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MANTOVA Ospedale Infantile Bulgarini

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Da: Estratto Rivista “Mantus” Anno VII N°2  Origine e funzionamento dell’Ospedale Infantile Bulgarini – Il Nuovo padiglione “Principe Vittorio Emanuele” – relazione del Dott. P. Poletti

L'Opera Pia «Ospedale Infantile Bulgarini» trae la sua origine dalla benefica istituzione di ultima volontà del conte Francesco Bul-garini Visconti, del fu conte Carlo, di Mantova, nato il 9 marzo 1789, espressa nel suo testamento olografo scritto in Lodi il 10 marzo 1848.
Costituito in corpo morale e solennemente fondato ed aperto fin dal 21 novembre 1858 sotto il nome di «Istituto ospedaliero religioso o Casa filiale dei Padri di S. Giovanni di Dio, detti FateBeneFratelli », l'opera di detto ospedale veniva completata coll'istituzione di un Dispensario e di una Farmacia.
Scopo dell'Istituzione era la cura ed il mantenimento di infermi poveri di Città e Pro-vincia, di qualunque età e di entrambi i sessi; col Dispensario venivano impartite gratuitamente consultazioni e cure mediche, chirurgiche, oculistiche, dentistiche a tutti i sofferenti poveri, specialmente della città di Mantova.
Per effetto della Legge 7 luglio 1865 sulla soppressione delle Corporazioni religiose, anche l'ordine di cui sopra scompariva e l'0spedale veniva interinalmente consegnato al Municipio di Mantova.
Con Reale Decreto 28 agosto 1870 veniva provveduto a dare all'Ospedale Bulgarini una definitiva Amministrazione, affidandone l'incarico alla Congregazione di Carità di Mantova.
Senonchè l'esiguità del patrimonio dell'Opera Pia Ospedale Bulgarini rispetto alla vastità dei compiti riservati all'Istituzione non consentì alla stessa di esercitare mai un sensibile influsso a vantaggio dell'assistenza sanitaria cittadina. Per questa ragione e perché era vivo il desiderio nella cittadinanza che anche a Mantova sorgesse un Ospedale dei bambini, la Congregazione di Carità nel maggio 1893 elaborava uno Statuto ed un Regolamento informati al principio della istituenda opera.
Ma tali pratiche, specialmente per i mutamenti nelle condizioni politiche ed amministrative della Città, e malgrado ogni buon volere della Congregazione, rimasero per lunghi anni arenate.
Finalmente, dopo aver superato non lievi difficoltà, l'Amministrazione Congregatizia poteva solennemente inaugurare la suddetta Istituzione nel giorno 14 marzo 1900, fausta ricorrenza anniversaria di S. M. il Re.
Dall'epoca della fondazione e fino al 1930 l'Ospedale Infantile Bulgarini ebbe sede nel palazzo di proprietà del conte Bulgarini sito in Via Massari, destinato appunto per espressa volontà del benefattore ad ospitare gli infermi. Originariamente e fino all'epoca suddetta, i bambini ammalati venivano ricoverati in due distinte sezioni, medica e chirurgica, senza distinzione per gli ammalati delle specialità (oculistica, otorinica, dermosifilopatica, etc.).
Esisteva inoltre un reparto di isolamento, ad uso dell'ospedale, che funzionava cioè solo in casi speciali (insorgenza di malattie contagiose nei ricoverati, isolamento di casi sospetti, etc.).
Allo scopo di avere una sede più adatta, nel 1930 l'Ospedale Infantile Bulgarini viene trasferito in un nuovo Padiglione all'uopo costruito in Borgo Pompilio, nell'area delle costruzioni del nuovo Ospedale Civile. Con R.D. 30 novembre 1931 le due Opere Pie vengono infine raggruppate sotto una unica Amministrazione col nome di “Amministrazione degli Istituti Ospedalieri di Mantova”.
La ragione di tale trasferimento oltre a quella accennata fu anche di potere usufruire di tutti i mezzi ed impianti scientifici di cui dispone un moderno nosocomio, quale è il nuovo Ospedale Civile.
In un primo tempo  nel «Bulgarini» erano destinati per il ricovero bambini di ambo i sessi e fino al 7° anno di età. Coll'approvazione del nuovo regolamento interno (appr. dalla G. P. A. in data 15 gennaio 1935) il limite per il ricovero veniva in seguito elevato al 12° anno d'età compiuto.
In seguito a questa modifica e soprattutto in conseguenza del numero sempre maggiore di degenti che venivano di anno in anno ad affluire all'Ospedale Infantile, l'Amministrazione degli Istituti Ospedalieri si è trovata ben presto nella necessità di affrontare il problema di questo maggior afflusso di ammalati e di risolverlo, ciò che ha fatto colla costruzione nell'area ospedaliera di un nuovo padiglione della capacità di circa 90 letti e destinato al ricovero di bambini ammalati di forme mediche. Il padiglione è intitolato alla Augusta Persona di S. A. R. il Principe Vittorio Emanuele.
I criteri informativi sui quali i progettisti Ingg. Cristofori ed Azzi si sono basati nell'esecuzione del piano di lavoro furono determinati soprattutto dalle peculiari con-dizioni biologiche dell'età del lattante, in vista soprattutto delle esigenze diagnostiche e curative proprie dell'infanzia. Si è cercato pertanto di evitare tutto ciò che agisce in senso deleterio sul bambino ammalato per il fatto stesso del suo ricovero in ospedale, in altre parole di eliminare il cosidetto marasma ospedaliero o più semplicemente l'ospedalismo, i cui fattori nocivi possono essere schematizzati nei seguenti due principali: l'infezione e l'alimentazione ed altri coadiuvanti: climatici, psichici e di governo.
Tenuto presente che nel pedocomio si deve dare il massimo sviluppo alla funzione ambulatoriale e limitare al minimo indispensabile il ricovero dei bambini ammalati, specialmente di quelli della prima infanzia, cosi nella costruzione del nuovo Padiglione si è cercato di sviluppare questo concetto, creando un complesso ambulatoriale da corrispondere allo scopo richiesto.
L'Ambulatorio è stato situato nell' ingresso del Padiglione e consta di una sala di attesa per i malati comuni, di un'altra per ammalati di forme sospette (contagiose) e di una sala di visita; annessa all'ambulatorio vi è una Portineria per il personale addetto allo smistamento e sorveglianza dei bambini che vi affluiscono, inoltre vi si trova un bagno e gli altri servizi; ivi è pure un laboratorio per ricerche cliniche-microscopiche.
Tutto questo complesso è rigorosamente isolato dalle sale di degenza alle quali il pubblico non può da qui accedervi.
I bambini ammalati inviati per il ricovero prima di essere destinati alle varie infermerie, vengono tenuti per un periodo più o meno breve in salette cosiddette d'osservazione, ubicate al piano terreno e vicine all'ingresso; nello stesso piano è sistemata l'infermeria per prematuri e congenitamente deboli che consta di una camera con incubatrici del tipo più recente come è in uso nell'Istituto milanese dell'I.P.P.A.I., nella quale non possono accedere le nutrici e le madri, ma solo il personale di governo minimo necessario ed appositamente scelto ed istruito; accanto a questa sta una saletta di allattamento dove le nutrici possono soggiornare il tempo necessario per allattare. Qui sono collocati la vaschetta per il bagno, la bilancia, il fasciatoio.
Sempre allo stesso piano sono ubicate le infermerie per i lattanti, suddivise in celle aperte per ogni ricoverato; in ogni cella, oltre al lettino, trova posto un piccolo armadio per gli utensili del piccolo ammalato (tetterella, boccetta, etc.). Le infermerie sono in comunicazione diretta col bagno.
Attiguo alle infermerie per lattanti, ma da queste ben separato, è il reparto per le nutrici, con il dormitorio, la sala per l'allattamento, la sala di soggiorno e refettorio.
Il primo piano è adibito per le infermerie dei bambini della seconda e terza infanzia, distinti per sesso; vi si trovano inoltre, separate in un'ala del padiglione, stanze per paganti arredate in modo che la madre possa assistere a tutto suo agio il proprio bambino infermo. Vi stanno infine un locale per la terapia fisica (raggi ultravioletti, applicazioni elettriche, etc.) e due ampi e luminosi soggiorni.
Al secondo piano trovano ricovero i bambini affetti da forme contagiose croniche (tubercolosi, sifilide), colla distinzione per lattanti e bambini più grandetti e questi con la separazione per sesso.
Da notare che in tutti i piani sono sistemate delle cucinette per i bisogni speciali dei vari reparti (le vivande comuni vengono fornite dalla cucina centrale dell'ospedale), inoltre i vari altri servizi, come il bagno per il personale, per le nutrici, le latrine, etc.
Nel piano seminterrato, ampio, luminoso, sta la guardaroba, il refettorio per il personale di servizio; un locale è destinato per la sistemazione del «lactarium ».
Va rilevato per ultimo che il padiglione può comunicare per un ampio e riscaldato cunicolo coi vari altri padiglioni e servizi generali dell'Ospedale Civile.

