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CALUSO Ospedale civico

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Il contenuto di questa scheda è stato tratto dal testo “Caluso storia cronache personaggi” scritto da Elio Magaton, pubblicato da arti grafiche Bertolino di Caluso.
(Purtroppo non sono riuscito ad avere riscontro dal Dott. Magaton perchè mancato nei primi anni del 2000 come pure dalla Casa Editrice non più attiva).

Nel capitolo dedicato alla storia dell'ospedale, naturalmente, ci sono altre informazioni che vi consiglio di leggere perché interessanti come ad esempio, e soprattutto, il capitoletto che riporta l'accenno alle condizioni igienico sanitarie del comune negli ultimi tre secoli della sua storia. La biblioteca Nigra di Ivrea, dove l'ho reperito, possiede anche un testo del 1884  dal titolo “Cenno sulla pellagra nel comune di Caluso Canavese con cenni storici ed economici sulla Congregazione di Carità a cura del dott. Picco Anton-Francesco.

In un documento del secolo XIII si apprende che esisteva in Caluso uno “Hospicium gatorum”, che può essere inteso come Ospizio di coloro che chiedono, cioè dei poveri. Il criterio informatore che guidò la damigella Carolini Petitti nel farsi promotrice dell'ospedale di Caluso fu proprio quello di assicurare agli infermi poveri  quelle cure e quella assistenza che altri Enti, per mancanza di mezzi o per carenze istituzionali non potevano garantire con la continuità e l'efficienza necessaria.
In quel tempo la Congregazione di Carità provvedeva all'assistenza dei malati indigenti, con la fornitura gratuita di medicinali e contributi per le cure mediche e chirurgiche, tuttavia tutto ciò avveniva in modo sporadico e con carattere di eccezionalità ma non c'era la possibilità di assicurare il ricovero a chi ne avesse bisogno. Forse per questo la Petitti fece un lascito di 6 mila lire, somma per quei tempi assai cospicua, che permetteva una rendita annua pari a 360 lire che non era certamente in grado di permettere la realizzazione dell'ospedale ma certo fu la prima pietra sulla quale  questo venne costruito.
Il comune nel 1868 decideva di procedere alla fondazione di un ospedale per i poveri infermi. Anche la Congregazione di Carità decideva di partecipare all'impresa. Per una migliore copertura della spese furono emesse 100 azioni, rinnovabili ogni triennio. Molti fra i cittadini risposero all'appello, le azioni furono prontamente acquistate e già prima che il 1869 volga al termine, l'ospedale cominciava a funzionare nella casa di Riva. Non era un grande ospedale, poiché  disponeva di appena 6 letti. In data 8 gennaio 1871 con decreto di S.M. il Re Vittorio Emanuele II erige l'ospedale dei poveri infermi fondato in Caluso in Corpo Morale. Dallo statuto organico si apprende che lo scopo dell'ospedale è quello di ricoverare i poveri infermi, d'ambo i sessi, nati ed aventi una stabile dimora nel comune, accogliendo altresì gli estranei al comune, che trovandosi di passaggio, o temporaneamente, vi ammalassero, salvo rimborso delle spese.... se non siano indigenti e che saranno però solo ricoverati quelli affetti da malattie acute e ordinarie, ed esclusi quelli per malattie croniche, lue venerea ed altre contagiose; la direzione sanitaria viene affidata al signor medico-chirurgo condotto locale indicato dall'Amministrazione; è stabilito provvisoriamente a sei il numero dei letti. L'ospedale è amministrato da un Presidente e due consiglieri, i quali saranno eletti dall'Assemblea generale di tutti gli azionisti a maggioranza assoluta di voti, oltre il Sindaco ed il Presidente dell'amministrazione di carità pro-tempore che ne sono membri nati, e così in totale di 5 membri tutto compreso.
Verso la fine del XIX secolo comincia a farsi sentire la ristrettezza di spazio, per cui la vecchia sede non è più sufficiente. Nel frattempo sono anche aumentate le disponibilità finanziarie sia per l’attenta amministrazione che per la sopravvenienza di continui lasciti da parte di privati. Nel 1898  viene acquistato, per 30.000 lire, il Palazzo Genta. Ci vogliono alcuni anni per trasformare il palazzo in una struttura idonea ad ospitare gli impianti e le attrezzature ma finalmente il 16 aprile 1903 avviene l'apertura del nuovo ospedale. Dal 1903 l'assistenza Infermieristica e ogni altra incombenza viene svolta dalle Suore dell'Immacolata Concezione di Ivrea.
Secondo il nuovo regolamento interno dell’8 dicembre 1905 l’Ente, che ha assunto la denominazione di Ospedale civile di Caluso, ha la funzione primaria di fornire la cura gratuita agli ammalati poveri d'ambo i sessi del comune, o che qui vi abbiano acquistato il domicilio di soccorso, salvo per gli estranei al comune in casi di massima urgenza. Può anche accogliere, in locali distinti ed a ciò destinati, ammalati curati  mediante pagamento sia dal comune che estranee, ma questi devono essere affetti da malattie acute non contagiose, e sono escluse le mentali. Sono pure ammessi secondo la capacità dei locali letti per cronici ed incurabili, fino a che non sia possibile  formarne una sezione a ciò destinata. Il personale sanitario è salito a due medici chirurghi, due infermiere suore religiose e un infermiere laico. Il regolamento stabilisce in 8 il numero dei letti 5 per i malati del Capoluogo e tre per quelli delle frazioni. Questo documento è interessante perché esplicita le funzioni della farmacia della della Congregazione di Carità la quale provvede gratuitamente i medicinali, la medicazione asettica ed antisettica ed i piccoli oggetti di gomma di presidio chirurgico occorrente per i poveri iscritti nella Congregazione e per gli Infermi di altri paesi ammessi a cura gratuita. Lo statuto organico, nuovamente riformato il 12 settembre 1938, consente ora anche ricovero e cura degli ammalati aventi il diritto all'assistenza di malattia da erogarsi dagli istituti mutualistici e assicurativi di diritto pubblico e vi vengono ammessi anche gli Infermi di malattie celtiche e di tubercolosi nelle sue varie manifestazioni . Il 10 luglio 1939 l’ente viene classificato dalla prefettura di Aosta come infermeria per malati acuti non raggiungendo il numero di posti letto  prescritto, 60 per ottenere la classificazione di ospedale, cosa che avviene poi concessa con decreto della Regione Piemonte il 28 aprile 1972.
Durante la Seconda Guerra Mondiale, il 30 aprile 1945, un bombardamento lo distrusse parzialmente. Nella tragedia si potè sperimentare l'attaccamento di Caluso al proprio ospedale. Trasferiti i malati in case private, mentre ancora infuriava il mitragliamento, fu subito una correre di volenterosi per spegnere gli incendi e sgomberare le macerie. Sistemati provvisoriamente i malati presso i locali del convitto operaio del Cotonificio valle di Susa, iniziarono subito i lavori di ripristino, cui concorsero tutti i cittadini, dai più ricchi ai più umili, con offerte in denaro o in materiali (letti, materassi, lenzuola, in sostituzione di quelli andati perduti nel bombardamento), tanto che già nel mese di novembre dello stesso anno i malati rientrarono e l'ente riprese a funzionare. Nel 1978 gli amministratori comunali e quelli dell'ente stesso, contrariamente alla volontà della popolazione, decisero di chiuderlo e di trasformarlo in struttura poliambulatoriale deludendo così quello spirito di autentica solidarietà popolare che sin dal lontano 1869 l'aveva sostenuto.



 
Dal passato al futuro... un viaggio nel tempo dei templi della salute
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