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LEGNANO Ospedale civile

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Il lavoro che,  in questo momento,  stiamo facendo è quello di contattare sia  le Amministrazioni locali sia le strutture sanitarie ad essi afferenti  nella speranza di trovare, soprattutto, l’aiuto di qualche Amministratore che, come abbiamo avuto modo di verificare,  prenda a cuore questo progetto che, ad oggi, non ha eguali se non nel Testo “Ospedalità antica in Sicilia” del Prof. Mario Alberghina dell’Università di Catania che ben vent’anni fa ha svolto una ricerca, appunto,  su tutti gli Ospedali siciliani.
Naturalmente se chi ci legge ha notizie e/o contatti da suggerirci non esiti da inviarcene comunicazione alla email :

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Ogni concreto aiuto ricevuto verrà poi riportato nella scheda di presentazione


https://it.wikipedia.org/wiki/Ospedale_civile_di_Legnano#mw-head


Per secoli Legnano non ha avuto un centro organizzato di cura sanitaria e assistenziale.
La prima struttura situata a Legnano che iniziò a fornire parzialmente assistenza ospedaliera fu l'Ospizio Sant'Erasmo, che venne edificato a cavallo tra il XIII e il XIV secolo: per il resto la comunità
legnanese dipendeva dagli ospedali di Milano. I primi due nosocomi aperti nella Lombardia centro-occidentale vennero fondati nel XIV secolo a Rho ed Abbiategrasso
Il primo cambiamento significativo si ebbe nel 1784, con la fondazione del pellegrosario di Legnano, ovvero di una struttura sanitaria organizzata adibita alla cura della pellagra, cioè di una malattia comparsa all'inizio del XVII secolo che era dovuta all'eccessivo consumo di mais a scapito di quello della carne. Le autorità austriache, che all'epoca governavano il Ducato di Milano, come sede del pellegrosario di riferimento per il Legnanese pensarono dapprima al monastero dei cistercensi di Parabiago e poi al convento di Santa Chiara di Legnano, edificio monastico che venne fondato nel 1492.
Tramite decreto governativo, il convento di Santa Chiara fu sconsacrato e trasformato in pellegrosario. L'edificio era particolarmente adatto perché era provvisto di un propria roggia, dove era facilmente prelevabile l'acqua necessaria per le cura della malattia. La direzione della struttura venne affidata a Gaetano Strambio, medico condotto che fece studi decisivi sulla cura della pellagra.
Il pellegrosario di Legnano arrivò a ospitare fino a 100 posti letto e divenne un vero e proprio punto di riferimento, tant'è che venne visitato nel 1785 dall'imperatore Giuseppe II d'Asburgo.
Alcuni problemi di bilancio dovuti alla gestione della struttura portarono alla sua chiusura nel 1788: i legnanesi affetti da pellagra furono quindi nuovamente obbligati a recarsi all'Ospedale Maggiore di Milano nonostante la loro città fosse stata protagonista di importanti avanzamenti nello studio della malattia.
Fino ad allora la cura degli ammalati era a carico delle opere pie; dopo l'Unità d'Italia, una serie di leggi obbligarono queste ultime a cambiare parzialmente finalità, rinunciando alla cura degli ammalati, che passò agli enti locali statali.
Per potersi recare al nosocomio della metropoli lombarda, i legnanesi malati dovevano sobbarcarsi un lungo viaggio su carri spesso scoperti che viaggiano lungo strade piuttosto dissestate. Invece, per le malattie o le infermità meno gravi, a Legnano operavano tre medici condotti e due farmacisti.
Questa organizzazione sanitaria locale, con il costante incremento demografico e con l'aggravarsi delle patologie legate al lavoro nelle industrie legnanesi, diventò obsoleta: iniziò quindi sempre di più a maturare l'idea che Legnano avesse bisogno di un ospedale vero e proprio, organizzato con criteri moderni.
A cavallo tra il XIX e al XX secolo era raro che le autorità cittadine si rivolgessero agli organi statali centrali per ottenere i fondi necessari per realizzare le loro opere pubbliche. Erano invece molto comuni le sottoscrizioni popolari, ovvero il reperimento dei fondi attraverso donazioni di privati, industrie, associazioni, ecc.
Anche per la realizzazione dell'ospedale civile di Legnano fu scelto di organizzare una sottoscrizione popolare.
