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STRESA Ospedale civile

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Questa scheda è stata condivisa con la curatrice del blog; nello stesso si trova il lavoro integrale della Storia dell'Ospedale di Stresa oltre ad altre notizie e curiosità della storia di Stresa.


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La necessità di erigere un ospedale a Stresa, in grado di prestare interventi di pronto soccorso, di ricoverare e di curare ammalati ed infermi della zona, era sentita già negli anni antecedenti il 1915-1918;

Nel 1918, in pieno contagio dovuto ad un’epidemia influenzale (come già era accaduto nel 1909), l’idea di un ospedaletto ripartì su iniziativa di Francesco Pestalozza ed ottenne, da subito, larghi consensi ed appoggio. L’opinione pubblica, l’informazione e l’amministrazione comunale si mobilitarono per la realizzazione dell’importante progetto. Il consiglio comunale, nella seduta del 14 dicembre 1919, erogò un primo contributo di £. 1.000 annue.

Diverse sottoscrizioni seguirono a quella del comune, come testimonia la lapide dei benefattori collocata all’ingresso dell’ospedale, ma le lungaggini portarono l’inaugurazione al 31 dicembre 1932. I servizi infermieristici e di economato vennero affidati all’ordine delle suore benedettine della Divina Provvidenza di Voghera.

La nuova opera funzionò da subito “alla grande” e le prestazioni aumentavano di anno in anno rendendo così necessario un ampliamento del fabbricato, realizzato con gli introiti delle rette paganti e grazie alle oblazioni.

Il servizio ambulatoriale era aperto tutti i giorni agli utenti paganti, mutuati e poveri per visite ed altre prestazioni (medicazioni, esami di laboratorio e radiologici, cure terapeutiche); in ogni giorno della settimana si effettuavano le diverse visite specialistiche tenute dai primari del nosocomio di Novara; a qualsiasi ora l’ospedale prestava assistenza infortunistica anche con quegli interventi chirurgici consentiti dalla natura della clinica; le degenze e le cure erano garantite indistintamente a bisognosi e benestanti. Per sopperire, perciò, ad una buona e rispondente assistenza, l’ospedale fu dotato dell’attrezzatura necessaria atta a garantire l’ospitalità ai malati non trasportabili in altre strutture: un semplice servizio di ambulatorio o di pronto soccorso sarebbe stato insufficiente senza la possibilità di ricoverare i malati che andavano aumentando soprattutto durante la stagione turistica sia invernale (al Mottarone) che estiva.

«Statuto dell’ospedale civile di Stresa, pubblicato nel 1953. Capo I, Costituzione dell’ospedale, scopi e mezzi.

Art. 1 – Per iniziativa di un Comitato di cittadini di Stresa, negli anni 1920-1925 furono raccolte cospicue oblazioni con lo scopo di erigere un Ospedale in Stresa.

Parte delle oblazioni furono destinate all’acquisto di un immobile e consegnate a tal fine all’Amministrazione Comunale di Stresa, la quale, con atto pubblico 21 ottobre 1925, acquistava un caseggiato con annesso terreno sito in Stresa da destinare a sede dell’Ospedale; iniziò le sue attività assistenziali il 31 dicembre 1932,

È stato eretto in Ente Morale con lo stesso Decreto di approvazione di questo Statuto del Presidente della Repubblica in data 21 marzo 1953 N°. 448 registrato dalla Corte dei Conti il 18 giugno 1953 e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 20 giugno 1953 N°. 139.

Art. 2 – L’Ospedale ha lo scopo di provvedere al servizio per assistenza e cura di ambulatorio e di pronto soccorso, nonché al ricovero, alla cura ed al mantenimento degli infermi poveri d’ambo i sessi, gratuitamente nei limiti delle rendite destinate a tale scopo, oppure a carico di Enti Pubblici e privati che per legge o per convenzione ne abbiano l’obbligo, con preferenza per gli aventi il domicilio di soccorso nel Comune di Stresa.

Art. 3 – Possono essere ammessi anche gli infermi non poveri mediante il pagamento della retta di degenza e delle prestazioni sanitarie.

