NAPOLI Ospedale di Santa Maria del Loreto - Ospedali d'Italia

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NAPOLI Ospedale di Santa Maria del Loreto

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Il contenuto della scheda e stato tratto integralmente dal sito "cose di Napoli "  portale senza scopo di lucro la cui missione è fornire informazioni di interesse pubblico, con finalità di insegnamento e conoscenza della cultura della città, attraverso contenuti informativi illustrati, distribuiti globalmente sotto licenza di pubblico dominio.


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Prendeva il nome dalla vicina chiesa intitolata alla Madonna del Loreto. Nonostante esso si trovava fuori dalle mura della città divenne presto un importante punto di riferimento per tutti gli ammalati in città. Inizialmente la struttura, fondata da Giovanni di Tappia, non era un ospedale ma solo una struttura dedicata alla cura dei piccoli di entrambi i sessi abbandonati o poveri che poi venne trasformato in un importante conservatorio. Questo iniziale seminario di orfanelli divenne all’epoca molto conosciuto in città perché i suoi piccoli abitanti li vedevi spesso con la loro piccola divisa chiedere l’elemosina per strada. La divisa era costituita da una sottana lunga e bianca sormontata dalla “bizzarra” (un pesante soprabito con mantellina) e un particolare cappello a falda larga. Il ricavato della questua fatto da questi piccoli ragazzi era la sola principale fonte di reddito dell’orfanotrofio. Gli orfanelli erano perfettamente organizzati ed i loro compiti ben divisi: le cosiddette “paranze” erano gruppi di circa 15 20 bambini che vestiti da angeli avevano il compito di seguire le processioni, vegliare i defunti o assistere i malati. Nel 1633 l’orfanatrofio viene poi trasformato in conservatorio musicale e divenne famoso in tutto il regno. Ma il buon Ferdinando non era così sensibile al buon canto come il padre e la sua intolleranza alla musica e alle questioni artistiche trasformerà il conservatorio in un ospedale militare che con il tempo, una volta ampliato dal suo successore diverrà uno dei centri di riferimento per le vittime delle numerose epidemie che sconvolsero la città in quei tristi anni. L’ospedale era diviso in due piani ed aveva nel suo interno un importante reparto chirurgico gestito per un tempo dal grande professore Francesco Petrone che ebbe tra i suoi pazienti R Gioacchino Murat, operato di ernia inguinale e re Francesco Secondo. L’ospedale possedeva anche un magnifico museo di anatomia che attirava dall’estero un gran numero di medici e curiosi. Venne completamente distrutto dai bombardamenti della seconda guerra mondiale. Sullo stesso luogo verrà costruito poi l’attuale ospedale del Loreto Mare.


 
Dal passato al futuro... un viaggio nel tempo dei templi della salute
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