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FORMIGINE Ospedale Opera Pia Castiglioni

Ospedali Nord est > Regione Emilia Romagna > Provincia Modena

Le informazioni di questa scheda sono integralmente tratte da: Quaderni Formiginesi, serie IV anno XIX N° 35, articolo di Giancarlo Abati da titolo:  "Carlo Castiglioni e il suo testamento " curato dall’Associazione di storia locale Ezichiello Zanni

Ovviamente mi sono limitato a riportare solamente le parti relative allo scopo del progetto ma ci tengo a sottolineare la cura con cui è stata riportata la storia di Carlo Castiglioni, nato il 25 luglio 1835, e morto nel 1918 ad 83 anni oltre alle vicende storiche che hanno visto, nel corso dei decenni,  l’Opera Pia prima e l’Ospedale poi.
L'ing. Carlo, insignito del titolo al Commendatore per meriti acquisti e per i servizi resi alla Patria negli incarichi a livello ministeriale, nell'approssimarsi della vecchiaia, sempre più si sentiva attratto dal pensiero rivolto ai suoi concittadini coetanei destinati ad una vita di stenti e di miseria, giorno dopo giorno piena di difficoltà e priva di sostentamento materiale e morale.
Girando per il paese incontrava e con la massima disponibilità sostava a parlare con le persone anziane e leggeva nei loro occhi la tristezza e lo sconforto che li accompagnavano rimanendone turbato.
Ogni giorno di ritorno a casa dopo la passeggiata e dopo quegli incontri da lui cercati, andava sempre più maturando nel suo intimo una ricerca di pace, una ragione di vita alla sua grande sensibilità nella convinzione di fare qualcosa in loro aiuto. Un grande e generoso pensiero, maturato in piena convinzione lo porta durante un breve soggiorno a Roma a stendere in forma biografa, il giorno 16 dicembre 1916, un testamento con legato in favore ed in aiuto agli anziani di Formigine inabili al lavoro fornendo a loro ricette e sostentamento; il testo riporta una dettagliata esposizione delle disposizioni testamentarie, dei capitoli, statuto e regolamento di gestione. Istituisce un Opera Pia, destinando alla medesima alcuni possedimenti e tanta somma di capitali, allo scopo di raccogliere i lavoranti poveri d'ambo i sessi dell'abitato di Formigine, resi per età inabili al lavoro e fornire a loro ricetto e sosten-tamento. Essa sarà eretta per cura della Congregazione di carità di Formigine e nella medesima concentrata (Nel testo viene riportato il documento).
Il suo patrimonio si è arricchito successivamente dell'ereditá disposta della sorella con testamento pubblico 6 febbraio 1919. L'Opera Pia è stata eretta In Ente Morale con RD. n. 744  7 maggio 1922.
Segue  lo schema di Regolamento interno per la gestione dell'Opera Pia Castiglioni, costituita da n. 41 articoli, approvato il 27 maggio 1922, accettato senza opposizioni dalla Congregazione di Carità del Comune di Formigine che si impegna a provvedere entro l'anno all'apertura dell'Ospizio Castiglioni ri-promettendosi, al tempo stesso, dai sensi nobilissimi di questa cittadinanza tutto l'appoggio morale, tutto il contributo di una serena cooperazione.
Finalmente, a 5 anni dalla sua morte, il tutto diventa realtà, un successo, un vanto nel campo sociale per Formigine e i suoi abitanti.
Dal primo momento viene stipulata in data 11 novembre 1933 regolare convenzione con le "Minime dell'Addolorata di Santa Clelia" in modo che la presenza delle suore nell'ospizio garantisca un appoggio agli anziani, oltre che sociale sanitario anche morale.
Nell'anno 1930 l'Amministrazione Comunale decide di costruire un edificio destinato a Dispensario Antitubercolare per cui acquista il terreno dall'Opera Pia Castiglioni.
Nuove necessità portano a cambiamenti ad uno stato iniziale, tutto questo è stato possibile per l'u-nanime volontà espressa da parte del Consiglio d'Amministrazione dell'Opera Pia Castiglioni e dell'Amministrazione Comunale, questo si ripeterà in avvenire sempre in modo maggiore, disattendendo il principio e le volontà espresse dal  fondatore Carlo Castiglioni, che aveva donato, assieme alla sorella Chiarina, tutti i suoi averi con un unico scopo e già a pochi anni di distanza i destinatari agivano in funzione di più scopi.
