Ospedale Sant’Agostino - ospedali d'Italia

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Ospedale Sant’Agostino

Ospedali Nord est > Regione Emilia Romagna > Modena e provincia

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Il lavoro che,  in questo momento,  stiamo facendo è quello di contattare sia  le Amministrazioni locali sia le strutture sanitarie ad essi afferenti  nella speranza di trovare, soprattutto, l’aiuto di qualche Amministratore che, come abbiamo avuto modo di verificare,  prenda a cuore questo progetto che, ad oggi, non ha eguali se non nel Testo “Ospedalità antica in Sicilia” del Prof. Mario Alberghina dell’Università di Catania che ben vent’anni fa ha svolto una ricerca, appunto,  su tutti gli Ospedali siciliani.
Naturalmente se chi ci legge ha notizie e/o contatti da suggerirci non esiti da inviarcene comunicazione alla email :

ospedaliditalia@gmail.com


Ogni concreto aiuto ricevuto verrà poi riportato nella scheda di presentazione


https://it.wikipedia.org/wiki/Ex_Ospedale_Sant%27Agostino


Caratterizzato dalla forma a "tenaglia", l'Ospedale Sant'Agostino di Modena nacque come Grande Spedale degli Infermi tra il 1753 ed il 1758 per iniziativa del Duca Francesco III d'Este. Fu poi ampliato nel 1772, creando ulteriori spazi per ospitare un’infermeria militare. Fin dalle origini, e in particolare nell’Ottocento, le vicende storiche e politiche del Grande Spedale si intrecciarono alle sorti dell’Albergo dei Poveri, che sorgeva di fronte ed oggi è noto come Palazzo dei Musei. Con la prima guerra mondiale e la successiva crescita demografica si sentì la necessitò di creare un nuovo polo ospedaliero, il Policlinico, che fu poi realizzato nel secondo dopoguerra. L’Ospedale Sant’Agostino è tuttavia rimasto in funzione fino al 2004, quando il personale, le attrezzature e le attività cliniche sono stati trasferiti nel nuovo ospedale di Baggiovara. L'immobile è stato quindi acquistato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena con lo scopo di restaurarlo e di trasformarlo in un polo culturale.
La pianta dell'ex ospedale ha una distribuzione molto originale degli spazi, simmetricamente divisi tra degenza femminile (tre corsie ad ovest) e maschile (tre corsie ad est), che evidenzia l'importanza attribuita alla devozione religiosa. Le corsie erano organizzate in modo tale che ogni degente potesse vedere un’immagine sacra da cui trarre conforto e speranza. Le tre corsie riservate alle donne avevano quindi una disposizione radiale con fulcro nell'altare dedicato a San Giobbe, mentre quelle del reparto uomini erano disposte attorno all'altare di San Nicolò.
Le corsie meridionali, disposte in diagonale e più lunghe, si concludevano nel grande atrio, a doppio volume, che oggi costituisce l'ingresso principale dell’ospedale.
All'interno dell'edificio trovano sede il Teatro Anatomico e la farmacia storica dell'ex ospedale.


 
Dal passato al futuro... un viaggio nel tempo dei templi della salute
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