Ospedale San Camillo de Lellis - ospedali d'Italia

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Ospedale San Camillo de Lellis

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Questa scheda deriva dalla Rivista Annali italiani di chirurgia  2009 - 80 411-415 a firma del Prof Nicola Picardi che ringraziamo per la disponibilità

https://www.annaliitalianidichirurgia.it/wp-content/uploads/2018/12/411-416-min.pdf


Al 20 settembre 1870, un anno esatto dalla conquista di Roma da parte dei bersaglieri del Generale Lamarmora, la situazione ospedaliera romana era abbastanza buona, in grado di fronteggiare le esigenze dei circa 250.000 abitanti, con strutture adeguate ed una bella tradizione scientifica e medica dei sanitari impegnati nel lavoro ospedaliero e nella Scuola Medica Ospedaliera.
L’incremento rapido della popolazione che fece seguito alla costituzione del Regno d’Italia, con fenomeni di immigrazione interna, soprattutto della classe operaia, rese però ben presto insufficiente la ricettività ospedaliera. L’apertura del Policlinico – poi denominato Umberto I – nel 1902 diede qualche risposta e sollievo alle aumentate esigenze, ma fu un sollievo solo temporaneo per il sempre crescente inurbamento della popolazione
Venne faticosamente decisa allora la costruzione di un nuovo ospedale, dopo rilevanti e appassionati dibattiti circa la conservazione o la soppressione degli antichi Ospedali di S. Spirito in Sassia e di S. Giacomo in Augusta, e nel 1917 l’Amministrazione Ospedaliera scelse per la sua realizzazione la località di Monteverde  utilizzando terreni già di proprietà del Pio Istituto di S. Spirito.
Il 6 agosto 1918 si ebbe la delibera di approvazione da parte del Consiglio di Amministrazione del progetto per il nuovo ospedale.
Il 19 settembre 1918 si ebbe l’omologazione del progetto da parte della Commissione di Tutela ed il 5 novembre 1918 il Consiglio di Amministrazione del Pio Istituto di S.Spirito in Sassia ed Ospedali Riuniti di Roma, sotto la Presidenza di Alfredo Lusignoli, decise di dare all’erigendo ospedale il nome di Ospedale della Vittoria.
Il 28 aprile 1919 ne venne posta la prima pietra da S.M. il Re d’Italia.
La costruzione prevedeva rilevanti spostamenti di terra, trattandosi di una zona collinosa, e dopo circa tre anni, nel 1922, erano stati completati i lotti appaltati, comprendenti la sistemazione del terreno e parte delle fondazioni, ma nel frattempo si erano esaurite quelle risorse economiche che erano state previste per l’intera costruzione. I lavori si arrestarono, e rimasero fermi fino al 1927.
L’esigenza sempre più evidente per la cittadinanza romana, e l’atteggiamento fattivo del Governo fascista fecero dare un forte impulso all’impresa. Mussolin fece stanziare 42 milioni di lire e l’opera edilizia ripartì, nell’ultimo scorcio del 1927, a cominciare dalle fondazioni già realizzate.
Il progetto dell’ospedale prevedeva 34 grandi corsie, 15 corsie minori per le esigenze di isolamento di pazienti contagiosi, 7 sale operatorie, 42 camere per alloggio dei medici, 500 locali vari per uffici e servizi, ed una disponibilità complessiva di 1000 posti letto, dilatabili al bisogna o 1500 senza particolari disagi organizzativi.
Le degenze erano destinate ai tre Padiglioni di Medicina intitolato ciascuno a grandi Medici della tradizione romana: Baccelli, Cisalpino e Bassi, ed ai tre Padiglioni di Chirurgia intitolati analogamente ad altrettanti grandi Chirurghi della tradizione romana: Flajani, Lancisi e Morgagni.
Il rinnovo dei lavori ebbe inizio il 15 settembre 1927 e proseguirono per due anni, finché nel tempo record di 25 mesi si giunse al completamento dell’Ospedale che fu denominato “Ospedale del Littorio”.
Gli eventi storici successivi al 1945 portarono al ripudio del nome che era stato originariamente assegnato al complesso ospedaliero al momento della sua entrata in funzione, intitolandolo invece ad un santo infermiere della tradizione sanitaria romana, S.Camillo de’ Lellis, divenendo l’Ospedale di S. Camillo a Monteverde.


 
Dal passato al futuro... un viaggio nel tempo dei templi della salute
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