Dopo la vendita di terreno, vengono stralciati due locali dell'ospizio, ricavando da essi una sala d'at-tesa ed un ambulatorio: l'esistente ambulatorio comunale si trovava obsoleto e con poco spazio, ed ecco la soluzione sopra indicata.
Sempre in ragione di nuove esigenze e nuove scelte, nel Consiglio Comunale del 26 dicembre 1932 si delibera la spesa per un contributo in favore dell'Ospizio Castiglioni, per l'apertura e la gestione di un'infermeria.
Nel Consiglio Comunale del 9 ottobre 1984, con delibera n. 85 viene determinata la nomina di un custode Infermiere, con durata anno per anno; questo vuol dire che un primo reparto destinato alla sanità si trovava funzionante.
Una volta attivato il fabbricato sud adiacente l'ospizio, per una più comoda e migliore funzione nell'e-sercizio di gestione di entrambe le strutture, in quel periodo viene deciso di collegare i due edifici.
Necessità di assistenza agli anziani, ospiti presso l'ospizio Castiglioni, assieme a un maggior impegno per una cura sanitaria allargata a tutti i cittadini di Formigine, portarono alle decisioni che seguono: l'Amministrazione Municipale nella persona del Podestà Cav. Uff. Bruno Morandotti, rende noto con delibera del 24 marzo 1939 di destinare la somma di £ 178.000 per la ristrutturazione ed ampliamento dell'at-tuale edificio, trasformandolo in ospedale.
Per quanto riguardano i modi e la data di inaugurazione della nuova struttura ospedaliera la ricerca è stata fatta presso l'archivio di stampa Gazzetta dell'Emilia giornale sul quale il giorno 8 aprile 1940 viene data notizia completa anche del benestare da parte di casa Savoia, la quale autorizza l'intitolazione dell'Ospedale Civile al "Principe di Piemonte”.
Sempre attraverso la stampa sono riportate notizie, sulla Gazzetta dell'Emilia in data 1 giugno 1940, di una visita da parte di Autorità, indicando per il giorno dopo, 2 giugno, l'apertura dei reparti, con visita dei cittadini, mentre in data 12 giugno 1940 viene riportata notizia di una visita, con cerimonia della benedizione, da parte di S.E. l'Arcivescovo di Modena Mons. Boccoleri.
Di seguito la notizia di stampa del giorno 8 aprile 1940.
Il primo aiutante di Campo generale di S.A.R. il Principe di Piemonte generale Gamerra ha comunicato in questi giorni al nostro Podestà che, accogliendo benevolmente la domanda rivolta S.A.R. è stata autorizzata l'intitolazione all'augusto nome di Umberto di Savoia del nuovo Ospedale. Interprete del pensiero del Principe il generale Gamerra ha ringraziato l'Amministrazione podestarile per il gentile atto di omaggio.
La desiderata concessione è una conferma dell'importanza della nuova opera pubblica, che era stata illustrata nella sua veste architettonica e sanitaria da piante e prospetti e dati statistici che accompa-gnavano la domanda rivolta a S.A.R. il Principe Ereditarlo.
Desiderato dalla popolazione, voluto con lungimirante comprensione delle necessità assistenziali alle quali il Comune dovrà provvedere in un prossimo futuro, e dei vantaggi che ne verranno alle finanze locali per le minori spese di degenza e di trasporto di malati ad altri nosocomi.
L'Ospedale di Formigine è sorto su progetto dell'ing. Cav. Zeno Rognoni, ed è concezione egregia sot-to il punto di vista architettonico e tecnico, perché sobrio e severo di linee e ispirato a modernità di vedute e di apprestamenti.
Le autorità superiori sono state larghe di costanti incoraggiamenti all'architetto e agli amministratori, onde il nobile intento di dotare il paese di un'opera pubblica duratura e degna fosse tradotta in realtà rapidamente così come è nello stile del tempo.
