Meyer - ospedali d'Italia

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Ringraziamo la Direzione Generale d'Istituto per la disponibilà nel farci utilizzare i dati pubblicati al seguente link

http://www.meyer.it/images/pdf/ospedale-meyer-cenni-storici-e-recenti-sviluppi-1960.pdf


Fu nell’anno 1884 che un gruppo di nobili signore fiorentine e numerosi rappresentanti della colonia straniera, ebbero l’idea di fondare un ospedale per i bambini poveri; un apporto finanziario cospicuo e decisivo per la fondazione dell’ospedale fu portato dal commendator Giovanni Meyer, gentiluomo russo, residente a Firenze al quale stava a cuore il desiderio espresso in vita dalla defunta moglie Anna che desiderava venisse fondato a Firenze un ospedale, nel quale potessero essere accolti bambini ammalati, specialmente quelli affetti da deformità congenite e acquisite. Fu così che nel febbraio 1887 sorse il primo nucleo di quello che i fiorentini hanno chiamato l’ospedalino Meyer. A quel tempo l’ospedale si componeva di soli due padiglioni a un piano per complessivi 48 letti, più altre due piccole stanze di isolamento; nell’edificio centrale era anche una sala operatoria, la direzione, le camere dei medici e sale di isolamento per difterici. Nel 1888 il signor Meyer fece donazione dell’edificio al Comune di Firenze e questo ne affidò la cura l’uso e l’esercizio all’Arciospedale di Santa Maria nuova; ma per la mancanza delle attrezzature interne e per l’intralcio di numerose pratiche burocratiche, fu solo al principio del 1891 che, in pratica, venne pubblicamente aperto l’ospedalino e precisamente il 15 febbraio 1891 vennero trasportati dalla corsia di Santa Maria nuova, dove fino allora erano ricoverati, i primi bambini. Il primo bambino ammesso vi rimase ricoverato per circa tre anni. Un padiglione venne destinato i maschi e l’altro alle femmine. Come servizio vennero assegnate tre suore Oblate, un sufficiente numero di infermieri, due cuciniere, un faticante e una portiera. A quel tempo dirigevano l’ospedalino due primari a turno, mentre due medici astanti facevano il servizio di guardia. Dopo pochi anni si rese necessario un ampliamento e fu ancora il commendator Meyer che nel 1897 elargì una nuova donazione a questo scopo. Acquistato un ampio appezzamento di terreno, intorno al primitivo fabbricato, vennero eretti nel 1901 due nuovi padiglioni di isolamento, capaci di 24 letti ciascuno. Ma anche la creazione dei due nuovi padiglioni di isolamento si dimostrò presto insufficiente e nel 1915 fu sentita di nuovo la necessità di erigere un terzo padiglione, questa volta a due piani e con una capacità di circa 50 letti, alla cui creazione e contribuì la donazione della signora Zaira Fiori in memoria del figlio. Pochi anni dopo fu costruita la casa dei medici e un nuovo reparto cucine. La creazione del convitto infermiere nel 1934 completò l’opera. Nel 1947 e veniva istituito un centro per la rieducazione dei cerebro Patty nel 1950 fu istituito un centro per la preparazione e conservazione del sangue e del plasma. Numerose furono le donazioni una delle ultime, del 1958, con il lascito immobiliare della famiglia Pettini Burresi si avviò la creazione di un nuovo padiglione di sei piani.


 
Dal passato al futuro... un viaggio nel tempo dei templi della salute
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