'Associazione Tholos di Alghero, nata ad Alghero nel 1994 con l’intento principale di attivare la creazione di un Museo in città -https://www.storiedialghero.it/associazione-tholos/ -  con cui abbiamo avuto una fitta corrispondenza.  Appena ha saputo del nostro progetto si è resa disponibile per la condivisione delle informazioni. Ci teniamo a sottolineare che, dopo 7 anni di ricerca, ha  pubblicato il testo " Gli Ospedali di Alghero dal XVI al XX secolo"  edito nel 2019 . Sul sito storiedialghero.it è possibile vedere il filmato della presentazione



L'Ospedale di Sant'Antonio Abate è il primo ospedale algherese del quale si ha documentazione e potrebbe risalire alla fine del XV secolo. L'ipotesi è avvalorata dal fatto che a fine Quattrocento nei documenti è citata la strada di Sant'Antonio (Lu Carrer de Sant'Antoni) dove si trovava l'omonima chiesa.
Sant'Antonio Abate dava il nome agli antichi ospedali in quanto era considerato guaritore e taumaturgo e riteniamo che anche ad Alghero chiesa ed ospedale fossero attigui.
Nell’Archivio Storico Comunale di Alghero il console catalano Eduard Toda i Guell ha trovato un testamento risalente al 1523 nel quale un certo Simò Jofré macellaio, lasciava un letto con due materassi, un pagliericcio, un paio di lenzuola, una coperta di lana pettinata e un cuscino di piume alla camera dell’ospedale fatta dal proprio nipote Janot Jofré, lasciando inoltre in legato il debito che doveva a lui un certo Bernat Font Somoler. Ovunque si trovasse questa camera, è confermata la presenza dell'ospedale alla data del testamento.
Durante la peste del 1582-83 l'ospedale era sicuramente quello di Sant'Antonio Abate. Sappiamo infatti che Quinto Tiberio Angelerio, il medico che ha preso tutti i provvedimenti per arginare il contagio e prestare le cure ai malati, una volta cessata l'emergenza dispone che «si sistemi e riorganizzi l’Ospedale di sant’Antonio così come era prima». Infatti, quando infieriva l'epidemia, il medico aveva ordinato che si dovesse «chiudere l'ospedale sì da impedire che i ricoverati possano andare fuori e mescolarsi con gli altri, perché è un luogo sospetto, di cattiva salute. Ai ricoverati si diano i viveri e le medicine necessarie».

 
Dal passato al futuro... un viaggio nel tempo dei templi della salute
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