Il primo passo ufficiale del comune di Legnano fu compiuto il 30 maggio 1899, quando il consiglio comunale deliberò l'istituzione di un comitato ufficiale la cui finalità sarebbe stata quella di reperire i fondi necessari per la costruzione dell'ospedale.
Durante la prima riunione del comitato, che avvenne il 19 febbraio 1900, venne deciso di focalizzare l'attenzione sulla sottoscrizione aperta alla cittadinanza e agli industriali legnanesi.
Le industrie più generose furono poi la Franco Tosi e il Cotonificio Cantoni: quest'ultimo, in particolare, si impegnò a elargire una somma annuale al futuro ospedale avendo come contropartita tre posti letto riservati ai propri operai.
Le iniziative del comitato fecero raggiungere, come cifra raccolta, le 350.000 lire, che era un ammontare sufficiente per far iniziare la fase progettuale dell'erigendo ospedale. L'incarico di redigere il progetto venne affidato all'architetto Luigi Broggi di Milano. A questo punto intervenne nuovamente il comune di Legnano, che decretò ufficialmente la formazione di un nuovo comitato, questa volta destinato a coordinare la fondazione dell'ospedale.
Il terreno su cui si sarebbe realizzato l'ospedale di Legnano venne individuato in una vasta area di 23.664 m² che è situata nei pressi dei colli di sant'Erasmo, nei pressi dell'omonimo ospizio, e che era di proprietà dell'Opera Pia di Sant'Erasmo. Il progetto di massima dell'ospedale prevedeva la realizzazione di cinque padiglioni più una palazzina adibita a direzione. Lo stile architettonico scelto per i nuovi edifici rispecchiava le tendenze dell'epoca, ovvero con l'organizzazione dei servizi in padiglioni separati (il cosiddetto "sistema Tolli"), il cui primo esempio fu l'ospedale Galliera di Genova. Fino al XVIII secolo i nosocomi erano infatti costruiti realizzando edifici unici a forma di croce, forse per richiamare la sofferenza che si provava in questi luoghi: dal secolo successivo la tendenza architettonica cambiò, con la realizzazione di ospedali a padiglioni a separati.
Nell'anno 1900 la sottoscrizione raggiunse il milione di lire, ammontare che era sufficiente per far iniziare i lavori di costruzione del primo padiglione dell'ospedale. La prima pietra fu posata il 12 maggio 1901
Il primo padiglione venne solennemente inaugurato il 18 ottobre 1903.
Già il giorno successivo all'inaugurazione l'ospedale fu operativo con il servizio di ambulanza chirurgica e con la prestazione sanitaria erogata da due medici condotti. Il corpo infermieristico era formato sia da personale laico che religioso, ovvero anche da suore, che nello specifico appartenevano all'Istituto Santa Maria Bambina di Milano. Queste ultime avevano perlopiù compiti di servizio, come la preparazione dei pasti nelle cucine e l'espletamento del servizio guardaroba.
I servizi ospedalieri di chirurgia e di medicina del lavoro vennero attivati il 5 novembre, mentre nei mesi successivi le attività andarono a completamento con l'attivazione dei servizi legati a tutte le altre patologie cliniche.
Con l'obiettivo di concentrare tutte le attività benefiche e di assistenza nell'ospedale, l'8 dicembre 1904, il nosocomio legnanese venne eretto a ente morale grazie a un regio decreto firmato da re Vittorio Emanuele III di Savoia.
Nel giro di qualche anno dalla fondazione l'ospedale di Legnano diventò famoso per la qualità dei suoi servizi, tanto che vi affluivano pazienti anche da altre parti d'Italia.
I posti letto disponibili nel primo padiglione non erano però così numerosi, dato che raggiungevano il numero di 40. Tenendo poi presente che otto posti letto erano tenuti liberi per le emergenze, i posti letto realmente disponibili per i pazienti erano solo 32, un numero giudicato insufficiente per le esigenze della Legnano dell'epoca, tant'è che molti legnanesi erano ancora costretti a ricorrere alle cure degli ospedali di Milano. Per tale motivo si iniziò a pensare alla costruzione di un secondo padiglione.
Per quanto riguarda il trasporto a Milano degli ammalati legnanesi più gravi, l'Amministrazione comunale legnanese aveva stipulato una convenzione con la Croce Verde, un'associazione di volontari di Milano fondata nel 1906 che effettuava il servizio di trasporto degli ammalati.
