RAVENNA Ospedale S. Maria Delle Croci - Ospedali d'Italia

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RAVENNA Ospedale S. Maria Delle Croci

Ospedali Nord est > Regione Emilia Romagna > Provincia Ravenna

Presso la biblioteca Classense di Ravenna abbiamo trovato il testo: Statuto Organico dell'Ospedale in Santa Maria delle Croci - Tipografia Alighieri - 1886 che riportiamo integralmente.

L'origine e la storia dei Pii Ospedali di Ravenna è tanto remota, che se perde nell'oscurità dei secoli; e sebbene se ne trovino tracce nelle storie Patrie e negli Archivi e nelle memorie di questa città, pure tale fonti non somministrano notizie e documenti esatti per stabilire l'epoca di loro origine e le modalità delle fondazioni loro. Emerge da alcune memorie, che durante il regno dei Goti, esisteva in Ravenna un ospizio pei Greci, il che può esser buon indizio per ritenere che esistessero anche istituti consimili pei cittadini. Il Fabbri, nelle sue Memorie Sacre, afferma essere questo Spedale Il più antico di altri 5 da lui mentovati; avvegnacché, ne troviamo fatta menzione sino dall'anno 1100, in una bolla di Alessandro III, che l'annovera fra le chiese di cui i cardinali della chiesa Ravennate avevano giurisdizione, e la chiama col titolo di “Santae Mariae in xenodochio”.  Certo è che nel 1567 trovavansi in Ravenna sei pubblici ospedali, tre dei quali aperti agli infermi ed ai pellegrini, e gli altri 3 a benefizio degli infanti esposti. Se non che con breve di Papa Pio V, in data 16 maggio 1567, venne ordinato che i sei ospedali sotto l'invocazione di Santa Barnaba, di Santa Caterina, San Giovanni Battista, San Giovanni Evangelista, Sant'Apollinare detto anche della Trinità e Santa Maria delle Croci, avessero a riunirsi in due soli, uno detto di Santa Maria delle Croci per gli infermi, e l'altro detto della Trinità per gli Esposti, a benefizio dei quali vennero devoluti i beni dei quattro ospedali soppressi. La memorabile inondazione del 1636 che tanto danno recò alla città, fece rovinare il locale dell'Ospizio degli Esposti, per cui riconosciuta l'insufficienza dei mezzi occorribili alla riedificazione sua, si venne nella risoluzione di riunire I due ospedali in uno solo, il che accade nel 1638, in forza di Decreto dell'Arcivescovo Capponi delli 25 novembre e relativo breve Pontificio del 27 marzo 1638. Oltre ai 6 pubblici ospedali sopra ricordati, un altro sotto il titolo di San Lazzaro od anche della Misericordia, era stato istituito nella nostra città fino dall'anno 1293, come da diploma dell'arcivescovo di Ravenna in data 25 giugno di detto, che conservasi in copia negli atti di quell’archivio. Fu eretto da Michele, Arcidiacono della Metropolitana e da Bernardo vescovo di Palestrina e Legato Apostolico nel Regno di Sicilia che lasciava a tale scopo la maggior parte dà suoi beni, in luogo detto Turricella, nella Regione Ercolana, col nome di Casa della Misericordia. Questo ospedale passò in seguito in potere dei Polentani, che lo fecero reggere da preti secolari, finché Ostasio da Polenta, con istromento  11 dicembre 1433, a rogiti di Giovanni dei Bichi, ne fece donazione, con tutti i relativi beni e diritti all'Abbazia di Sant'Apollinare in Classe rappresentata dal Priore, frate Ambrogio, Generale dell'Ordine Camaldolese. I monaci dell'Abbazia di Classe, quasi un secolo dopo, e precisamente nel 1515, previa licenza ottenuta dal Papa e dalla Comunità di Ravenna, l’atterrarono per aggiungere al loro monastero una Chiesa, che è l'attuale di San Romualdo, commutando l'obbligo di accettare gli infermi pellegrini ed altre persone miserabili, in quello di dispensare, due volte alla settimana, pane ai poveri e di dotare zitelle  povere. Quando Nel 1796 il Governo della Repubblica Cisalpina, soppresse l'Abbazia dei Camaldolesi, avvocandone i beni all'amministrazione del Demanio, ne consegui che anche tutti i beni dell'ospedale della Misericordia vi rimasero competrati. Ma per la legge 2 Giugno detto anno essendo stato determinato che i beni già ceduti ed assegnati alle soppresse corporazioni, aventi per oggetto l'istruzione e la beneficenza, dovessero separarsi dal patrimonio demaniale e consegnarsi alle rispettive municipalità, onde continuassero le rendite ad essere erogate nei titoli per cui erano destinate, avvenne che a questo Municipio passarono in parte i beni dell'ospedale in San Zaccaria e Campiano, che furono poi  assegnati all'ospedale di Santa Maria delle Croci. Cosicchè tutti gli ospedali già esistenti in Ravenna, coi rispettivi beni o in tutto o in parte si riunirono indistintamente nell'attuale ospedale di Santa Maria delle Croci. Esso poi si accrebbe per le disposizioni testamentarie di vari benefattori, fra i quali merita speciale ricordo l’Arcivescovo Codronchi, che dopo aver donato all'ospedale il locale ove ora ha sede, lo dotava, morendo di un patrimonio di oltre centomila lire perché fosse istituita la sezione cronici, che venne poi naturalmente arricchita per i lasciti Vizzani e Centofanti.



 
Dal passato al futuro... un viaggio nel tempo dei templi della salute
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