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Ospedale San Paolo

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Il lavoro che,  in questo momento,  stiamo facendo è quello di contattare sia  le Amministrazioni locali sia le strutture sanitarie ad essi afferenti  nella speranza di trovare, soprattutto, l’aiuto di qualche Amministratore che, come abbiamo avuto modo di verificare,  prenda a cuore questo progetto che, ad oggi, non ha eguali se non nel Testo “Ospedalità antica in Sicilia” del Prof. Mario Alberghina dell’Università di Catania che ben vent’anni fa ha svolto una ricerca, appunto,  su tutti gli Ospedali siciliani.
Naturalmente se chi ci legge ha notizie e/o contatti da suggerirci non esiti da inviarcene comunicazione alla email :

ospedaliditalia@gmail.com


Ogni concreto aiuto ricevuto verrà poi riportato nella scheda di presentazione

https://it.wikipedia.org/wiki/Ospedale_San_Paolo_(Firenze)


Fondato agli inizi del XIII secolo fu inizialmente un ospizio per pellegrini, amministrato dai pinzocheri divenuto nel 1345 anche un ospedale. Nel 1451 con la nomina di un nuovo Spedalingo, Benino Benini, sotto la direzione dei Buonomini di San Martino, l'ospedale venne riorganizzato ed ampliato uscendo dalla condizione di degrado cui era caduto. Il nuovo Spedalingo mantenne questo incarico fino alla morte avvenuta il 5 maggio 1497, anche se nel frattempo era stato nominato spedalingo dell'Ospedale di Santa Maria Nuova. Egli riorganizzò ampiamente gli spazi dell'ospedale creando anche all'interno un monastero femminile ed al suo termine nel 1473, avviò la costruzione di un monastero maschile i cui lavori andranno avanti molto lentamente. Con la morte di Benino Benini, la comunità femminile cercò di rendersi autonoma dai francescani organizzandosi in una propria comunità: Con  papa Leone X ottennero nel 1516 il diritto ad indossare il velo e l'abito di monache di clausura e furono poste alle dirette dipendenze del 'Arcivescovo; nel 1531 da Clemente VII ottennero la gestione diretta dell'ospedale, l'assegnazione di parte del patrimonio e le relative rendite. Nel tempo tuttavia la pratica della clausura e le esigenze imposte dalla cura dei malati entrarono in conflitto creando molti problemi nella gestione dell'ospedale; per tutto il secolo XVII si susseguirono tentativi di riformare la comunità senza successo; nel 1570 Pio V vietò alle monache di accettare nuove novizie per 10 anni. Nel 1592 Ferdinando I de' Medici, essendo l'ospedale ormai in decadimento e le rendite destinate solo al mantenimento delle monache, lo declassò a reparto per convalescenti della città, un luogo di riposo e convalescenza per i malati che uscivano dagli ospedali fiorentini. Alla morte di Ferdinando le monache tentarono di recuperare il possesso delle rendite dell'ospedale ma furono nuovamente bloccate da una bolla di Paolo V del 6 gennaio 1616 che dichiarò lo Spedale San Paolo un convalescenziario. Nel 1780, a seguito delle soppressioni degli enti religiosi volute dal Granduca Leopoldo, l'ospedale fu chiuso definitivamente divenne sede di una delle 4 Scuole Leopoldine di Firenze volute dal Granduca per estendere l’istruzione delle giovani fiorentine dai 6 al 18 anni. La scuola assunse nel Novecento un carattere di scuola professionale poi chiusa nel 1976.  L'insegnamento impartito da personale laico, era finalizzato a dare "i primi doveri di religione,  catechismo,  regole della decenza, e pulitezza conveniente allo stato delle ragazze, il leggere, scrivere, abbaco, e lavori donneschi di maglia, cucito e tessere tanto di nastri che di veli, panni lini, e lani di qualunque genere, e drappi in seta larghi e stretti".
Dal settembre 1943 al luglio 1944 i locali della Scuola Leopoldina furono requisiti dalle truppe naziste per farne luogo di raccolta delle vittime dei rastrellamenti prima di essere deportati per la Germania con partenza dalla Stazione di Santa Maria Novella. Dal 2006 è sede museale.


 
Dal passato al futuro... un viaggio nel tempo dei templi della salute
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