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Ospedale S. Giovanni di Dio

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Questa scheda deriva dalla fusione di due lavori trovati nel WEB. Il primo di Wikipedia (ricco di bibliografia) che, ci teniamo a sottolineare non dà garanzie sulla validità dei contenuti;
Il progetto è ospitato dalla Wikimedia Foundation, che non può essere ritenuta responsabile di eventuali errori contenuti nel sito e dove ogni contributore è responsabile dei propri inserimenti.
Il secondo invece è stato pubblicato sulla testata WEB "Isolotto Legnaia" nel 2017; è una testata giornalistica che vuole costituire un progetto di comunicazione culturale e sociale del territorio dei rioni del  Quartiere Isolotto Legnaia.


https://it.wikipedia.org/wiki/Ospedale_vecchio_di_San_Giovanni_di_Dio#p-search
https://www.isolottolegnaia.it/lospedale-torregalli-san-giovanni-dio/


Nel 1382 Simone di Piero Vespucci, della ricca e influente famiglia della zona, della quale faceva parte anche l'esploratore Amerigo, fondò un ospedale dedicato a Santa Maria dell'Umiltà, dedicazione che rispecchia la devozione del Vespucci e della sua nobile famiglia, nei confronti di una Madonna molto cara ai fiorentini, quella appunto dell'umiltà o della misericordia. Nel 1387 Simone viene ascritto al numero maggiore degli esponenti dell'influente confraternita di Santa Maria della Misericordia. Col testamento del 12 luglio 1400, Simone Vespucci affida la conduzione dello spedale alla confraternita di Santa Maria del Bigallo, alla condizione che la denominazione di tale edificio dovesse attenersi nel tempo in siffatto modo: Spedale di Santa Maria dell'Umiltà.
e questo fu il suo nome fino al 1587. Passò poi ai frati dell’Ordine di San Giovanni di Dio, da cui prese l’attuale nome. I frati lo ampliarono visto il costante bisogno di spazio dell’ospedale e lo tennero fino al 1870, fino a quando passò sotto la Pubblica Amministrazione.
Infatti il 4 febbraio 1587 il granduca Ferdinando I accordò l'utilizzo dei locali alla congregazione agostiniana dell'Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Dio.
Nonostante la povertà del luogo e la insalubrità dei locali, i frati iniziarono immediatamente la loro opera assistenziale rivolta ai poveri infermi. Le attività principali erano il soccorso temporaneo, le medicature, le cavature di denti, i salassi, ecc., nei confronti degli abitanti del quartiere, specialmente verso i poveri e i mendicanti di passaggio. Il nome di "Fatebenefratelli" deriva dall'invito all'invito all'elemosina, rivolto ai passanti, ed erano conosciuti anche come "frati della sporta" per via della grande borsa da essi usata nella "cerca" quotidiana secondo l'insegnamento del fondatore.
Dal 1702 al 1713, grazie ad un sussidio di 800 scudi ricevuto dal granduca a premio dell'instancabile attività assistenziale, fu possibile procedere ai lavori di rinnovazione e decorazione delle strutture ad opera di Carlo Marcellini. Nello stesso periodo infatti era stata anche dichiarata la santità del fondatore dell'ordine, che portò alla salita agli onori dell'ordine dopo ormai due secoli di attività. Furono allora incorporate le case dei Vespucci che erano prossime conducendo la fabbrica alle attuali dimensioni.
Soppressa la corporazione religiosa nel 1808, l'ospedale fu sottoposto a Santa Maria Nuova quindi, dopo la restituzione dei beni al convento, l'istituzione fu eretta a ente morale nel 1857. Nel 1866 fu soppressa la gestione dei frati che aveva perseverato fino ad allora nonostante le numerose ondate di secolarizzazioni a partire dalla fine del Settecento. I religiosi, pur rimanendo all'interno dell'istituzione quali medici e infermieri, dovettero cedere l'amministrazione ad una Commissione Amministratrice e poi ai primi del XX secolo, ad un Consiglio di Amministrazione.
Tra il 1932 e il 1936 sono documentati lavori di trasformazione e adeguamento eseguiti su progetto dell'ingegnere F. Bellandi. Nel 1972 furono eseguiti ulteriori lavori di restauro e di ristrutturazione funzionale curati dall'architetto Luigi Caliterna. Nel 1982 i locali dell'antico ospedale divennero di proprietà del comune di Firenze.
Firenze si ingrandiva sempre di più, e lo spazio dell’antico edificio, nonostante l’ampliamento fatto dai frati, non bastava più. Da tempo ci si rendeva conto che l’ospedale doveva essere trasferito in una struttura molto più grande, ma solo nel Dopoguerra si cominciò a porsi concretamente il problema  di dove realizzarlo. Come si legge nei verbali del Consiglio di Amministrazione degli anni ’50, la situazione era quanto mai prioritaria. Ci volle l’alluvione, per, muovere un po’ le acque. In quel clima di stravolgimento, costruzione e ricostruzione, si individuò finalmente l’area adatta, quella dove attualmente sorge il Nuovo ospedale di San Giovanni di Dio.
Si trattava dei poderi, appunto, della fattora di Torre Galli, storica villa di proprietà dei Baroni Ritter de Zahony. Il luogo era trovato, ma come riuscire ad acquistare tutto quel terreno? L’ospedale era proprietario del prospiciente edificio, appartamenti storici e di gran valore, che si estende da Borgo Ognissanti a lungarno Vespucci. Si prese quindi la decisione di vendere in centro per acquistare in periferia. Il 28 aprile 1968 ci fu la posa della prima pietra, portata dai dipendenti del vecchio ospedale e tolta dal muro del vecchio edificio, a voler simboleggiare la continuità.
Il progetto fu affidato all’Architetto Pierluigi Spadolini e all’Architetto Paolo Felli.
Solo nel 1982 si vide l’inaugurazione del Nuovo Ospedale di San Giovanni di Dio. Che fu simbolicamente inaugurato l’8 marzo, per San Giovanni. Tuttavia i Fiorentini e gli Scandiccesi dovettero pazientare ancora fino al giugno successivo perché l’ospedale di Torre Galli  entrasse a pieno regime.
Da allora il Nuovo ospedale di San Giovanni di Dio è stato ulteriormente ampliato e nuove ale e servizi integrati sono stati costruiti e altri spazi sono in via di realizzazione. Un grandissima macchina al servizio di tutta la Città Metropolitana. Una storia lunga sei secoli. Che senza quel Simone di Piero Vespucci, probabilmente, non sarebbe mai iniziata.
L'antico ospedale ha continuato ad espletare alcuni servizi sanitari fino ai primi anni Duemila. Nel 2017 ospitava soltanto alcuni uffici, una biblioteca e un piccolo museo dell'ospedale stesso in corso di allestimento. Gran parte dell'edificio, compresa la chiesa di Santa Maria dell'Umiltà, non sono utilizzati, in attesa di lavori di ristrutturazione e della definizione di un nuovo uso, forse legato al trasloco di un assessorato del Comune di Firenze.





 
Dal passato al futuro... un viaggio nel tempo dei templi della salute
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