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Ospedale di San Simeone

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Anche "Italia Nostra" che si occupa di tutela del patrimonio storico, artistico e naturale italiano tratta, se pur indirettamente, di Ospedali condividendo ed apprezzando il nostrto lavoro


https://www.italianostra.org/ex-convento-monastero-ospedale-di-san-simeone-e-giuda-viterbo-segnalazione-per-la-lista-rossa/


Prima monastero armeno, convento del Terz’Ordine Francescano e poi convento delle Clarisse, ed infine ospedale/lungo degenza.
La storia di questo sito ha senz’altro subito  molte traversie. Nel 1242 l’Imperatore Federico II assediò Viterbo che, circondata da ogni parte, fu costretta ad arrendersi. Federico poi per sua abitazione fece erigere un sontuoso palazzo vicino al monastero di S. Rosa. Detto palazzo fu poi abbandonato, fino a quando il cardinal Rainiero Capocci, Vescovo di Viterbo ne ordinò la completa demolizione e affidò ai Monaci Armeni di S. Basilio la  costruzione di un ospedale e una chiesa per i pellegrini della loro nazione. Questo complesso però fu abbandonato dopo appena 10 anni. Nel 1444 il convento dei Ss. Simone e Giuda, ormai deserto, fu concesso da papa Eugenio IV ai Gesuati di fra’ Battista Vanne da Fermo. Nel 1478 vi subentrò un gruppo di Terziarie Francescane che, una decina di anni più tardi, fu rimpiazzato dalle suore Clarisse; queste vi rimasero, salvo alcuni intervalli, fino al 1909 quando furono trasferite nel monastero di S. Maria delle Grazie a Vitorchiano. Lungo questi secoli gli edifici conventuali subirono stravolgimenti e ampliamenti, tanto che finirono con l’inglobare l’intero isolato fino a raggiungere le mura del monastero di S. Rosa. Nel 1876 la chiesetta del convento fu demolita per consentire l’apertura di piazza Vittoria Colonna e nel 1915 il resto del complesso venne aggregato all’Ospedale Grande degli Infermi per ospitare i reparti di lunga degenza: fu allora che per i viterbesi quel recondito edificio divenne “l’ospizio dei vecchi di San Simone”. Il convento passò all’amministrazione dell’Ospedale Grande, e vi rimase fino al 1995. Oggi è di proprietà della Regione Lazio.


 
Dal passato al futuro... un viaggio nel tempo dei templi della salute
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