MATELICA Ospedale civile San Sollecito - Ospedali d'Italia

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MATELICA Ospedale civile San Sollecito

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Abbiamo trovato, al link sotto riportato, una scheda che tratta delle varie opere Assistenzialòi di Matelica. Abbiamo provato a ricercare gli autori della stessa per condividerne i contenuti ma senza esisto.

http://eccolo.altervista.org/blog/wp-content/uploads/2013/06/Storia.pdf


Fin dal 1326 esisteva in Matelica un ospedale denominato di S. Sollecito, situato presso la porta di Campamante, nello stesso luogo ove oggi risiede la Facoltà Universitaria di Veterinaria, già sede dell’ospedale.
Questo Pio stabilimento si trovava sotto il regime dai frati Crociferi sorto sotto il pontificato di Alessandro III ( 1159-1181).
Nel 1460 il generale di quell’ordine cedette la Chiesa di San Sollecito a Sante Lazzari e che le competenze di detto luogo pio furono possedute dai suddetti Crociferi per lungo tempo; l’ordine fu poi soppresso nel 1656 per decreto di Papa Alessandro VII, e le pertinenze passarono in proprietà dei Chierici Regolari Ministri degli infermi di S. Maria Maddalena di Roma e che infine furono alienate il 31 dicembre 1802 con rogito notarile Ambrogio Celi.
Dalle memorie della città si apprende anche che la Confraternita di San Giovanni Battista, fondata il 20 dicembre 1385, aveva affidato alle cure dei suoi Fratelli un ospedale mancante di pubblica Chiesa.
Sul principio del secolo XVIII, con testamento del 30 dicembre 1702 rogito Silvestro Albani dalla estinta famiglia Lucarelli, era stato fondato un ospedale per il ricovero dei poveri infermi dell’arte della lana, denominato di San Biagio. Ma l’edificio situato in città, sotto gli orti della casa Capeci, per la sua angustia non era capace di accogliere che un ristretto numero di malati e si ha memoria che sul finire dello stesso secolo fu convertito in un orfanotrofio. I cittadini matelicesi, sensibili all’esigenza di garantire assistenza agli infermi, esposero al Pontefice la necessità di erigerne un altro più agiato e più vasto fuori di porta Campamante dove esisteva la vecchia Chiesa di San Sollecito, luogo ventilato e di tiepida temperatura.
Col chirografo dell’8 luglio 1775 il Pontefice Pio VI accolse le istanze, assegno al pio stabilimento le spettanze di tre Confraternite: di S. Giuseppe, di S. Antonio da Padova e del Gonfalone ed obbligò la Confraternita della Trinità a contribuire annualmente con 125 scudi romani provenienti dalla metà dell’eredita di Gerolamo Lozzo.
Subito si diede mano ai lavori che furono condotti a termine nel periodi di tempo di dieci anni e si potè quindi dare ricovero agli infermi. Durante la demolizione dell’ospedale e della chiesa S. Sollecito nel sec. XVIII venne rinvenuta una capsa, sotto l’altare, avvolta in teli di seta come le reliquie che conteneva. Le reliquie sono conservate ora sotto l’altare nella cappella del nuovo ospedale.
Gli enti ecclesiastici che maggiormente avevano contribuito alla fondazione e alla costruzione ebbero diritti di gestione.
Con R.D. del 15 ottobre 1863 subentra la Congregazione di Carità nell’amministrazione dell’ospedale e delle altre opere pie ( orfanotrofio maschile e femminile, asilo invalidi, monte di pietà) e nel consiglio di amministrazione rimase un solo elemento nominato dal Vescovo, mentre la nomina degli altri amministratori rimaneva regolata dal Decreto Commissariale del 24 ottobre 1860 .
Successivamente con R.D. del 17.5.1938 l’Opera Pia Ospedale “S. Sollecito” venne decentrata dall’E.C.A. ( che era amministrata dalla Congregazione di Carità) ed affidata alla Amministrazione degli Istituti di Ricovero e Cura.
Con Decreto del Prefetto di Macerata n. 12083/715 del 2.6.1939 l’Istituto di Cura Ospedale “S. Sollecito” di Matelica venne classificato ospedale di 3^ categoria.
Con il Decreto Presidenziale del 18 Ottobre 1969 n. 1156 termina l’Opera Pia e inizia la sua esistenza l”Ente Ospedaliero S. Sollecito”
Questo era regolato dalla legge allora in vigore che ne stabiliva le norme di vita nell’ambito della riforma sanitaria nazionale e della programmazione regionale.
Le premesse dimostrano le legittime aspirazioni dei matelicesi per l’inserimento dell’Ospedale Civile nella programmazione ospedaliera della Regione Marche. Si evidenziano, infatti, le antiche tradizioni dell’Ospedale “S. Sollecito” e se ne desume un’attività remota e continua e quindi sicuramente utile alle popolazioni che ne hanno beneficiato.
Le rinnovate esigenze della popolazione di Matelica e del suo circondario hanno indotto l’allora Amministrazione a rendersi promotrice di opere di rinnovamento e trasformazione e pensare anche ad un nuovo nosocomio più rispondente alle più moderne tecniche ospedaliere.


 
Dal passato al futuro... un viaggio nel tempo dei templi della salute
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