Ospedale Guido Banti e Preventorio Salviatino - ospedali d'Italia

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Ospedale Guido Banti e Preventorio Salviatino

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Il lavoro che,  in questo momento,  stiamo facendo è quello di contattare sia  le Amministrazioni locali sia le strutture sanitarie ad essi afferenti  nella speranza di trovare, soprattutto, l’aiuto di qualche Amministratore che, come abbiamo avuto modo di verificare,  prenda a cuore questo progetto che, ad oggi, non ha eguali se non nel Testo “Ospedalità antica in Sicilia” del Prof. Mario Alberghina dell’Università di Catania che ben vent’anni fa ha svolto una ricerca, appunto,  su tutti gli Ospedali siciliani.
Naturalmente se chi ci legge ha notizie e/o contatti da suggerirci non esiti da inviarcene comunicazione alla email :

ospedaliditalia@gmail.com


Ogni concreto aiuto ricevuto verrà poi riportato nella scheda di presentazione


https://it.wikipedia.org/wiki/Sanatorio_Banti


Nel 1934 l'amministrazione provinciale decide di edificare un istituto post-sanatoriale in località Pratolino, luogo che per la salubrità dell'aria, la ricchezza di boschi e la lontananza dalla città sembra la sede ideale per la cura della tubercolosi; il terreno individuato viene ceduto gratuitamente dalla famiglia Demidoff, proprietaria dei vicini parco e villa di Pratolino. La progettazione e la costruzione dell'edificio sono a cura dell'ufficio tecnico dell'Inps, all'interno del quale operano i due progettisti, gli ingegneri Giocoli e Romoli: tale progettazione si configura come un vero e proprio work in progress, conducendo tra il 1935 ed il 1938 a quattro diversi progetti esecutivi. I lavori vengono ufficialmente avviati il 24 giugno 1934. Sin dall'inizio il cantiere presenta serie difficoltà, legate prevalentemente alla scarsa consistenza del terreno; nell'aprile del 1937 viene scisso il contratto. I lavori sono nuovamente avviati nel maggio successivo e finalmente conclusi nell'autunno del 1939. Il Sanatorio di Pratolino, intitolato al medico Bindo dei Vecchi, viene inaugurato senza clamori il 28 ottobre del 1939. Successivamente alla fine della guerra e congiuntamente alla notevole riduzione della patologia tubercolare, l'edificio è trasformato in attrezzatura ospedaliera, funzione che continua a svolgere sino al 1989.
Terminata la funzione sanatoriale e ospedaliera, dopo aver ospitato una comunità di curdi ed albanesi, l'ospedale è oggi del tutto inutilizzato e in alcune parti denota gravi fenomeni di degrado e di abbandono. Nel settembre del 1997 l'amministrazione dell'INAIL ha richiesto alla proprietà l'acquisto dell'edificio per trasformarlo in un albergo da inserire tra le attrezzature per i pellegrini del Giubileo. Decaduta tale ipotesi si sta studiando l'ipotesi di trasformarlo in sede della scuola regionale di formazione sanitaria manageriale.


 
Dal passato al futuro... un viaggio nel tempo dei templi della salute
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