Art. 4 – Non possono essere accolti infermi cronici, ad eccezione dei casi in cui la malattia attraversi una fase di acutizzazione e limitatamente alla durata di questa. A questa norma è fatta deroga nei casi previsti dalla legge o qualora fossero costituite rendite destinate alla costituzione ed al funzionamento di speciale reparto per infermi cronici.

Art. 5 – Possono essere accolti infermi di malattia infettiva a carattere contagioso e diffusivo soltanto se l’Ospedale abbia la possibilità di assicurare ad essi un isolamento perfetto.

Art. 6 – I fanciulli di età inferiore ai quindici anni devono essere ricoverati in locali separati.

Art. 7 – L’Ospedale provvede al suo scopo con le rendite patrimoniali, con le rette pagate per i malati e con gli altri proventi non destinati ad aumentare il suo patrimonio».

Un ruolo di fattiva collaborazione sanitaria, amministrativa e logistica fu svolta dalle Suore Benedettine della Divina Provvidenza di Voghera. Il 16 agosto 1932 a Voghera fu stipulata una convenzione tra l’Istituto religioso e l’astanteria.

In essa si legge: «1) Il suddetto Istituto si obbliga di provvedere n. 3 Suore: una per amministrazione e sala operatoria, una seconda per ambulatorio e sorveglianza biancheria, una terza per cucina e annessi. 2) Le Suore dipenderanno direttamente dal Sig. Presidente o da chi ne fa le veci e da esso riceveranno le istruzioni relative al buon andamento dell’opera. 3) Esse non presteranno servizi incompatibili allo stato religioso. 4) L’Amministrazione corrisponderà alle Suore alloggio convenientemente ammobiliato, con biancheria, meno la personale, riscaldamento, luce, medicinali e una retta giornaliera di lire cinque cadauna, pagabili alla fine di ogni mese ed esente da ogni tassa e diminuzione. 5) Essa provvederà un inserviente fidato per vari servizi: portineria, termosifone, trasporto malati, commissioni, ecc. 6) La lavatura della biancheria dell’Astanteria sarà fatta da donne avventizie. 7) L’Istituto si riserva il diritto di cambiare i soggetti qualora seri motivi e gravi bisogni lo richiedessero. 8) Le presenti Convenzione lette ed approvate dalle due parti contraenti saranno obbligatorie di anno in anno.

Nel 1957 l’istituto venne intitolato, anche se solo per un breve periodo, “Ospedale Civile Maria Immacolata” in concomitanza con la realizzazione ed inaugurazione, avvenuta proprio in quegli anni, di una cappella all’interno della struttura.

Domenica 20 ottobre 1957 alle ore 15.30 ebbe luogo l’inaugurazione del reparto “maternità”. La prima pietra del tanto auspicato reparto fu posata il 10 maggio 1956.

Tra 1970 ed 1980 è avvenuta la trasformazione del presidio in conformità alle nuove disposizioni legislative, nazionali e regionali, in materia di sanità. Il Consiglio comunale con delibera n. 43 del 21 ottobre 1972 così decideva: «- Premesso che l’Ospedale Civile di Stresa – già classificato infermeria – con decreto del Presidente della Repubblica 16 luglio 1970 N. 837 è stato dichiarato “Ente Ospedaliero”, ma non è attualmente in possesso dei requisiti per essere qualificato tra gli ospedali previsti dal titolo III della legge 12 febbraio 1968 N. 132; - visto l’art. 65 della predetta legge circa la possibilità di trasformazione ed esaminati i casi all’uopo previsti agli articoli 21, 24 e 25 della legge stessa si ravvisa l’opportunità di mantenere la propria fisionomia funzionale unitamente ad una notevole economicità di gestione, si possa conseguire mediante la concentrazione con altro ospedale viciniore, Si consiglia pertanto la concentrazione con l’Ospedale di Arona, già attrezzato e funzionante come Ospedale generale di zona. Dato atto che con la concentrazione vengono salvaguardati i seguenti principali scopi: a) mantenimento della personalità giuridica dell’Ospedale di Stresa; b) conservazione del proprio patrimonio; c) unificazione delle spese di gestione dei due Enti e conseguente notevole risparmio; - vista la deliberazione N. 26 del 10 giugno 1972 dell’Ospedale Civile di Stresa, con la quale si approvano le considerazioni sopraddette, e propone alla competente Autorità Regionale la concentrazione dell’Ospedale di Stresa con l’Ospedale Civile SS. Trinità di Arona; - il Consiglio Comunale delibera  parere favorevole alla concentrazione dell’Ospedale Civile di Stresa con l’Ospedale Civico SS: Trinità di Arona.