L'edificio comprende quattro piani e un seminterrato. In questo sono installate le caldaie dell'impian-to termico, il quale assicura in ogni parte dell'Ospedale durante i mesi freddi una temperatura di 18° centigradi, mentre un impianto sussidiario permette di raggiungere per la sala operatoria e per i locali annessi temperature superiori.
Al piano terreno sono collocati gli uffici, le sale dei medici e personale Infermieristico, il gabinetto radiologico, ed il reparto di isolamento per le malattie infettive e contagiose che ha accesso a parte.
Il primo piano è riservato ai reparti medici di pediatria e di ostetricia con sale di maternità.
I reparti chirurgici hanno posto al secondo piano, mentre l'ultimo piano è occupato dalla sala di operazione e dai servizi relativi: un vastissimo terrazzo al secondo piano con orientazione a mezzogiorno è destinato a solarium.
Sarebbe lungo il solo elencare tutti gli accorgimenti tecnici suggeriti dalla scienza ospedaliera, usati per garantire in ogni parte l'igiene, la comodità, il funzionamento dei vari servizi. Basti dire che lo smaltimento dei rifiuti avviene attraverso vasche di decantazione e di sterilizzazione e a mezzo di fo-gnoli e fognature nei quali sono immesse le acque correnti del canale Cerca.
Il rifornimento dell'acqua potabile è assicurato da un impianto collegato con la rete di distribuzione dell'acquedotto civico, che capta le acque del sottosuolo alla profondità di 70 metri.
Il nuovo Ospedale di Formigine, capace di 72 letti, aumentabili a 102, ha importato una spesa complessiva per l'edificio di £ 378.000, alle quali sono da aggiungersi 100.000 circa per le spese di arredamento, ma la mole della costruzione è tale che le stesse autorità tutorie hanno espresso il loro compiacimento agli amministratori per criteri di retta economia ai quali si sono ispirati nel progetto e nell'esecuzione dei lavori e che hanno permesso di realizzare un'opera di costo ben maggiore.
L'opera della quale Formigine fascista va orgogliosa, risolve sotto ogni aspetto il problema dell’assistenza ospedaliera, problema di vitale importanza nel grande quadro della politica sociale del regime, intesa a strappare alla morte i cittadini di ogni categoria e riportarli nel più breve tempo al lavoro. Il nome augusto del Principe ereditario che fregerà il fastigio del nuovo Ospedale, è un crisma augurale per la futura attività della benefica istituzione.
Segue la trascrizione della notizia di stampa del giorno 1 giugno  1940 indicata "Visita all'Ospedale":  la dove la via principale forma ad allacciarsi a mezzogiorno sulla strada statale, ultima in ordine di tempo si eleva una costruzione maestosa nella voluta semplicità della sua  architettura. E' il nuovo Ospedale dell'Opera Pia Castiglioni, intitolato al nome augusto di Umberto I di Savoia. Sorto dalla completa ricostruzione del vecchio ospedaletto, capace di una ventina di letti e insufficiente ormai ai bisogni del Comune, l'edificio voluto con lungimirante decisione dall'attuale Podestá e dal Consiglio dell'Ente Pio può accogliere un centinaio di degenti.
Il problema architettonico di un ospedale rispondente a precise leggi estetiche e funzionali, è sempre di difficile risoluzione, anzitutto perché varie e contrastanti sono le teorie che affliggono il campo della tecnica ospedaliera e vari e contrastanti i criteri predominanti nella stessa esecuzione delle opere. Il costruttore del nuovo Ospedale non aveva né poteva avere quella libertà che caratterizza chi progetta una costruzione ex novo e quindi tanto più apprezzabili sono i concetti che lo hanno guidato nella ricerca di un accordo tra l'estetica esterna ed interna dell'edificio e le esigenze di una tecnica essenzialmente pratica ed utilitaria e i bisogni non soltanto pratici ed utilitari del malato e del personale sanitario che lo cura.
L'Ospedale "Principe di Piemonte" col suoi ampi corridoi, le sue stanze di degenza accoglienti e ripo-santi, le sale di chirurgia, di medicina, dl ginecologia di pediatria, d'isolamento e di radioscopia dove l'aria e la luce entrano a fiotti, col suo vasto solarium e con le sue terrazze che dominano il paese da una lato e dall'altro una distesa di prati verdeggianti e di parchi di alberi annosi e opera veramente riuscita sotto ogni riguardo.
