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LENO Ospedale civile

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Ringraziamo la Direzione Generale della ASST Garda che, tramite l'ufficio URP , Marketing e Comunicazione ci ha autorizzato alla pubblicazione dei dati sottoriportati.


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Anno 1783 – Dopo circa 1000 anni di vita, viene demolita la celebre Abbazia Benedettina di Leno, la cui costruzione era iniziata nel 753 per volontà di Desiderio, Duca di Brescia, poi divenuto Re dei Longobardi: era stata una delle prime Badie d’Italia, come Monte Cassino, Farfa, Bobbio, Nonantola, dove i monaci, fedeli al loro motto “ora et labora”, diedero vita a numerose attività assistenziali, anche mediche e ospedaliere.
Inizio ‘800 –   La Congregazione di Carità di Leno, nuova istituzione di beneficenza ed assistenza pubblica nata nel 1803 durante la Repubblica Cisalpina e confermata dal Regno Italico nel 1807, assorbe il Consorzio dei Poveri, che nella zona di Leno per lungo tempo aveva ben operato a favore degli indigenti e dei malati. Anche se per oltre mezzo secolo al nuovo organismo rimarrà solo il nome, in quanto nel 1816 il Governo Austriaco annulla tutte le direttive stabilite dalla Repubblica Cisalpina, gli Amministratori della Congregazione di Leno si apprestano ad affrontare con decisione la secolare questione della fabbrica dell’Ospedale.
27 Febbraio 1824 –   Un decreto governativo autorizza gli amministratori della Congregazione di Carità ad erigere l’Ospedale.
Sembra proprio che stiano per concretizzarsi le ultime volontà testamentari di tanti Lenesi munifici e lungimiranti, che avevano lasciato nei secoli passati somme anche notevoli legate al nosocomio. Epidemie e carestie, razzie, distruzioni e miseria non impedirono la conservazione di sostanziosi patrimoni; di certo ritardarono enormemente la realizzazione dell’opera, come paradossalmente fu concausa dei ritardi la costruzione della nuova chiesa parrocchiale che “distrasse” i Lenesi per gli immensi sacrifici cui si sottoposero per la sua apertura al culto.
8 Luglio 1829 –  Il Presidente della Congregazione inoltra la sua relazione corredata da un prospetto dimostrativo delle attività (entrate per £ 34.081,16) tutte originate dai lasciati di cui sopra (Cornello, Caprioli, Botta ed altri 16) e delle passività (uscite per £ 26.599,06), preventivando la spesa per l’adattamento ad Ospedale della Casa Prevosti, su progetto affidato all’Ing. Pietro Pavia.
La differenza contabile preventivata in £ 7.482,10 può bastare per l’annuale mantenimento degli otto ammalati ricoverati. Infatti, per aprire un Ospedale, si deve poter dimostrare alle superiori autorità di disporre dei mezzi finanziari necessari per il suo funzionamento, in quanto vi vengono ammessi solo i poveri.
14 Gennaio 1830 –    Le lungaggini della burocrazia già si fanno sentire pesantemente ed il Presidente della Congregazione in lunga e ridondante lettera perora la causa dell’Ospedale.
Di lì a poco scoppia contemporaneamente a Brescia, Leno e Desenzano una epidemia di vaiolo, che si estende poi più virulenta ancora a Manerbio, Veronaluova, Cellatica, Iseo e Bagolino.
Con tutta urgenza, la Casa Prevosti – nel frattempo acquistata dalla Congregazione – deve essere adattata alla bell’e meglio per il ricovero d’emergenza, soprattutto di adolescenti.
5 Maggio 1833 –        Un Decreto dell’Imperiale Regio Governo del Regno Lombardo Veneto, Provincia Bresciana, Distretto XIII di Leno nomina Carlo Dossi quale gestore dell’Opera Pia Spedale. Quest’ultima viene istituita dal Governo Austriaco con il preciso compito di erigere l’Ospedale, soprattutto per far fronte alle frequenti epidemie ed al diffondersi della pellagra e della malaria.
Peraltro la comunità di Leno si avvia a raggiungere i 4000 abitanti e l’attuazione dell’opera coinvolge anche i pubblici Amministratori locali e le autorità provinciali. L’iniziativa della Congregazione passa di mano e con essa buona parte del suo patrimonio. Anche il progetto dell’Ing. Pietro Pavia viene abbandonato, perché ritenuto insufficiente (l’Ospedale deve essere capace di ricoverare non meno di venti ammalati).
