AVELLINO Ospedale Civile - Ospedali d'Italia

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AVELLINO Ospedale Civile

Ospedali Sud > Regione Campania > Avellino e provincia

Sorse nel 1618 quando il Comune di Avellino donò a tal fine ai monaci di S. Giovanni di Dio un locale e 2200 ducati di capitale.
Successivamente per la demolizione di tale edificio resasi indispensabile agli sviluppi edilizi della città fu trasferito nell'attuale fabbricato. L'assistenza a tale epoca era limitata ai soli naturali di Avellino. La gestione dai monaci di San Giovanni di Dio fu affidata alle Figlie della Carità di S. Vincenzo de' Paoli.
Il 31 agosto 1848 si dette inizio al nuovo periodo.
L'Ospedale disponeva allora di soli 30 letti e l'assistenza dapprima vincolata ai soli cittadini di Avellino fu estesa a tutta la Provincia. E diventò cosi Ospedale Civile di Avellino. (1)
Fu inaugurato  come Ospizio Civile degli Infermi Poveri.  Alla cura degli infermi saranno preposte “quattro suore dell’Ordine di San Vincenzo de Paoli, conosciute come figlie della carità”. L’Ospizio assumerà il titolo di Ospedale civile con lo Statuto Organico approvato con Real Decreto il 1 settembre 1884. Il regolamento per il personale sanitario, approvato nel 1916, nell’allegato A, fissa l’organico così come segue:
1 chirurgo primario, che è pure direttore tecnico dell’Ospedale;
1 medico capo del reparto di medicina;
1 chirurgo aiuto;
3 medico-chirurghi assistenti senza diritto a stipendio;
1 oculista senza diritto a stipendio;
2 infermieri ed 1 infermiera.
Sia nel decreto del 1884 che nel regolamento del 1916, non si farà mai cenno a medici neuropsichiatrici né a settori di ricovero per malati mentali.
L’Ospedale civile di Avellino, fino a quando è rimasto nella sede di Palazzo De Conciliis, nell’immaginario collettivo degli avellinesi rappresentava il luogo di accoglienza e di cura degli ammalati indigenti.
“…..talché tutti, ricchi e poveri, anche a costo di gravi sacrifici economici, rifuggivano dal chiedere il ricovero all’Ospedale civile di Avellino per andare a Napoli”. Perché “andare in Ospedale”, per gli avellinesi era socialmente umiliante e degradante.”
Evidentemente questo luogo comune valeva, a maggior ragione, per il ricovero in manicomio.

Fonti: Giuseppe Castelli, Gli ospedali d'Italia, Milano, Medici Domus, 1941 (1)
I contenuti derivano, come riportato in bibliografia dal testo " Ospedale civile di Avellino " Edizioni Ro.Ma., Lioni 1981 pag 30 (2)




 
Dal passato al futuro... un viaggio nel tempo dei templi della salute
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