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PIETRA LIGURE Istituti Ospedalieri Santa Corona

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Per l’utilizzo dei dati ringrazio il Presidente della fondazione Livio Sciutto Onlus; la Fondazione persegue esclusivamente finalità di solidarietà sociale promuovendo lo sviluppo della conoscenza umana nel settore medico scientifico, in particolare nel campo dell'ortopedia, di supporto alla prevenzione e cura di tutte le patologie dell'essere umano, attivandosi nella ricerca scientifica e nell'applicazione clinica dei risultati.
Invito i lettori a visitare il sito, molto interessante dove troverete anche filmati tra cui quello che introduce la storia dell’ospedale:


https://www.fondazione.it/it/attivita/guide-per-il-paziente/24-fondazione/multimedia/61-un-mare-di-cure-introduzione.html

https://www.fondazione.it/it/attivita/guide-per-il-paziente/109-ospedale-scorona.html


Non sono molti gli ospedali in Italia e in Europa che possono vantare un così grande patrimonio di storia e di esperienza come il Santa Corona.  Le sue origini risalgono al lontano 1497, quando Stefano de Seregno fonda a Milano un ente morale denominato Santa Corona, impegnato nell’assistenza sanitaria ai poveri e nella riabilitazione dalle malattie croniche diffuse in quel tempo. In Liguria l’istituzione approda nel 1918 nella cittadina di Spotorno, a pochi chilometri da Savona per ospitare figli di prigionieri di guerra austriaci, denutriti e malati di tubercolosi.  Il successo di questa struttura è testimoniato dal fatto che solo quattro anni dopo è completamente occupata e si rende necessaria la creazione di un nuovo insediamento destinato ad accogliere l’eccedenza di richieste di ricovero da parte di malati di tubercolosi e di bambini milanesi delle fasce sociali più povere. Il nuovo complesso si colloca sull’area di un insediamento di case inutilizzato denominato Pietra Nuova, in località Pietra Ligure, struttura in cui, nel 1923, viene trasferita la colonia di Spotorno.