Aprile 1836 – Mentre il Dossi, che già si impone come il principale artefice dell’Ospedale, sta avviando tutte le pratiche amministrative e tecniche necessarie per dare inizio ai lavori, dopo aver acquistato la casa di Maria Serena Peschiera (attigua a quella del Prevosti), da demolire anch’essa per ottenere area sufficiente per innalzare il tanto desiderato nosocomio, compare a Brescia il colera, che si estende velocemente in tutta la provincia, Leno e Manerbio tra i primi paesi ad esserne pesantemente colpiti. Nuovo e necessitato riadattamento dell’ospizio improvvisato nelle due case disponibili per far fronte alla nuova e grave emergenza sanitaria.
Anno 1837 – Passato il pericolo del colera, inizia la fabbrica dell’Ospedale, anche qui come altrove oggetto di una ammirevole gara di solidarietà e di impegno anche fisico di tanti volenterosi.
Non si sa con certezza a chi si rivolge il Dossi per la stesura del secondo e definitivo progetto, anche perché si intrecciano in questo periodo i rapporti tra i protagonisti bresciani delle congiure risorgimentali, non estranee ai fratelli Dossi, ferventi patrioti.
Pare più accreditata la notizia che il progetto si possa attribuire all’Arch. Angelo Vita, che fu quasi certamente anche Direttore dei Lavori, mentre pare verosimile che il più grande architetto bresciano, l’Arch. Rodolfo Vantini, abbia solamente suggerito le idee base per il nuovo edificio, mettendo a frutto la sua esperienza per gli studi dell’Ospedale di Chiari, per la sistemazione interna degli Spedali Civili di Brescia e per la costruzione di quello di Travagliato.
Anno 1839 – L’Ospedale comincia a funzionare e ad accogliere i primi infermi.
24 Giugno 1859 –      La memorabile battaglia di S.Martino e Solferino porta a Leno una invasione di feriti appartenenti sia all’armata austriaca, sia a quella degli alleati. La cittadinanza contribuisce con grande slancio all’opera pietosa di assistenza ospedaliera, scrivendo una della più belle pagine di carità lenese.
L’anno dopo Carlo Dossi lascia l’incarico di Presidente dell’Ospedale per la carica di Sindaco di Leno, che manterrà fino alla sua morte, avvenuta il 31 gennaio 1872, lasciando imperitura memoria della sua opera.
21 Settembre 1872 – Viene stipulata la convenzione tra il Presidente dell’Ospedale e la Madre Generale delle Ancelle della Caritàper la iniziale messa a disposizione di tre suore, “per l’esclusivo servizio di assistenza e cura del reparto donne” e per la “sorveglianza sull’infermiere del reparto maschile, il quale dovrà essere di loro fiducia e gradimento e da loro dipendente”.
Estate 1894 – Per fronteggiare la pellagra, che si manifesta nei mesi primaverili ed estivi e colpisce gli strati più poveri e sottoalimentati della popolazione, viene istituita la Locanda Sanitaria di Leno, in locali annessi a quelli dell’Ospedale, dove un incaricato della Commissione si accerta che il vitto della tabella dietetica venga consumato in loco, dato che il mezzo più efficace per arrestare lo sviluppo del morbo consiste proprio in un cibo abbondante e nutriente. Nel 1915 termina l’attività dell’istituzione nonché la pellagra è scomparsa dalle campagne.
Anno 1923 –  Nel vasto parco dell’Ospedale, isolato dagli altri reparti, sorge un piccolo edificio da adibire a dispensario antitubercolare, unitamente all’annesso stabilimento di disinfezione. Verrà presto ampliato per dar vita ad un reparto sanatoriale.
24 Maggio 1931 – Viene inaugurata la “Villa della Salute” per i tubercolotici, inizialmente destinata solo al ricovero delle donne (ma nel dopoguerra verranno accettati nel sanatorio anche gli uomini, soprattutto reduci dai campi di combattimento e di prigionia), per far fronte a una richiesta che sembra sempre crescente, tanto che nel 1957 viene deliberato di costruire un nuovo Sanatorio Maschile.
Grazie soprattutto alla diagnosi precoce ed ai nuovi farmaci che permettono una guarigione rapida e duratura, nel 1970 viene chiusa la “Casa della Salute” e, due anni più tardi, anche il reparto maschile, riconvertito a Medicina Femminile.
Anno 1937 –   Alla Congregazione di Carità, che fino ad allora aveva amministrato anche il nosocomio, subentra l’Ente Comunale di Assistenza e l’Ospedale viene gestito autonomamente da un Consiglio di Amministrazione composto da un Presidente e da quattro membri.


 
Dal passato al futuro... un viaggio nel tempo dei templi della salute
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