Detta esperienza inter-ospedaliera non ebbe lunga vita, come si evince dalla delibera della Giunta municipale n. 26 del 13 maggio 1977 che esprime parere favorevole allo scioglimento della concentrazione tra gli Ospedali SS. Trinità “Lina e G.G. Ponti” di Arona e il Civile di Stresa».

A partire dalla legge n. 833/1978 che soppresse il sistema mutualistico ed istituì il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) con decorrenza dal 1° luglio 1980 tutti piccoli ospedali della provincia sono stati gradualmente soppressi, ad eccezione di quello di Stresa.

Con atto n. 12 del 5 maggio 1971 si accettò il legato disposto a favore dell’Ente dalla Signora Moise Gina, consistente in titoli azionari vari per un valore di circa 137.000.000, da destinarsi alla costruzione di un padiglione e la conseguente ristrutturazione dei servizi. Con delibera n. 23 dell’8 giugno 1973 si approvò il progetto di massima per la costruzione del padiglione e la conseguente ristrutturazione.

L’assessorato alla Sanità della Regione Piemonte espresse il proprio parere favorevole in data 12 novembre 1973 n. 15270.

I lavori, iniziatisi il 24 aprile 1974, sono terminati il 15 ottobre 1976, dotando l’Ente di un piano in più e portando la ricettività da 36 a 68/70 posti letto.

Oggi l’ex ospedale civile di Stresa è un poliambulatorio dell’ASL-VCO, comprensivo degli ambulatori di alcuni medici di base, del centro dialisi, dei locali dell’AVIS - donatori sangue e della sede del comitato locale della CRI (in palazzina adiacente). Si sta valutando, dopo l’emergenza coronavirus, la trasformazione dell’ultimo piano dell’edificio (attualmente libero) in una “casa della salute”.


CURIOSITA’
Presso l’ospedale era attivo, dal 12 marzo 1969, il servizio di pronto soccorso e trasporto malati organizzato dalla sezione AVIS (Associazione Volontari Italiani di Sangue) di Stresa: questo fino al 1° settembre 1989, allorché entrò in funzione la prima Delegazione della Croce Rossa Italiana, oggi Comitato locale.
Un altro punto di merito erano la chirurgia ed il post-operatorio, grazie alla competenza dei medici chirurgici ed all’assistenza del personale paramedico: insomma, un ospedale piccolo in quanto a dimensioni, ma di certo all’altezza dei più grandi in quanto a competenza, prestazioni e servizio.
Il reparto di maternità. Un anno che ha segnato il favorevole destino della benefica struttura è stato il 1957: domenica 20 ottobre alle ore 15.30 ebbe luogo l’inaugurazione del reparto “maternità” con altre opere di ampliamento e ammodernamento del complesso ospedaliero. Da anni Stresa attendeva l’istituzione del suddetto reparto considerato, dalla popolazione di quegli anni, un servizio di fondamentale necessità che in un breve lasso di temo diede ottimi risultati: prova ne fu che alla data del 1° gennaio 1958 (solo due mesi dopo l’avvio del medesimo) nacquero ben trenta tre bambini e non solo di Stresa, ma anche di Baveno, Belgirate, Brovello, Carpugnino, Gignese e persino di Intra.
Rilievo storico
Merita di essere annotato che si può far risalire la prima traccia della costituzione di un ospedale ad Anna Maria Bolongaro (illustre benefattrice stresiana, nipote ed erede di Giacomo Filippo Bolongaro, nata nel 1782 e morta nel 1848) la quale, attorno al 1830 con l’aiuto dell’allora sindaco Domenico Ottolini, fece in modo che Stresa avesse un medico-chirurgo per la cura e l’assistenza gratuita dei poveri, provvedendo al contempo a dotare il paese di una farmacia (suo nonno Giacomo Filippo ne teneva già una di emergenza in casa propria).


 
Dal passato al futuro... un viaggio nel tempo dei templi della salute
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