SORA Ospedale Civile SS. Trinità ex Giovanni Giurati - Ospedali d'Italia

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SORA Ospedale Civile SS. Trinità ex Giovanni Giurati

Ospedali Centro > Regione Lazio > Frosinone e provincia

I contenuti della scheda provengono  da un saggio, fornitoci dalla Biblioteca Comunale, dal titolo "note illustrative della città di Sora" a firma del Prof Paolo Zeri , conservato presso l'Archivio del fondo locale.

Dalle lettere scritte dal Cardinale Baronio (1538 1607) risulta come questo illustre cittadino sorano dispose che le rendite ecclesiastiche, possedute da Sora, e legate alla Commenda dell'ospedale di Santo Spirito in Roma, fossero spese per provvedere alla riparazione dell'Ospedale Civile. Poiché le lettere rimontano al 1561, è evidente che l'ospedale di Sora, in quell'epoca, già aveva lungamente vissuto, tanto da abbisognare di importanti riparazioni.
Nel 1890 quando si iniziò la costruzione della nuova sede ospedaliera, Pio Istituto fu dedicato al Cardinale Baronio. La nuova sede fu inaugurata nel 1912 ma fu distrutta completamente dal terremoto del 13 gennaio 1915.
I contributi per la  costruzione che vennero dai comitati di Soccorso e dai cittadini furono notevoli, e fra tutti primeggia quello del Comitato Piemontese, il  quale offrì all'ospedale di Sora circa quattrocentomila  lire. lo Stato contribuì sostenendo i tre quarti dell’ingente spesa richiesta dalla costruzione. Così l'ospedale sorse con criteri assolutamente nuovi, fu attrezzato con concetti rispondenti  alla più moderna tecnica sanitaria, e iniziò la sua funzione con un attrezzatura medica ed assistenziale tale da assicurare una funzione completa in ogni campo della medicina, della chirurgia e delle varie specialità.
Una lapide riportò la seguente epigrafe: il popolo di Sora ad eternare la sua riconoscenza per l'opera rinnovatrice del governo Nazionale fascista Duce Benito Mussolini volle consacrato questo civico ospedale a nome di Giovanni Giurati anno IV era fascista.
L'attuale sede dell'ospedale di Sora è di nuova costruzione in tutte le sue parti, ed è composta da tre padiglioni, dei quali due di eguale sviluppo e grandezza, ed uno di efficienza pressoché doppia. Tutti i padiglioni hanno impianto centrale per il riscaldamento a termosifone, e per la distribuzione dell'acqua calda nei bagni, calcolati in numero di uno per ogni 12 malati, e dei lavandini, piazzati quasi in tutte le camere. Ogni padiglione ha montacarichi elettrici, mentre, per il solo padiglione chirurgico, è progettato ma non ancora eseguito, un ascensore capace di sollevare i malati con la lettiga. Un impianto telefonico con, con centralino interno, mette in comunicazione i vari reparti dell'ospedale. Il padiglione più grande ospita il reparto chirurgico ed ha una efficienza di 70 letti, il secondo padiglione, completamente occupato dal reparto medico, ha una efficienza di 60 letti. Il terzo padiglione è dedicato ai servizi ambulatoriali, al pronto soccorso, all'amministrazione ed all'alloggio del personale. Complessivamente dispone di 130 letti.
Il padiglione chirurgico è suddiviso, per ogni piano, in due corsie di otto letti ciascuno, ed in una serie di camere separate per malati gravi, agitati, operati di recente o per infermi paganti in proprio. le sottosezioni ostetrica ed ortopedica hanno, oltre ad apposite infermierie, anche ambienti speciali per i relativi servizi. la sala operatoria dispone di un letto per alta chirurgia ed è illuminata con particolare cura durante il giorno a mezzo di ampi lucernari, nella notte con lampada senza ombra, tipo scialitico, collegata ad un impianto ad accumulatori, a carica automatica, in modo da garantire la luce senza contrasti sul campo operatorio e la mancanza di ogni interruzione durante gli atti operativi. Il reparto operatorio, oltre ad un ricco armamentario, dispone di un'apposita camera per le sterilizzatrici e per gli autoclavi. La temperatura della sala operatoria è assicurata da un doppio impianto, in modo da poter essere opportunamente regolata, quale che sia la temperatura esterna.
