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Ospedale San Marcello

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Il lavoro che,  in questo momento,  stiamo facendo è quello di contattare sia  le Amministrazioni locali sia le strutture sanitarie ad essi afferenti  nella speranza di trovare, soprattutto, l’aiuto di qualche Amministratore che, come abbiamo avuto modo di verificare,  prenda a cuore questo progetto che, ad oggi, non ha eguali se non nel Testo “Ospedalità antica in Sicilia” del Prof. Mario Alberghina dell’Università di Catania che ben vent’anni fa ha svolto una ricerca, appunto,  su tutti gli Ospedali siciliani.
Naturalmente se chi ci legge ha notizie e/o contatti da suggerirci non esiti da inviarcene comunicazione alla email :

ospedaliditalia@gmail.com


Ogni concreto aiuto ricevuto verrà poi riportato nella scheda di presentazione

https://it.m.wikipedia.org/wiki/Ospedale_di_San_Marcello


L'ospedale dei Santi Maria e Cristoforo - detto anche ospedale di San Marcello dal nome della vicina chiesa parrocchiale, non più esistente - fu uno dei più antichi ospedali della città di Vicenza e, per alcuni secoli, il brefotrofio della città e del distretto.
L'ospedale, detto di San Marcello dal titolare della relativa parrocchia di appartenenza, è sorto probabilmente per iniziativa di una fraglia di Battuti  (i Bianchi, dal colore della cappa che indossavano )come semplice domus pauperum intorno al 1320-1330 su di un terreno che essa aveva ricevuto in dono dal capitolo della cattedrale perché venisse destinato a questo scopo.
Nel secolo XV era già un'importante istituzione della città. Momento importante fu quello del cospicuo lascito di Francesco fu Battista da Porto dell'aprile 1442; in seguito a tale donazione la fraglia dei Battuti, che ne continuò la gestione, deliberò di concedere alla famiglia del benefattore il giuspatronato dell'istituto; usufruendo di questo lascito e del patronato della potente famiglia, l'ospedale poté essere ampliato e poi radicalmente ricostruito tra il 1459 e il 1462.
Fin dalla metà del XV secolo si ha notizia che vi venivano accolti infanti abbandonati: nel 1466 ammontavano a circa un centinaio, di cui quaranta presso l'ospedale e una sessantina presso nutrici esterne; due anni dopo, papa Paolo II concedeva una speciale indulgenza a tutti coloro che avessero aiutato uno dei neonati accolti e nutriti in questo ospedale, che ormai era diventato in partibus illis celebre et famosum. A partire dal 1530 esso fu specificamente destinato all'accoglienza degli infanti abbandonati della città e del contado, fu cioè il primo ed unico brefotrofio vicentino in età moderna.
I costi di gestione però divennero sempre più rilevanti, mentre le entrate non giungevano regolarmente nelle casse dell'ospedale per l'incuria degli amministratori degli immobili di proprietà; si ebbero così periodi sia di degrado dell'edificio sia di malfunzionamento dell'istituto. Il cardinale Agostino Valier, nella sua visita apostolica a Vicenza del 1584, riscontrò che una grandissima parte dei bambini esposti moriva di fame, in quanto le balie a cui venivano affidati - non essendo pagate adeguatamente - ne prendevano due invece di uno per ciascuna, mettendoli così entrambi alla fame.
Nel corso del Settecento si moltiplicarono gli interventi delle autorità sia veneziane sia locali, interventi sia di controllo sia di finanziamento. Se durante la prima metà del secolo il numero di bambini esposti sembrò diminuire (la media annua dei 130-140 degli anni venti quasi si era dimezzata verso il 1750), nella seconda metà riprese gradualmente e costantemente a salire, portandosi verso la fine del secolo intorno alle 200 accoglienze annue.
Al momento dell'occupazione delle truppe francesi nel 1797 l'edificio fu spogliato di parte dei suoi contenuti. Nel 1807 - dopo che con decreto napoleonico le confraternite erano state sciolte - il brefotrofio fu trasferito nell'ex monastero delle carmelitane a San Rocco e l’Ospedale venne negli anni successivi usato per  altri fini.


 
Dal passato al futuro... un viaggio nel tempo dei templi della salute
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