FANANO Istituto S. Giuseppe - Ospedali d'Italia

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FANANO Istituto S. Giuseppe

Ospedali Nord est > Regione Emilia Romagna > Provincia Modena

Il contenuto della scheda proviene integralmente dal sito di Stefano Grimaldi, Ingegnere modenese – tratto da: BERTOLANI DEL RIO MARIA - Ospizi ed Ospedali fondati da Anselmo Santo Abate di Nonantola. - « Atti e Memorie della Deputazione di Storia Patria per le antiche Provincie modenesi », Serie IX - VoI. V, 1953.
TIRABOSCHI GEROLAMO - Dizionario Topografico-Storico degli Stati Estensi. - Tomo I, pag. 272. Modena, presso la Tipografia Camerale, MDCCCXXIV.

https://storiapoliclinicomodena.blogspot.com/p/1959-ospedali-della-provincia-di-modena.html


Fanano ha il privilegio di avere una tradizione ospitaliera che risale all’Alto Medio Evo.
Tale privilegio gli viene dalla posizione che, in lontani tempi, aveva una notevole importanza, trovandosi fra l’Emilia e la Toscana.
Nel 749 S. Anselmo, già Duca del Friuli, vestito l’abito di S. Benedetto, andò a stabilirsi con alcuni monaci a Fanano, terra avuta in dono dal cognato Astolfo, Re dei Longobardi.
Scrive il TIRABOSCHI che essendo il S. Abate acceso di ardentissima carità verso i poveri e i pellegrini, fondò non pochi ospedali e ospizi e li arricchì di beni […] . A Fanano S. Anselmo costruì « il suo primo monastero insieme con uno Spedale».
Il MAESTRI, nel suo studio sulla Pieve di S. Silvestro di Fanano, afferma che antichi documenti fanno menzione di un ospedale nell’interno di Fanano e di due ospizi nel territorio circostante.
Naturalmente, parlando di ospedali e di ospizi medioevali, occorre inquadrare tali istituzioni nello spirito assistenziale e nelle possibilità tecniche del tempo.
Soltanto all’inizio del XX secolo si può parlare di un Ospedale, nel senso moderno della parola, a Fanano.
Nel 1914 sorse in Fanano l’idea di fondare un piccolo Ospedale per gli abitanti del Comune e dei Comuni limitrofi, data la grande distanza dai centri Ospedalieri di Modena e di Bologna.
Alla realizzazione di questa idea diede la sua opera, con generoso slancio e cristiano fervore, Mons. EUGENIO BATTISTINI, che fu Arciprete di Fanano per circa trent’anni.
Egli morì nel 1919 dopo avere dato corpo al suo sogno ospedaliero, che era anche quello delle autorità e del popolo; ed avere compiuto tante altre opere buone.
Nella lapide a lui dedicata, all’ingresso dell’Ospedale, si legge appunto che egli profuse il suo zelo nell’erigere non solo l’Ospedale, ma anche l’attiguo Istituto di S. Giuseppe, casa e scuola di lavoro per bambine e per donne; nel ricostruire chiese e santuari; nel ripristinare con senso d’arte il tempio plebanale.
Mons. Battistini poi, con suo testamento in data 18 settembre 1918, tolti pochi legati, lasciò l’Ospedale erede universale dei suoi beni.
Pensò anche a crearne il consiglio di Amministrazione che volle costituito da cinque membri: il parroco di Fanano, il parroco più anziano delle sette frazioni, il Vicario di Nonantola, il rappresentante del Comune e il Presidente della Congregazione di Carità (ECA).
L’Ospedale sorge in posizione elevata e tranquilla. La costruzione fu iniziata alacremente nel 1914; ma la prima guerra mondiale (1915-1918) ne rallentò i lavori.
Alla morte di Mons. Battistini i lavori di finitura e di attrezzatura restarono in gran parte sospesi. Il nuovo Arciprete Mons. GIOVANNI MONARI, giunto a Fanano nel Settembre 1919, si attenne alle precise disposizioni testamentarie di Mons. Battistini e riprese i lavori, in pieno accordo con autorità e popolo.
Fu soprattutto curato l’arredamento perché l’Ospedale potesse entrare in funzione, e l’Ospedale fu aperto nel 1922 come infermeria di transito e di pronto soccorso, con relativo ambulatorio. Il servizio fu affidato a due medici condotti e alle Suore di Carità. L’Ospedale venne eretto in Ente morale.
L’Ospedale non fece grandi progressi e svolse un’opera limitata sino al 1948, anno della ripresa dell’attività e dell’inizio di uno sviluppo superiore ad ogni previsione.


 
Dal passato al futuro... un viaggio nel tempo dei templi della salute
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