(1) Tratto integralmente da: Gli Istituti elioterapico-chirurgico ortopedico e profilattici in Pietra Ligure nel primo anno di vita - 1923
“””Gli Istituti si compongono di una quarantina di fabbricati-ville che accolgono i bambini e adolescenti delle sezioni profilattiche permanenti, i malati chirurgici elioterapici mobili, come pure, in fabbricati separati, gli ammalati di 1 e 2ª categoria, solventi in proprio; e di un grande fabbricato centrale che è diventato, con gli opportuni adattamenti, il vasto padiglione Elioterapico-chirurgico, capace di ospitare 350 ammalati veri e propri, e che accoglie tutte le installazioni chirurgiche ed accessorie (reparto operatorio, sala per apparecchi gessati, sale di medicazione, gabinetti radiologici, gabinetti elettroterapici, ecc.). Questo fabbricato possiede ampie terrazze al piano terreno e al 1° piano esposte a pieno mezzogiorno e vasti solari alla sommità dell'edificio, ai quali si accede per mezzo di un grande ascensore monta-letti. Terrazze e solari, per la loro felice esposizione, concedono una vista incantevole sul mare e sulla campagna circostante e sono inondati di sole dall'alba al tramonto. Le figure annesse rendono un'idea delle varie installazioni igienico-sanitarie e del modo col quale viene praticata la cura di sole, inspirata sempre allo studio ed alla valutazione esatta della tolleranza e reazione individuale ed associata alla più scrupolosa e rigorosa assistenza chirurgica ortopedica per mezzo di Sanitari specializzati.
Gli ammalati sono assegnati ai diversi piani ed alle varie terrazze e solari a seconda del sesso e della gravità delle lesioni che presentano.
La terrazza al piano terreno accoglie gli elioterapici mobili, bambini e adolescenti; quella al 1° piano gli adulti elioterapici degenti nel medesimo piano. Il 2° piano è riservato ai reparti operatori, gabinetto radiologico, elettroterapico, sala per apparecchi gessati, impianti di sterilizzazione, e così via. L'ala sud, largamente soleggiata e ventilata, accoglie le ammalate adulte. Il 3° piano ospita le infermerie dei bambini; ampiamente ventilate di giorno e di notte, con esposizione che consente l'insolazione in qualsiasi ora della giornata, esse sono sufficientemente capaci e godono di una vista incantevole sul mare, sulla campagna e sulle montagne a nord degli Istituti. Il 4° piano ha due piccole infermerie che accolgono i bambini elioterapici immobili ed in generale le forme che richiedono una cura più attiva ed una sorveglianza più rigorosa. Queste infermerie hanno libero accesso sui vasti solari a nord e sud, che nelle giornate di cura accolgono le ammalate e i bambini mobili e immobili dei piani sottostanti.
Negli scantinati e al piano terreno dell'Istituto sono sistemati i servizi di riscaldamento a termosifone, i frigoriferi e l'ampia cucina, come pure in due vaste sale a nord e a sud i refettori per i degenti mobili e la sala degli spettacoli.
Per la cura di sole gli Istituti dispongono ancora di due ampie terrazze situate in vicinanza al mare e ad esposizione libera. Queste terrazze accolgono i bambini elioterapici, prima immobili e poi mobili, i quali vi trascorrono i loro ultimi mesi di permanenza. Questi bambini, maggiormente allenati alla cura, sono in grado di sopportare meglio degli altri le variazioni atmosferiche; il clima più rude in vicinanza al mare contribuisce a rinvigorire la loro fibra già irrobustita dalla cura metodica, seguita nelle terrazze e nei solari maggiormente protetti.
Gli ammalati elioterapici mobili, che sono rappresentati da soggetti affetti da forme tubercolari chirurgiche che possono consentire la deambulazione e non richiedono cure chirurgiche ortopediche strettamente rigorose, sono accolti nei padiglioni separati, disseminati per l'ampio giardino, nei quali trascorrono, si può dire, semplicemente le ore del riposo e del sonno; nel restante della giornata conducono una vita all'aperto, sia nelle terrazze, nel campo di gioco e nei solari, sia svolgendo, per i viali degli Istituti o alla spiaggia, quell'attività fisica che è consentita dalle loro condizioni organiche. Gli ammalati solventi in proprio di 1 categoria, hanno i loro padiglioni separati che sono arredati con tutto il conforto desiderabile.
Gli Istituti accolgono per cura tutte le forme tubercolari cosiddette chirurgiche o extra-polmonari; tutte le localizzazioni ossee e articolari, (osteiti, osteoperiostiti, spondiliti, coxiti, gonartriti, sinoviti e osteoartriti del gomito, collo del piede, mani, piedi, ecc.) le localizzazioni specifiche delle sierose, le forme cutanee e linfo-glandulari, gli esiti di pleurite tubercolare, non complicata da infiltrazione polmonare, le adenopatie tracheo-bronchiali beneficiano sicuramente della cura di sole. Ma anche le forme non tubercolari trovano nel trattamento elioterapico il miglior fattore di guarigione. Non parliamo del rachitismo, per il quale la cura elio-marina è il trattamento di elezione.
Tutti i casi di lesioni chirurgiche non specifiche tubercolari, accompagnati da cachessia generale e richiedenti un intervento chirurgico che non può essere praticato se non dopo raggiunto un certo grado di benessere e di resistenza fisica, le forme suppurative croniche, che prima languivano per mesi e mesi negli ospedali e nei ricoveri delle città, grazie al soggiorno in riviera ed alla cura appropriata, si mettono presto in condizione di poter subire il beneficio dell'intervento chirurgico.
Gli Istituti sono stati dotati di un modernissimo impianto radiologico capace di sopperire a tutte le richieste, oltrechè della diagnostica, anche della terapia superficiale e profonda. Altrettanto si dica riguardo l'impianto elettroterapico, di diatermia, idroterapia, ecc.
La vita dei profilattici negli Istituti è regolata secondo norme e prescrizioni categoriche e rigorose. I bambini trascorrono la maggior parte della giornata all'aperto e vengono ritirati nei padiglioni soltanto per dormire o per il cattivo tempo; passeggiano per i viali degli Istituti, si esercitano nel campo di gioco e si recano alla spiaggia, alternando le ore di cura solare con i più validi ed efficaci esercizi sportivi e ginnastici. Anche nella stagione invernale, nelle giornate più calde o tiepide, così frequenti in riviera, i bambini marciano scoperti, quando è consentito, per i viali; così frequentano le scuole all'aperto; eseguono lavori di ricreazione o qualche lavoro istruttivo e utile per loro diletto o anche a vantaggio degli Istituti, nell'intendimento, vivamente sentito anche da loro, di dare un contributo, sia pure con un minimo rendimento, a profitto di una Istituzione che ha per fine supremo il bene e l'amore del prossimo sofferente.
Ma l'assistenza dei profilattici, oltre che nel campo educativo, si rivela efficace e preziosa anche nel campo della istruzione professionale. Gruppi di bambini e di bambine debbono assistere a turno ed attendere direttamente ai lavori di giardinaggio, a quelli della preparazione delle vivande più semplici, ai lavori quotidiani della lavanderia e del guardaroba, come pure delle officine da fabbro e da falegname. Naturalmente non si richiede da questi piccoli che un interessamento amorevole al lavoro, più che una prestazione diretta.
Alla ginnastica educativa ed a quella respiratoria viene data la massima importanza. Tutta la vita dei bambini è organizzata in modo che l'attenzione dei piccoli è continuamente attratta, interessata ed affezionata all'ambiente. È meraviglioso constatare come anche dal lato sentimentale e psichico il bambino subisca una trasformazione radicale; da vivace e irrequieto e qualche volta riottoso e ribelle, oltre che poco educato (i tristi segni della insufficiente o deficiente o assente educazione cittadina e famigliare) diventa docile, buono e mansueto e nello stesso tempo sereno e ilare, di quella serenità che rivela la pienezza e la vigoria delle forze fisiche e morali, recuperate in un ambiente più sano, così dal lato fisico, che da quello sociale. Mente e cuore risanati insomma nel corpo pure rinnovato e rinvigorito!
La spiaggia riservata, circa 500 m. di riva ampiamente soleggiata e ventilata, lontana da qualsiasi abitazione, accoglie nella stagione estiva un numero veramente straordinario di bambini, fino a 2000.
Quanti hanno visitato gli Istituti nel periodo estivo non possono non aver ammirato la perfetta organizzazione di questa imponente massa di manovra. Un  bell'esercito di piccoli esseri scoperti nel corpo, marciante in perfetto silenzio e disciplina attraverso i viali degli Istituti, o accampato alla spiaggia per la maggior parte della giornata, attingendo in vivace giocondità dalla saluberrima aria del mare quelle forze già perdute e rinvigorendo quello spirito già intristito dal lungo, antigienico soggiorno nelle città popolose e polverose.
Annesso agli Istituti vi è un ampio garage con relativa piccola officina di riparazione, anche questa creata nell'intendimento che possa servire per iniziare o completare la sezione istruttiva professionale dei degenti. Tra gli impianti ausiliari facenti parte dei servizi generali, sono degni di menzione: il padiglione Ristorante, che accoglie per i pasti il personale di prima assistenza e quello insegnante; l'impianto di lavanderia e quello di guardaroba, rispondenti pienamente alle attuali esigenze; l'impianto di luce e di forza elettrica, funzionante per mezzo di un gruppo elettrogeno separato, che si utilizza ogni volta che per qualsiasi ragione venga a mancare la corrente stradale; l'impianto di sollevamento dell'acqua potabile, che viene attinta dal sottosuolo in grande abbondanza per mezzo di pompe; acqua che per il suo contenuto di calcio ha un valore non indifferente nella cura delle forme morbose accolte negli Istituti, grazie all'importanza del trattamento recalcificante e mineralizzante così largamente consigliato e attuato in tutte le forme del genere. Accenneremo ancora di sfuggita all'impianto dei telefoni automatici e finalmente ai vasti magazzini economali, che, per quanto vasti, non permettono mai di accumulare tale quantità di viveri da sopperire alle esigenze al di là di una settimana. Dunque il rifornimento di viveri freschi, oltrechè da ragioni d'igiene, è imposto anche dall'elevato consumo. Il vitto degli ammalati è curato rigorosamente dagli stessi Sanitari; la tabella dietetica si presta a molte considerazioni di indole fisiologica e sarà oggetto di accurato studio scientifico. È infatti meraviglioso constatare come i bambini accolti nelle infermerie, sottoposti a dieta quasi completamente latteo-vegetariana (la carne è concessa soltanto due volte alla settimana), rifioriscono meravigliosamente nelle condizioni generali e locali, con sensibilissimo aumento del peso corporeo. La razione alimentare degli adulti importa invece un più largo consumo di sostanze azotate (carne); tuttavia la dieta viene contemperata con la somministrazione generosa di verdura e di frutta. Un padiglione appartato è adibito al servizio di infermeria, ed accoglie i bambini elioterapici mobili e profilattici affetti da malattie acute e intercorrenti. “””

