Ospedale psichiatrico Re Vittorio Emanuele III - ospedali d'Italia

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Ospedale psichiatrico Re Vittorio Emanuele III

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Il lavoro che,  in questo momento,  stiamo facendo è quello di contattare sia  le Amministrazioni locali sia le strutture sanitarie ad essi afferenti  nella speranza di trovare, soprattutto, l’aiuto di qualche Amministratore che, come abbiamo avuto modo di verificare,  prenda a cuore questo progetto che, ad oggi, non ha eguali se non nel Testo “Ospedalità antica in Sicilia” del Prof. Mario Alberghina dell’Università di Catania che ben vent’anni fa ha svolto una ricerca, appunto,  su tutti gli Ospedali siciliani.
Naturalmente se chi ci legge ha notizie e/o contatti da suggerirci non esiti da inviarcene comunicazione alla email :

ospedaliditalia@gmail.com


Ogni concreto aiuto ricevuto verrà poi riportato nella scheda di presentazione


https://it.wikipedia.org/wiki/Ospedale_psichiatrico_(Rovigo)


L’Ospedale psichiatrico Re Vittorio Emanuele III, fu una struttura ospedaliera destinata alla degenza di malati con problemi psichiatrici sito a Granzette, frazione del comune di Rovigo, rimasto attivo per gran parte del XX secolo.
Venne inaugurato Il 29 novembre 1929  dopo vent'anni dall'avvio della costruzione. Dalla capacità di 320 posti letto, fu dedicato al "Re Vittorio Emanuele III".
I malati vennero ricoverati solo a partire dal 20 marzo 1930 e provenivano da tutti gli ospedali civili della provincia di Rovigo. Nel giro di tre mesi vennero accolti 350 alienati e dal 1980 non vennero effettuati altri ricoveri. Nel 1995, alla chiusura dell'ospedale, i pazienti vennero trasferiti in altre sedi.
Il dott. Pietro Oliva abbozzò il primo progetto per la costruzione dell'ospedale nel 1897, ma a causa dell'eccessivo costo, il progetto non fu approvato. L'anno seguente il sindaco Alessandro Campo propose un progetto più economico ma quest'ultimo non venne approvato dalla nuova istituzione Vanzetti.
Il 26 febbraio 1904, il consigliere Enrico Berti, nella seduta del consiglio provinciale, affermò che era necessaria la costruzione del manicomio a causa dell'incremento di alienati nell'ospedale civile di Rovigo.
La costruzione della struttura venne discussa il 25 Maggio 1906 e un anno dopo, iniziarono i lavori.
Il 18 aprile 1910 ci fu un'altra seduta nella quale venne discussa la possibilità di annullare il progetto, ma venne concordata la continuazione dei lavori. Durante la prima guerra mondiale alcuni padiglioni della struttura vennero utilizzati come sede provvisoria di un gruppo di artiglieria dell’esercito e successivamente altri padiglioni vennero utilizzati come ospedale da campo. Con la fine della guerra l’area era in uno stato di rovina, inoltre l'esercito non ristrutturò gli immobili e questo causò un ulteriore degradamento della struttura.
La costruzione dell’ospedale venne ignorata per anni fino al 1925, quando venne riproposta nel consiglio provinciale.
Durante la seconda guerra mondiale, l'ospedale fu afflitto da un'importante crisi causata da problemi economici e la mancanza di personale. Ne gli anni a seguire il 1943 la situazione si fece critica, arrivando a contare un solo medico e pochissimi infermieri per tutta la struttura. L'apice della crisi si ebbe nel Giugno 1945, quando il tasso di mortalità raggiunse il 12,54%, dovuto alle situazioni mediche precarie e a problemi generali dell'istituto (mancanze alimentari e mancanza di apparecchi sanitari).
Nel primo dopoguerra la crisi era ancora evidente poiché non erano stati risolti i problemi accumulati durante la guerra. Fino al 1949 vennero assunti 33 infermieri e 51 persone impiegate nei servizi generali, ma l'Amministrazione Generale vietò di assumere altro personale per diminuire le spese. Inoltre, a peggiorare la situazione fu l'alluvione del 1951 in Polesine, a seguito della quale la provincia fu costretta a trasferire i ricoverati in altre strutture.
Nel 1952 l'amministrazione provinciale decise di risanare e modernizzare la struttura. Vennero rinnovati gli uffici, gli alloggi dei medici di servizio e i reparti maschili ampliando i posti letto, inoltre si stava creando un reparto neurologico messo poi in funzione il 13 Agosto 1964. Nonostante questa modernizzazione, i reparti femminili non vennero rinnovati.
Dal 1965 vi fu la realizzazione di un esperimento: in un reparto maschile e in uno femminile gli alienati stessi gestivano il proprio reparto, nonostante vi fosse una minima sorveglianza, non percettibile dai ricoverati. Questa procedura portò vantaggi economici (si risparmiarono 17 milioni di lire all'anno) ma soprattutto anticipò le novità che saranno introdotte nella futura Legge Psichiatrica (Legge Basaglia).
Dal 1978 però, per l'ospedale psichiatrico di Rovigo iniziò la decadenza, non furono più effettuati nuovi ricoveri e venne utilizzato solamente per i malati cronici. Inoltre ci fu una diminuzione degli alienati a causa del loro trasferimento e della chiusura del "Reparto Neurologico Aperto".
Il 19 ottobre 1995 venne concordata la chiusura definitiva dell'ospedale psichiatrico. I pazienti vennero trasferiti in altri istituti; gli ultimi furono indirizzati alla comunità di Canalnuovo (14 giugno 1998).
Tutte le funzioni dell'ospedale psichiatrico vennero sospese. Il 20 agosto 1998 fu proposto di realizzare un istituto di ricerca e di cura delle malattie oncologiche, ma non fu mai messo in atto.

Testo: Luigi Lugaresi -Il luogo dei sentimenti negati l'ospedale psichiatrico di Rovigo (1930-1997), Rovigo, Minelliana, 1999.
Testo: Paolo Forti Gianni Tessari - Gli ospedali tra passato e presente, Rovigo, Minellania, 1997.


 
Dal passato al futuro... un viaggio nel tempo dei templi della salute
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