MONTEROTONDO Ospedale del SS Gonfalone - ospedali d'Italia

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MONTEROTONDO Ospedale del SS Gonfalone

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Il lavoro che,  in questo momento,  stiamo facendo è quello di contattare sia  le Amministrazioni locali sia le strutture sanitarie ad essi afferenti  nella speranza di trovare, soprattutto, l’aiuto di qualche Amministratore che, come abbiamo avuto modo di verificare,  prenda a cuore questo progetto che, ad oggi, non ha eguali se non nel Testo “Ospedalità antica in Sicilia” del Prof. Mario Alberghina dell’Università di Catania che ben vent’anni fa ha svolto una ricerca, appunto,  su tutti gli Ospedali siciliani.
Naturalmente se chi ci legge ha notizie e/o contatti da suggerirci non esiti da inviarcene comunicazione alla email :

ospedaliditalia@gmail.com


Ogni concreto aiuto ricevuto verrà poi riportato nella scheda di presentazione

https://it.wikipedia.org/wiki/Ospedale_Santissimo_Gonfalone


L'ospedale Santissimo Gonfalone  si trovava un tempo più a ovest. L'antico nosocomio era denominato di San Nicola e San Bartolomeo,
Esso venne fondato probabilmente agli inizi del XVI secolo e affidato alla Venerabile Compagnia di Santa Croce del Gonfalone, che assisteva i malati e i pellegrini. Nel 1731 il cardinale Annibale Albani affidò alla congregazione dei Padri Benefratelli l'amministrazione dell'ospedale e della chiesa, sottraendola alla Compagnia del Gonfalone. Nel 1774, a seguito di un guasto alla rete fognaria del quartiere, la struttura fu allagata dai liquami.
Nel 1854 morì un notabile del luogo, Arcangelo Federici, il quale lasciò all'amministrazione dell'ospedale circa trentamila scudi. La generosa donazione consentì di rinnovare l'edificio secondo un gusto quattrocentesco che recuperava elementi di architettura romana, con riguardo però alla funzionalità.  Una grossa targa in travertino collocata all'interno dell'ospedale ricordava il bel gesto di Federici; nel 1937 essa fu spostata nel nuovo nosocomio ed è oggi visibile sul vecchio ingresso di viale Bruno Buozzi. Nel 1892 la Confraternita del SS. Gonfalone, che aveva riottenuto la gestione dell'ospedale civico di S.Nicola, venne fatta formalmente confluire nella Congregazione di Carità, controllata dal Comune, insieme alle altre associazioni benefiche del territorio. Tuttavia, tale confluenza di fatto non avvenne, a causa della diffidenza diffusa e del sospetto di favoritismi nella distribuzione dei fondi ai vari enti. Però alcuni ritenevano che il concentramento delle Opere Pie avrebbe giovato al nosocomio, viste le sue precarie condizioni. Esso avvenne in effetti solo nel 1898. Nel 1936 si realizzò il passaggio della gestione dell'ospedale SS. Gonfalone dalla Congregazione di Carità all'Ente Comunale di Assistenza. Nel 1937 l'ospedale venne spostato in una nuova sede fuori dal centro abitato. Per ridurre le spese sanitarie a carico del municipio, fu deciso di ricoverare in un apposito reparto del nuovo ospedale molti dei malati cronici e indigenti eretini che in quel momento si trovavano in strutture di Roma e provincia e per i quali veniva corrisposta una retta più alta. Nonostante questo, nel 1941 fu evidente che l'ufficio sanitario municipale aveva contratto un debito rilevante per ricoveri ospedalieri in tutta Italia di infermi con ‘domicilio di soccorso' a Monterotondo. A questo punto il podestà Betti, incaricato dalla Prefettura, deliberò che il Comune potesse avvalersi di un mutuo della cassa Depositi e Prestiti da ammortizzare in cinquanta annualità.
Nel 1981 la Soprintendenza ai beni architettonici e ambientali del Lazio espresse parere favorevole al restauro dell'antico ospedale e della chiesa di S. Nicola, ormai di proprietà del Comune. I lavori terminarono nel 1988 e consegnarono ai cittadini un centro polivalente comprendente una Biblioteca Comunale, un Archivio Storico Comunale, uno spazio espositivo e una sala per convegni.


 
Dal passato al futuro... un viaggio nel tempo dei templi della salute
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