AVIGLIANA Ospedale civile ora casa della salute - Ospedali d'Italia

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AVIGLIANA Ospedale civile ora casa della salute

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Il contenuto deriva integralmente dal testo: Storia della Val di Susa dall’800 ai giorni nostri - Bruna Bertolo - Edizioni Susalibri - 2016
Ringrazio l’editore Susalibri per l’autorizzazione e la condivisione all’uso dei contenuti riportati

Ad Avigliana si ha notizia dell'esistenza di un'assistenza ospedaliera in tempi già molto antichi: risale al 1458 un cenno storico, rintracciato nell'Archivio Diocesano di Torino, che parla di un "Ospedale dei poveri", con 24 letti, governato da "Frà Giacomo de Porcairano". L'attuale Palazzo del Beato Umberto, di gusto gotico, molto rimaneggiato, costruito in seguito ad un lascito del 1347, fu sede dell'antico Ospedale dove venivano ospitati i pellegrini che transitavano sulla Via Francigena. A ricostruire la lunga storia dell'assistenza ospedaliera aviglianese uno scritto del teologo C. Biancotto pubblicato dall'amministrazione dell'ospedale civile "B. Umberto di Savoia" nel 1957 in occasione dell'inaugurazione delle ristrutturazioni e dell'ampliamento del nosocomio iniziati fin dal dopoguerra. La storia ottocentesca delle cure in Avigliana è infatti strettamente legata all'edificio, intitolato appunto al beato Umberto di Savoia che venne edificato, dopo anni di richieste, di progetti, di studi, di ampliamenti successivi, proprio nel centro della città. Funzionò, probabilmente, per alcuni anni, una "succursale" dell'Ospedale Oftalmico di Torino presso l'ex Convento dei Cappuccini, come dimostrano una serie di documenti compresi tra il 1867 e il 1872 (ultimo contatto il 31 ottobre). Ma ormai l'erezione in Avigliana di un ospedale "proprio" stava, faticosamente, diventando una realtà, oltre che una necessità. Il 17 settembre 1885 in una seduta pubblica i cittadini decisero che il futuro ospedale sarebbe stato dedicato al Beato Umberto di Savoia nato ad Avigliana. Ma una serie infinita di problemi, la difficoltà di trovare un sito adatto, nel centro della città, le lungaggini burocratiche, dilatarono enormemente i tempi di costruzione dell'ospedale, per il quale si scelse, il sito della "Casa Isabello". Soltanto quattro i letti iniziali, troppo pochi. Negli anni successivi il problema dell'ampliamento sarà dunque prioritario. Si arriva così al primo decennio del 1900, con importanti modifiche alla struttura: ad esempio, un progetto di riscaldamento dell'edificio ad aria calda; la sostituzione, nel 1911, del vecchio impianto di illuminazione a petrolio con quello a elettricità. Dal 1921, entrano in servizio due suore Infermiere di San Giuseppe di Susa. Durante il secondo conflitto mondiale l'ospedale venne gravemente danneggiato. Nel 1956 le suore in servizio erano cinque. Gli anni successivi furono caratterizzati da numerose opere di ampliamento, con l'acquisto di altri lotti di fabbricato e la struttura si modificò in modo notevole.
Da alcuni anni ormai il tanto sudato ospedale non è più in funzione, un altro, quello posto al "piano", "Villa S. Agostino", ne ha preso il posto. I vecchi locali, concessi in comodato d'uso ad alcune Associazioni culturali della città, come "Spinta Bass" e "Skantieri giovanili", sono in attesa di lavori di ristrutturazione.


 
Dal passato al futuro... un viaggio nel tempo dei templi della salute
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