MONTEVARCHI Ospedale della Misericordia - ospedali d'Italia

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MONTEVARCHI Ospedale della Misericordia

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Questa scheda è  stata redatta dalla responsabile della Biblioteca e Archivi storici del Comune di Montevarchi, pertanto viene "postata" integralmente


Nel 1846 si costituì a Montevarchi, dietro impulso del medico Luigi Dami, la “confraternita di misericordia” con lo scopo dichiarato di costruire “ un vasto fabbricato” da destinare “al ricovero e alla cura dei malati poveri”.
La costruzione di questo fabbricato ebbe inizio nel 1857 e fino al 1870, fu sottoposto ai regolamenti della Compagni di Misericordia, il cui scopo principale era “soccorrere nelle più infelici situazioni, dia di giorno, sia di notte…il prossimo reso malato o morto, per le vie, per i campi e per le case, ove non vi fosse chi ne prendesse cura, o quantomeno la famiglia  ne implorasse il soccorso”.
Nel 1875, grazie ad un accordo tra la confraternita di Misericordia, nel frattempo diventata Opera Pia a seguito dell’unità d’Italia, e il Comune di Montevarchi, e con il concorso finanziario dei cittadini, fu istituito, nel fabbricato della confraternita, un ospedale vero e proprio “destinato specialmente al ricovero dei malati del Comune sotto la denominazione di Spedale della Misericordia di Montevarchi”. L’ospedale, arredato e dotato di personale medico reclutato tramite bandi di concorso, entrò in funzione il 1° febbraio 1875, ma già dal 1873 aveva ottenuto il decreto di Ente morale, ed era dotato di Statuto e regolamento amministrativo.
Nel 1915-18, durante il periodo bellico, fu trasformato in ospedale della Croce rossa Italiana per la cura dei combattenti feriti di ritorno dal fronte.
Nel 1937 i padiglioni ospedalieri e la sala operatoria furono radicalmente rinnovati: venne creata la Medicina uomini e il reparto Maternità ed entrò in funzione  la radiologia.
Nel tempo si sono susseguiti altri ammodernamenti e la costruzione di nuovi reparti, fino alla dismissione completa dell’ospedale avvenuta nell’ottobre del 2002, con il trasferimento dei macchinari, dei malati e dei medici nel nuovo ospedale del Valdarno “Santa Maria alla gruccia”.
La progettazione di un nuovo ospedale, che servisse l’intero Valdarno Superiore aretino, e inglobasse i due ospedali cittadini di Montevarchi e San Giovanni Valdarno, destinati alla chiusura, ebbe inizio negli anni Ottanta del Novecento.
Il luogo scelto per il nuovo ospedale si trova al confine tra i due più importanti comuni della zona - Montevarchi e San Giovanni - e in posizione centrale rispetto alla maggioranza della popolazione che ne usufruisce.
Il nome Santa Maria alla Gruccia ha un fondamento storico che si riallaccia alla funzione di cura e ricovero svolta nei secoli dall’Arcispedale di Santa Maria nuova di Firenze, che in questo luogo aveva dei possedimenti e sulle case aveva apposto il proprio stemma, appunto una gruccia o stampella, che ha poi dato il nome alla località.
Si può dire che con la costruzione di questo monoblocco, il Valdarno ha avuto l’occasione di partecipare a una delle più recenti e  rilevanti operazioni di rinnovamento e razionalizzazione delle strutture sanitarie operate dalla Regione Toscana nel proprio territorio.


Bibliografia:

Umberto Ferrarese, Delle origini e dello sviluppo dell’Ospedale della Misericordia di Montevarchi, Montevarchi, Cecchineri, 1953

Architetture. Ospedale del Valdarno Santa Maria alla Gruccia. Fotografie di Grazia Rossi e Massimo Sacconi, Montevarchi, Debolini, 2004





 
Dal passato al futuro... un viaggio nel tempo dei templi della salute
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