Spedale della Santissima Trinità dei Calzolai - ospedali d'Italia

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Spedale della Santissima Trinità dei Calzolai

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Il lavoro che,  in questo momento,  stiamo facendo è quello di contattare sia  le Amministrazioni locali sia le strutture sanitarie ad essi afferenti  nella speranza di trovare, soprattutto, l’aiuto di qualche Amministratore che, come abbiamo avuto modo di verificare,  prenda a cuore questo progetto che, ad oggi, non ha eguali se non nel Testo “Ospedalità antica in Sicilia” del Prof. Mario Alberghina dell’Università di Catania che ben vent’anni fa ha svolto una ricerca, appunto,  su tutti gli Ospedali siciliani.
Naturalmente se chi ci legge ha notizie e/o contatti da suggerirci non esiti da inviarcene comunicazione alla email :

ospedaliditalia@gmail.com


Ogni concreto aiuto ricevuto verrà poi riportato nella scheda di presentazione

https://it.wikipedia.org/wiki/Spedale_della_Santissima_Trinit%C3%A0_dei_Calzolai


Lo "spedale", nato come ricovero per i pellegrini e per i ceti più bisognosi, era patronato dall'Arte dei Calzolai, con dedica alla Trinità. Struttura di modeste dimensioni, dovette essere fondato poco dopo quell'anno da Banco di ser Puccio, e comunque entro il 1342, quando nel testamento del pievano di Santo Stefano a Calcinaia, Pietro, fratello di Banco, indicava la struttura caritativa come destinataria della sua eredità. Gli appartenenti alla corporazione dei Calzolai, al pari di quelli di analoghe istituzioni fiorentine, vi prestavano sostegno sia economico che pratico.
Le notizie sullo spedale sono molto scarse e anche la sua esatta ubicazione è incerta: le ipotesi più fondate lo collocano a ridosso dell'antica abside della chiesa dei Santi Simone e Giuda, vicino Santa Croce. Le attività terapeutiche prestate andavano dal medicare al somministrare pughe e clisteri, dal cavare denti all'eseguire piccoli salassi. Lo spedalingo, il responsabile in capo della struttura, chiamava di volta in volta medici e cerusichi esterni per eseguire gli interventi, mentre il personale fisso si occupava della sistemazione e pulizia dei giacigli, nonché della preparazione e somministrazione dei pasti gratuiti.
In fondo al dormitorio si trovava un altare con un lume sempre acceso, e su cui si celebravano, tre volte l'anno, speciali festività: quella della Trinità, quella dei santi Crespino e Crespiniano (25 ottobre) e quella di san Filippo, protettore dell'Arte (1º maggio).
Nel 1542 l'ospedale venne sottoposto alla supervisione dei Capitani del Bigallo e verosimilmente abolito di lì a poco, per l'assoluta mancanza di rendite che ne garantissero il funzionamento. Da allora, come testimoniato anche in uno statuto del 1612, l'Arte dei Calzolai si occupò di assistenza in un locale appositamente adibito della propria sede, rivolgendosi soprattutto agli anziani ex-membri che non potevano sostentarsi da soli.


 
Dal passato al futuro... un viaggio nel tempo dei templi della salute
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