Autorità  e personalità hanno visitato il nuovo Ospedale e unanime è stato il plauso per l'opera degli amministratori e le genialità dell'architetto.
Per disposizione del Podestà Presidente dell'Opera Pia Castiglioni, domenica 2 giugno dalle 15 alle 19 il pubblico sarà ammesso a visitare l’edificio ideato e costruito a vantaggio del popolo che lavora.
Nella primavera 1945, in seguito ai bombardamenti dell'aprile, anche la struttura ospedaliera e lo stesso ospizio subiscono danni per un ammontare di lire 990.000.
L'anno 1946, 3 settembre, si è riunisce il Consiglio d'Amministrazione con all'ordine del giorno: "Riforma dello Statuto".
Premesso che l'Opera Pia Castiglioni, Istituita con testamento olografo 16 dicembre 1915 del Comm. ing. Carlo Castiglioni, pubblicato dal notaio Bonasi di Modena con verbale 6 gennaio 1919 n 1031/1575 venne eretta in Ente Morale con R.D.9 maggio 1922 con cui ne venne approvato lo statuto, e ne venne affidata l'amministrazione alla Congregazione di Carità di Formigine con separata gestione: con R.D. 29 giugno 1939 l'Opera viene decentrata dall'Ente Comunale di Assistenza (succeduto frattanto alla Congregazione di Carità) e affidata ad una amministrazione composta di un Presidente nominato dal Prefetto e quattro membri, di cui tre nominati dal Podestà e uno dal Segretario politico del fascio di Formigine: che nell'anno 1945 in seguito ad incursioni aeree eseguite ripetutamente per fatti di guerra sull'abitato di Formigine, vennero gravemente danneggiati fabbricati di proprietà dell'Opera ed adibiti al servizio per il raggiungimento dei fini dell'Opera stessa: dato atto che il Gr. Uff. Dott. Emilio Henssler allo scopo di cooperare efficacemente alla rimessa in pristino dei fabbricati e mettere l'Opera in condizioni di riprendere al più presto il suo normale funzionamento, ha concesso a titolo di mutuo senza interesse la somma di £ 1.500.000, da restituirsi non appena l'Opera potrà esigere dallo Stato, il risarcimento dei danni di guerra, che successivamente però il Gr.  Dott. Emilio Henssler dichiarava di essere disposto a donare all'Opera la somma predetta allo scopo di aumentare la di lei capacità amministrativa, sotto le condizioni che egli o un suo delegato fosse ammesso a far parte del Consiglio di Amministrazione dell'Opera stessa, che si presenta quindi l'opportunità di richiedere al Governo la riforma dello Statuto dell'Ente, allo scopo di mettere l'Opera nelle condi-zioni di accettare la liberalità del Dott. Emilio Henssler, munifico donatore: che in pari tempo appare opportuno modificare lo Statuto devolvendo definitivamente al Prefetto la nomina del membro già nominato dal segretario del Fascio, e al Consiglio Comunale la nomina del membri già nominati dal Podestà; che inoltre appare opportuno portare a quattro il numero dei membri di nomina comunale, in modo che risultando così il totale degli amministratori nel numero dispari di sette, posa aversi  la maggioranza; in conseguenza il Presidente propone e il Consiglio, udita la predetta relazione, a unanimità di voto e nelle forme di legge delibera di proporre che l'art. 2 del R.D. 2 giugno 1939 con cui l'Amministrazione dell'Opera Pia Castiglioni venne decentrata da quella dell'Ente Comunale di assistenza di Formigine, sia modificata come segue:
a) La gestione dell'istituzione suddetta è affidata ad una Amministrazione composta da un Presidente nominato dal Prefetto e da cinque membri, cui quattro nominati dal Consiglio Comunale ed uno dal Prefetto.
b) il Presidente e i membri durano in carica quattro anni e possono essere riconfermati senza interruzione.
c) Dell'Amministrazione è ammesso inoltre a far parte quale membro di diritto il Gr. Uff. Dott. Emilio Henssler fu Federico o un membro designato da lui all'inizio di ogni anno, e dopo la sua morte dalla persona da lui indicata nel testamento.