Questa associazione, che aprì una succursale a Legnano grazie alla disponibilità di una decina di volontari, trasportava i malati più gravi a Milano grazie a un piccolo carro trainato da una cavallo oppure, se il trasporto era destinato all'ospedale di Legnano, da due uomini: questi furono i prodromi della sezione locale legnanese della Croce Rossa italiana. Questo servizio incompleto e discontinuo continuò fino al 1910, quando l'ospedale fondò il servizio di pronto soccorso, che chiamò "Croce Blu": grazie alle donazioni degli industriali locali fu anche acquistata una nuova lettiga.
Con l'entrata dell'Italia nella prima guerra mondiale l'ospedale di Legnano conobbe, come tutto il Paese, un periodo di grande difficoltà dovuto alle ristrettezze causate dal conflitto, che per il nosocomio legnanese si tradussero nella problematicità degli approvvigionamenti dei materiali e nel decremento del numero degli impiegati, che in parte vennero spediti nelle zone di guerra.
L'ospedale di Legnano, durante il conflitto, non curò i soldati feriti al fronte italiano di guerra.
Per i militari bisognosi di cure, a Legnano, vennero istituiti due ospedali di guerra gestiti dalla Croce Rossa italiana; il nosocomio legnanese, però, non fu totalmente estraneo a questa emergenza, dato che collaborò attivamente con i due ospedali di guerra legnanesi. Essi vennero allestiti in due edifici scolastici legnanesi, ovvero nell'Istituto "Barbara Melzi" (dove fu attivo dal 1915 al 1919) e nelle scuole elementari "Giosuè Carducci" (1915-1918). L'ospedale militare situato nelle scuole Carducci era dotato di una apparecchiatura radiologica.
Poco prima della fine della prima guerra mondiale in Italia scoppiò l'epidemia di influenza spagnola. La dirigenza del nosocomio legnanese decise di predisporre un piano di emergenza per fronteggiare questa pandemia con l'utilizzo dell'adiacente chiesa di Sant'Erasmo, dell'ospedale militare delle scuole Carducci e di alcuni capannoni industriali messi a disposizione degli imprenditori locali. Fortunatamente, a Legnano e nei comuni limitrofi, l'incidenza del morbo sulla popolazione fu scarso e quindi questo piano di emergenza straordinario non ebbe mai attuazione.
Questo scampato pericolo spinse i dirigenti dell'ospedale ad accelerare la costruzione dei nuovi padiglioni: erano infatti diventati urgenti due edifici, uno che avrebbe dovuto ospitare i pazienti affetti da malattie infettive e l'altro che sarebbe stato destinato a ospitare il reparto di pediatria.
Nel 1920 fu compiuto il primo passo concreto per la costruzione del secondo padiglione , che avrebbe dovuto essere destinato alle malattie croniche: Fabio Vignati, imprenditore tessile locale, si offrì ufficialmente per finanziare l'opera. Vignati volle anche finanziare una seconda opera, ovvero un piccolo edificio da destinare alle malattie infettive. Quest'ultimo venne inaugurato il 6 giugno 1923, mentre il padiglione per i malati cronici fu preso in consegna dall'ospedale, poco dopo l'inaugurazione, il 26 ottobre 1927. Il padiglione Vignati, cioè quello destinato ai malati cronici, fu subito intitolato a Fabio Vignati e alla moglie Giuseppina e venne poi principalmente utilizzato per il ricovero dei vecchi inabili e degli indigenti
Nel 1926 cominciarono i lavori di realizzazione del terzo padiglione, che sarebbe stato il gemello speculare del primo padiglione. Il nuovo edificio avrebbe ospitato la chirurgia, mentre nel primo padiglione costruito sarebbe stata ospitata la medicina generale.
Con il passare del tempo il numero di posti letto crebbe considerevolmente: dai 40 posti letto del 1903 si passò ai 65 del 1914, ai 90 del 1919, ai 114 del 1921 e fino ai 210 del 1927 (quest'ultimo dato fu raggiunto grazie alla realizzazione del terzo padiglione). I 210 posti letto del 1927 erano suddivisi in 90 letti per la chirurgia, 50 per la medicina, 25 per la maternità e gli altri posti letto per le altre discipline mediche.