Ancora, da:  Mantova e Provincia – Diario guida 1915 apprendiamo che:

Possono essere accolti nelle sezioni medica e chirurgica dell'Ospedale infantile, anche bambini appartenenti a famiglie agiate di altri Comuni, verso il pagamento della retta di L. 2,50 al giorno cui va aggiunta, per gli ammessi alla sezione chirurgica, la tassa fissa operatoria di L. 15.
Possono inoltre venire accolti bambini poveri di Provincia e di fuori a carico dei ri-spettivi Comuni o delle Congregazioni di Carità, verso la retta giornaliera di L. 2,
quando un apposito certificato comprovi la povertà dell'accogliendo.
Le domande di ammissione vanno poi indistintamente corredate dai documenti che seguono :
a) Certificato di nascita;  b) Certificato di subita vaccinazione o di sofferto vaiolo;
c) Certificato del medico del Comune, vistato dal Sindaco, comprovante che nella famiglia dell'accogliendo o dei suoi coinquilini non esistono malattie contagiose;
d) Dichiarazione del legale rappresentante dell'infermo, firmata e legalizzata dal Sindaco, che scagioni da qualsiasi responsabilità tanto la Congregazione di Carità quanto il personale sanitario dell'Ospedale per esito eventualmente infausto o non riuscito degli atti operativi che fossero richiesti o necessari.



 
Dal passato al futuro... un viaggio nel tempo dei templi della salute
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