Lo statuto iniziale dell'Opera Pia Castiglioni, redatto ed approvato all'unanimità dal Consiglio d'amministrazione in data 28 marzo 1922, composto di n. 19 articoli, i cui contenuti con gli anni a seguire in parte sono stati disattesi, per nuove esigenze che si sono succedute, il mondo che cambia col tempo e per la volontà degli uomini.
E sempre da parte degli uomini, in data 22 novembre 1955 è stato redatto un nuovo Statuto che va a portare modifiche in alcuni articoli che lo compongono, come il 6 il 7 e 8 che disciplinano le rette.
All'impianto la volontà del Benefattore Carlo Castiglioni era stata quella di un'accoglienza ed un sostentamento gratuito attraverso la rendita degli immobili condotti in affitto, per una sicurezza sull'entrata, ma come si è visto parte di questi sono stati destinati ad altri scopi, per cui venendo a mancare le entrate si è poi dovuto ricorrere alle rette.
Cambiando lo Statuto viene riformato anche il Regolamento di attuazione, la gestione varia e non resta a questo punto che attendere nuovi eventi. All'art. 14 viene detto che l'Amministrazione sarà composta di 5 membri, di cui, uno nominato dal Prefetto, uno dall'Alto Commissario per l'Igiene e Sanità Pubblica, uno dall'Ispettorato Agrario Provinciale, uno dal Consiglio Comunale di Formigine ed uno dall'Ente Comunale di Assistenza (E.C.A.).
Il Presidente sarà eletto in seno al Consiglio dai componenti dello stesso, i componenti durano in carica quattro anni e possono essere riconfermati.
In ottemperanza al Decreto Mariotti di riforma strutture ospedaliere, che prevede tra l'altro la fuori uscita delle Opere Pie da esse, il Consiglio d'Amministrazione dell'Opera Pia Castiglioni, con delibera n. 129 del 21 dicembre 1968, si adegua separando da una unica contabilità Ospizio ed Ospedale in due strutture autonome, con propria gestione contabile.
Da questo momento l'Ospedale resta laicizzato con una propria amministrazione e l'Ospizio, poi Casa Albergo e infine Casa Protetta, con una sua amministrazione, mantenendo quest'ultimo la doppia veste di uno stato di diritto sia laico che religioso.
L'Ospedale cosi laicizzato segue un proprio percorso segnato dalle volontà esterne, di carattere politico economico, di ordine governativo e regionale, volontà, per alcuni periodi di tempo, contraddittorie, ma aventi un unico fine, travolgendo all'interno l'opposizione di pochi, trovando il consenso di una parte, ma quello che risulterà più grave per gli interessi di Formigine, l'indifferenza della maggior parte dei suoi abitanti.
Con la soppressione degli enti autonomi ospedalieri (Formigine compreso) nel 1980 nasce l'U.S.L. n. 17 di Sassuolo e subentra nella gestione della sanità.
Il presidio formiginese è dotato di una struttura vera e propria che ospita medicina, chirurgia, ginecologia, ostetricia, pediatria, otorinolaringolatria, radiologia, laboratorio di analisi, fisioterapia e altri servizi, in eredità Castiglioni pure un edificio attiguo, da poco ristrutturato, da far parte integrante dell'ospedale.
Si vocifera di costruire un nuovo ospedale a Sassuolo, i formiginesi sospettano. Siamo a fine 1983 e raccolgono con una petizione 3500 firme. Nell'anno 1985 sulla proposta di unificare i reparti dell'ospedale di Formigine, i fautori degli accorpamenti cozzano con una seconda petizione che raccoglie 5000 firme.
A metà maggio 1988 si profila la vendita dell'immobile al fine di realizzare il nuovo ospedale di Sassuolo; è di nuovo guerra, le donne di Formigine formano un comitato cittadino e raccolgono sulle 9000 firme in una settimana.
L'intervento del CO.RE.CO blocca ogni decisione in merito e si giunge alla fine di giugno 1998 con la chiusura dell'Ospedale e la sua cessione; Formigine è ammutolita, quasi incredula, insorgono remore, ma ormai è tardi.


 
Dal passato al futuro... un viaggio nel tempo dei templi della salute
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