L'AQUILA Ospedale San Vito - Ospedali d'Italia

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L'AQUILA Ospedale San Vito

Ospedali Sud > Regione Abruzzo > L'Aquila e provincia

Il contenuto della scheda è tratto integralmente dal testo Gli Ospedali della Melagrana – Giovanni Giordano – Centro Studi San Giovanni di Dio – 1988 – scheda di Eduardo Ferri
Ringrazio la Provincia Romana dei Fatebenefratelli per l’autorizzazione-condivisione dei contenuti riportati

Agli ospedali aquilani di istituzione cavalleresca si aggiunse, alla fine del '500, quello di San Vito, fondato dai Fatebenefratelli. I Religiosi di S. Giovanni di Dio, appena giunti a L'Aquila, avevano chiesto al Consiglio della Città il permesso di insediare quattro confratelli nell'Ospedale cittadino S. Salvatore per servire gli infermi e la facoltà di aprire un ospedale accanto alla chiesetta di S. Vito della Riviera, della quale si ha notizia dal 1341, dove si dicevano disposti a ricoverare per quattro o sei giorni, i convalescenti dimessi dall'Ospedale Maggiore. Due anni dopo, venne fondato un vero e proprio convento e un ospedale autonomo intorno alla Chiesa di S. Vito.  I Fatebenefratelli poterono realizzare così il loro ospedale: i due piani del modesto fabbricato comprendevano quattro stanze, oltre al refettorio e alla cucina.  L'ospedale S. Vito risultò particolarmente utile durante la pestilenza del 1656-57 e sostituì il lazzaretto istituito nel-le case dei Colantoni, in vicinanza della chiesa di S. Maria del Popolo, che era stato giudicato inadeguato.   In riconoscenza della collaborazione prestata, ai Fatebenefratelli venne affidata la gestione dell'Ospedale S. Salvatore, negata loro in precedenza. Il Consiglio della Città deliberò in data 27 ottobre 1656 l'istituzione del lazzaretto presso l'Ospedale S. Vito e l'assegnazione al Priore dei Fatebenefratelli di 50 ducati l'anno, l'alloggio ed il vitto nell'Ospedale Maggiore « se haverrà lui cura degli infermi, o altro infermiere che esso deputerrà ».  L'Ospedale S. Vito funzionò sin verso la metà del XVIII secolo, pur con grandi difficoltà per le rendite quasi del tutto estinte, come è detto in una lettera di P. Marcello Bertocci del 17 gennaio 1757 in cui si confermava l'impossibilità di assistere i  "poveri infermi" che vi erano ricoverati. Le cause dell'improvviso tracollo, comunque, non sono chiare.


 
Dal passato al futuro... un viaggio nel tempo dei templi della salute
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