MISTRETTA Ospedale civile SS. Salvatore - Ospedali d'Italia

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MISTRETTA Ospedale civile SS. Salvatore

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La scheda deriva integralmente dal testo  “Ospedalità antica in Sicilia” del Prof. Mario Alberghina dell’Università di Catania che ben vent’anni fa ha svolto una ricerca su tutti gli Ospedali siciliani. Da noi contattato non ha esitato, oltre a farci dono del testo, a darci la completa disponibilità ad attingere al volume riportandone fedelmente i contenuti.
Vogliamo aggiungere che, fino ad ora, a parte la nostra iniziativa di raccogliere la storia degli ospedali italiani, il volume del Prof. Alberghina è unico nel suo genere.


Ospedale “Ss. Salvatore” 100 posti letto. Edificio monastico (monastero francescano con annessa chiesa di Santa Maria di Gesù) del ‘600, oggi esistente con le sue originali caratteristiche, adibito ad ospedale dopo le leggi sull’espropriazione dei beni ecclesiastici (R.D. n. 3036 del 7 luglio 1866). Il precedente luogo di assistenza (ospedale vecchio o “Casa dei Pellegrini”), era presso la piccola chiesa del Ss. Salvatore (da cui il nome dell’ospedale). La data di edificazione dell’ospedale vecchio è leggibile sull’architrave del portale interno assieme al nome del fondatore, il prete Filippo Pizzuto. Sull’architrave del portale esterno è possibile leggere la scritta: "Hospitale infirmorum et peregrinorum tantum. Ultima unica perpetuaque fundatorum voluntas 1779". Già inadeguato alle esigenze della popolazione nel secolo scorso, l’edificio fu soppiantato nel ruolo di ospedale dall’ex monastero di S. Maria. Nel 1723 la popolazione di Mistretta istituì la processione "di voto" da svolgersi il 17 agosto di ogni anno, avendo San Sebastiano (patrono) liberato "la città di Mistretta dal morbo contagioso". L'itinerario processionale avrebbe seguito il percorso che toccava gli antichi luoghi di cura, l'ospedale e i lazzaretti temporanei allestiti nel convento di S. Anastasia, nella Rabbica, nella chiesa di S. Antonio Abate.

 
Dal passato al futuro... un viaggio nel tempo dei templi della salute
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