Nel 1925 la colonia si trasforma in ospedale e richiama grandi nomi della medicina e dell’ortopedia del tempo.  Nel 1936 l’ospedale ha già completato i grandi edifici che ne caratterizzeranno la struttura per molti anni: i padiglioni 17 e 18, la casa suore, la chiesa dedicata ai Santi Carlo e Ambrogio. Nel periodo antecedente il secondo conflitto mondiale il Santa Corona acquisisce notorietà e prestigio in Italia grazie ad una sempre più approfondita specializzazione in ortopedia. Un’esperienza che si rivela più che mai utile nei drammatici momenti della guerra e della lotta di liberazione partigiana in cui l’ospedale, con i suoi medici, suore e infermieri, diventa un punto di riferimento importantissimo e un rifugio sicuro.  Con la fine della guerra l’ospedale riprende la sua vocazione preventivo-riabilitativa e vengono costruiti padiglioni destinati ai bambini e ai giovani affetti da malattie tubercolari. Nel 1949 inizia la costruzione del padiglione Isolamento a cui segue il Chirurgico e poi il Polio, per la cura e il recupero della poliomielite. Con il mutare degli eventi epidemiologici l’ospedale ha saputo adeguare strutture e personale alle nuove esigenze nel settore della chirurgia, medicina e ortopedia per le forme acute, creando nuove sale operatorie e nuovi servizi e aprendo convenzioni di collaborazione con molte cattedre universitarie.  Dal suo ingresso nel sistema sanitario ligure, nel 1978, il Santa Corona ha assunto sempre più la connotazione di ospedale per acuti ed è definito Azienda Ospedaliera con DEA di secondo livello e reparti di alta specialità.

 
Dal passato al futuro... un viaggio nel tempo dei templi della salute
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