Il reparto chirurgico dispone di 3 gabinetti per ricerche cliniche: radiologico, elettroterapico e chimico batteriologico. Dispone anche di camere di medicazione con armamentario proprio. Il reparto medico è organizzato con eguali cure. I malati occupano ambienti ben illuminati ed aerati. E’ assicurata la massima possibile suddivisione degli infermi, a seconda delle loro malattie. Anche il reparto medico possiede un proprio gabinetto radiologico ed un proprio gabinetto per analisi chimiche e batteriologiche. Il reparto per i malati cronici è stato oggetto di cure non meno amorevoli, ed in considerazione del degenza di tali infermi è stato dotato di un ampio refettorio, e di una terrazza a livello per facilitare il passeggio ai malati, che non possono andare in giardino. Il reparto per le malattie veneree è situato in modo da costituire un vero isolamento, e ricovera 10 donne, ospedalizzate per ragione di profilassi, a cura dello Stato. Il reparto per i malati affetti da tubercolosi polmonare è completamente separato dal resto dell'ospedale, ed è limitato alle pure necessità locali. Al reparto è aggregato un sistema di verande e di terrazze, che permettono ai ricoverati di trascorrere l'intera giornata, d'estate e d'inverno, all'aria libera ed al sole.
Il pronto soccorso ha un armamentario proprio e i suoi apparecchi di sterilizzazione. Gli ambulatori riguardano sia servizio generico medico-chirurgico sia quello delle specialità oculistica, otorinolaringoiatrica, dermosifilopatica e pediatrica. I servizi generali dell'ospedale sono piazzati quasi tutti nel piano seminterrato. La cucina è unica e centrale per l'intero ospedale. La sua ubicazione rende facile e rapida la distribuzione degli alimenti. Alla cucina sono aggregati locali per la conservazione dei generi alimentari, per la confezione delle vivande e per la distribuzione di esse. La lavanderia è fornita da un moderno macchinario: lisciviatrice rotativa ed a fuoco diretto, vasche separate per la biancheria proveniente dai vari reparti, autoclave per la sterilizzazione degli indumenti, dei materassi e del materiale settico, centrifuga elettrica per il prosciugamento iniziale della biancheria, prosciugatrice ad aria calda, apparecchio per la distruzione del materiale settico e di quello proveniente dagli atti operativi. La lavanderia è azionata da una centrale termica con distribuzione di vapore nei vari impianti. Il guardaroba è fornito da vasti locali per la conservazione della biancheria, dei materassi, delle coperte e di un laboratorio per la confezione della biancheria nuova e per la riparazione di quella usata. Il reparto mortuario ed anatomopatologico sono disposti in locali appartati e sottratti alla vista degli Infermi. La cappella, situata nella parte centrale dell'ospedale, permette il facile accesso dei malati da qualsiasi reparto. Ampi giardini coi viali alberati, ricchi di divani e di sedie in ferro, permettono gli Infermi di riposarsi al riparo dei venti e del sole eccessivo.
Il servizio di assistenza è disimpegnato dalle suore di Carità di San Vincenzo de' Paoli, coadiuvate da un bel gruppo di valorose infermiere e di solerti infermieri. Tutti coloro che hanno frequentato l'ospedale conoscono come le infaticabili suore siano amorevoli presso gli infermi, sempre presenti ovunque, rigide tutelatrici della disciplina. Infermiere e infermieri si prodigano attivamente e con intelligenza: il loro servizio è oculato, egualmente, di giorno e di notte. Nella sede stessa dell'Istituto sono stati tenuti tre corsi per infermieri, di cui 2 a scopo professionale, ed uno per le infermiere famigliari fasciste. Numerosi elementi, dopo aver frequentato i corsi interni, hanno superato gli esami presso la regia prefettura, ottenendo l'abilitazione all'esercizio professionale. L'ospedale ha una bella ed ampia cappella, nella quale giornalmente vengono celebrate le funzioni religiose non solo per le Pie suore, ma anche per tutti malati, che desiderano parteciparvi.
Il Pronto Soccorso ospedaliero nel primo anno, aveva chiuso il suo registro con 452 soccorsi di urgenza , ha visto man mano aumentare progressivamente la sua attività, fino al punto che nell'anno 1933 i soccorsi di urgenza, praticati in ospedale, raggiunsero la cifra, non indifferente, di 1184. Tale fatto ha confermato la necessità della Guardia continuativa, già che in ogni ora del giorno e della notte si fa appello al Pronto Soccorso dell'Ospedale.


 
Dal passato al futuro... un viaggio nel tempo dei templi della salute
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