EDOLO-ESINE Ospedale Giamboni - ospedali d'Italia

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EDOLO-ESINE Ospedale Giamboni

Ospedali Nord Ovest > Regione Lombardia > Brescia provincia

Il contenuto della scheda l'abbiamo estratto da: Edolo Le sue vicende, l’arte, le bellezze Naturali di Antonio Perini  messoci a disposizione dall’URP dell’Ospedale di Edolo con il favore della Famiglia Perini certa che il Papà sarebbe stato felice di condividere la divulgazione degli eventi storici della sua amata terra edolese.

L’ospedale è stato aperto l’11 marzo 1974, dopo una lunga attesa e dopo molte difficoltà,  attesa e difficoltà che trovano riscontro in quelle già vissute molti anni prima perché l’attuale ospedale trae le sue origini da uno più antico, la cui nascita, fatte le debite proporzioni, fu altrettanto travagliata.
Il 7 aprile 1880 alle ore 3 del pomeriggio, un certo Domenico Giamboni, giunto al traguardo della sua vita terrena, detta le sue ultime volontà: “ Lego al parroco pro tempore di Edolo-Mu italiane lire 500  per  1 volta tanto, allo scopo che le abbia a impiegare nell’acquisto di uno stendardo e di due lanterne da essere usate nelle loro funzioni ecclesiastiche. Lascio la rimanente mia sostanza ad un ospitale a favore dei parrocchiani di Edolo-Mu cui voglio sia eretto entro il termine di anni tre decorribili dalla mia morte qui nel mio paese di Edolo.”
Oltre la formale istituzione della Pia Opera Ospedale Giamboni, il cui scopo era il ricovero e la cura gratuita degli infermi poveri affetti da malattie acute curabili, non contagiose, appartenenti ai comuni di Edolo e Mu, affannosamente rincorsa e ottenuta con Regio decreto del 15 marzo 1883, a pochi mesi dal termine fissato nel testamento.  Per lunghi anni però non si fece altro che capitalizzare la modesta rendita del lascito, in attesa di nuovi aiuti. Il seme gettato da Domenico Giamboni restava inerte, soffocato oltretutto dal nefasto campanilismo che ancora persisteva tra Edolo e Mu. Alcune famiglie edolesi benestanti lasciavano intendere la volontà di collaborare, ma a condizione che la Pia Opera fosse amministrata solo dalla congregazione di carità di Edolo e che dell’ospedale potessero usufruire soltanto gli ammalati poveri di Edolo. Passarono più di vent’anni prima che si raggiungesse un accordo, dividendo il lascito proporzionalmente al numero degli abitanti dei due comuni e affidandone l’amministrazione alle rispettive congregazioni di carità, con buona pace della volontà del benefico testatore. A quella di Edolo erano affluiti nel frattempo alcuni lasciti e alcune oblazioni che con una ulteriore generosa elargizione dei Folonari si porranno le fondamenta dell’attuale struttura ospedaliera; nel 1929, affinché l’ospedale venga a trovarsi nella possibilità di ingrandirsi e diventare mandamentale, donarono anche la vasta area adiacente alla casa e un’altra confinante.
Il primitivo ospedale incominciò la sua attività nel 1909, prima come semplice infermeria cronici, poi con qualche attrezzatura e qualche servizio in più.  Nel 1917 venne affiancato da un ricovero per anziani, insediatosi nella casa attigua e che veniva formare un corpo unico con l’ospedale stesso;  ospedale e ricovero venivano così a integrarsi nella gestione materiale, affidata dal 1922 alla cura delle Pie Madri della Nigrizia.
I due enti, che facevano capo alla congregazione di carità e che nominalmente venivano accomunati nella Pia Opera Gamboni, erano amministrati con separata contabilità da un unico Consiglio.
Agli inizi degli anni 60 il comune di Edolo incominciò la costruzione del nuovo edificio. La struttura fu portata a termine in un tempo relativamente breve; restavano però il gravoso impegno di provvedere una attrezzatura adeguata e soprattutto quello di garantire una valida gestazione.
Tali difficoltà paralizzarono per anni ogni attività. Soltanto nel 1971 la Regione Lombardia  con decreto 79 del 27 maggio, riconosce come Ente ospedaliero l’ospedale Giamboni.
La sospirata apertura del nuovo ospedale, riconosciuto poi ospedale generale di zona con delibera della giunta regionale numero 85 del 4/6/1974, avviene, appunto,  l’11 marzo 1974






 
Dal passato al futuro... un viaggio nel tempo dei templi della salute
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