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SCHIO Ospedale civile ora casa salute

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Il lavoro che,  in questo momento,  stiamo facendo è quello di contattare sia  le Amministrazioni locali sia le strutture sanitarie ad essi afferenti  nella speranza di trovare, soprattutto, l’aiuto di qualche Amministratore che, come abbiamo avuto modo di verificare,  prenda a cuore questo progetto che, ad oggi, non ha eguali se non nel Testo “Ospedalità antica in Sicilia” del Prof. Mario Alberghina dell’Università di Catania che ben vent’anni fa ha svolto una ricerca, appunto,  su tutti gli Ospedali siciliani.
Naturalmente se chi ci legge ha notizie e/o contatti da suggerirci non esiti da inviarcene comunicazione alla email :

ospedaliditalia@gmail.com


Ogni concreto aiuto ricevuto verrà poi riportato nella scheda di presentazione


https://it.wikipedia.org/wiki/Ospedale_Baratto


Il palazzo risale ad almeno il 1611 quando in base al lascito testamentario di Cristoforo e Francesco Baratto si operò per la edificazione di un ospedale a Schio presso la contrada Corobbo. Le disposizioni testamentarie diedero luogo sin dal principio a lunghe rivendicazioni e contese legali da parte degli eredi e degli amministratori dei beni, così l'ospedale poté essere eretto solo oltre un decennio dopo il decesso dei Baratto.
Il testamento di Cristoforo Baratto dichiarava esplicitamente che l'ospedale doveva esser fondato presso la contrada Corobbo, lasciando forse intendere che dovesse esser costruito ex novo; tuttavia il palazzo, considerato il suo stile architettonico rinascimentale, con cenni gotici, era probabilmente già esistente e fu solamente riadattato al nuovo impiego. Nel corso del Seicento e nella prima metà del Settecento l'edificio venne a più riprese sottoposto a rimaneggiamenti, migliorie e ampliamenti per adeguarlo alle nuove funzioni.
Si deve al lascito di Carlo Fantinelli, deceduto nel 1735, l'allungamento del corpo di fabbrica lungo l'attuale via Baratto, realizzato nel 1748 mediante demolizione delle vecchie unità che facevano parte del complesso e costruzione di un unico edificio, compresa l'edificazione della nuova chiesa dell'ospedale, dedicata per l'occasione ai santi Cristoforo, Francesco e Carlo (cioè ai santi corrispondenti ai tre principali benefattori dell'istituzione ospedaliera). La facciata della chiesa rimase tuttavia incompiuta sino al 1754. Va detto che una chiesa, leggermente discostata rispetto a quella costruita nel Settecento, esisteva fin dai tempi della fondazione dell'ospedale, la presenza di un luogo di culto annesso all'ospedale era infatti stabilito nelle disposizioni testamentarie dei Baratto, la precisa collocazione del primitivo oratorio non è tuttavia stata identificata con certezza.
Nel 1807 venne imposta una permuta di locali tra Stato e comune: l'ospedale fu trasferito nella ex sede conventuale di San Francesco; i locali dell'antico ospedale Baratto ospitarono il tribunale, le carceri mandamentali, con i conseguenti lavori di adattamento interno dell'edificio, completati dalla costruzione di un nuovo padiglione per ospitare i detenuti e la sconsacrazione della chiesa. Successivamente il palazzo fu adibito a caserma della Guardia di finanza e a deposito di generi di monopolio.
Nel 1980 l'antico ospedale Baratto venne acquistato del comune di Schio e sottoposto ad un radicale restauro per ospitare la biblioteca civica, che si trasferì nella nuova sede nel 1988.
Sopra il portale d'ingresso della chiesa una lapide recita: Dio ottimo massimo. I commissari che eseguirono la piissima disposizione curarono, con questo nuovo e più ampio edificio, che venisse più decorosamente costruito e adattato, a maggior conforto degli infermi, il sacello da tempo dedicato ai santi Cristoforo e Francesco e l'ospedale apprestato per gli infermi di Schio con beni di Cristoforo e Francesco Baratto, gli aumentati redditi vincolati da Carlo Fantinelli attribuiti in prima e seconda sentenza, aggiuntavi l'invocazione di san Carlo. Anno del Signore 1747).


 
Dal passato al futuro... un viaggio nel tempo dei templi della salute
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