Il 1926 fu segnato da un avvenimento importante per l'ospedale di Legnano: diventò "ospedale di circolo", ovvero un nosocomio destinato a servire anche i comuni limitrofi e non solo la città di Legnano. Questa trasformazione fu resa obbligatoria da una legge nazionale. Da questo momento in poi l'ospedale di Legnano iniziò a essere un punto di riferimento anche per i comuni di Busto    Garolfo, Canegrate, Castellanza,     Cerro Maggiore, Parabiago, Rescaldina, San Giorgio su Legnano e San Vittore Olona, con il bacino totale di potenziali pazienti che ammontava all'epoca a circa 85.000 abitanti.
Fino a questo momento gli ammalati di questi comuni erano obbligati a dipendere dall'Ospedale Maggiore di Milano. Dal 1929, come conseguenza di questa trasformazione, l'ospedale di Legnano ebbe una nuova struttura amministrativa: il consiglio di amministrazione era ora formato da nove membri, ovvero dal presidente della Congregazione di Carità di Legnano, da cinque membri nominati dal podestà di Legnano e da tre membri nominati dal prefetto di Milano in concerto con l'omologo funzionario di Varese. La scelta di questi tre membri - quelli nominati dalle prefetture - doveva essere fatta prendendo in considerazione una lista compilata dai podestà dei comuni facenti parte del circolo ospedaliero]. Il presidente era invece nominato dal prefetto di Milano, che lo sceglieva tra i nove membri del consiglio di amministrazione del nosocomio
Un'altra eccellenza dell'ospedale di Legnano fu il centro di cura per l'encefalite letargica e del parkinsonismo postencefalico, che venne fondato nel 1937 sotto il patrocinio della regina Elena e che fu tra i primi ad essere aperti in Italia.
nel 1938 fu inaugurata una casa di cura, che venne poi dedicata ad Andrea Bernocchi e che fungeva da "clinica privata" a pagamento per i cittadini più abbienti.
Nel 1940 l'Italia entrò nella seconda guerra mondiale. Gli unici problemi duraturi nel tempo che l'ospedale di Legnano si trovò ad affrontare durante il conflitto furono quelli legati alle ristrettezze economiche.
Nel 1949 iniziò la raccolta fondi per la realizzazione del padiglione traumatologia infortunistica.
I primi che versarono il loro contributo furono gli operai dei comuni del circolo, che elargirono il loro obolo donando la retribuzione di una giornata di lavoro. Nel maggio del 1948 si fu in grado di far partire i lavori di costruzione del nuovo padiglioni che  terminarono nel 1951, mentre dall'anno successivo il nuovo padiglione entrò in funzione.
In occasione della cerimonia per il 50º anniversario di fondazione dell'ospedale, il 20 dicembre 1953, venne posata la prima pietra del nuovo padiglione che avrebbe dovuto ospitare il nuovo centro di rieducazione psicofisica per gli infortunati civili.
Un altro edificio costruito negli anni cinquanta fu il centro di rieducazione per i mutilati sul lavoro.. Inaugurato nel settembre del 1955 alla presenza del presidente della Repubblica Giovanni Gronchi, e situato sull'area un tempo occupata dalla colonia elioterapica, fu il primo realizzato in Italia e restò attivo fino al novembre del 1982 quando venne trasferito, complice il minor afflusso di pazienti, all'interno dell'ospedale di Legnano.
Grazie alla rilevanza e all'importanza conseguita, all'ospedale di Legnano venne riconosciuta, tramite decreto del Ministero della Sanità datato 6 luglio 1960, la prima categoria nazionale degli ospedali generali. Gli anni sessanta furono soprattutto caratterizzati dalla crescita quantitativa e qualitativa dei servizi offerti.
Gli anni sessanta furono caratterizzati anche da varie ristrutturazioni di edifici già esistenti. A causa del forte incremento della popolazione, l'ospedale  era  a malapena in grado di soddisfare le necessità della zona, e quindi fu predisposto un piano di ampliamento.
Come primo passo furono acquistate le aree necessarie per ampliare l'ospedale. Venne deciso di acquisire i terreni liberi che erano adiacenti all'area di proprietà del nosocomio legnanese.
In particolare, il progetto prevedeva la realizzazione di un edificio a monoblocco a sette piani che avrebbe avuto una forma a croce di Lorena.
La posa della prima pietra del monoblocco ebbe luogo il 20 novembre 1967, mentre il primo lotto del nuovo edificio, che era in grado di ospitare 240 posti letto, fu inaugurato il 12 marzo 1970 .
Grazie al citato ampliamento, al nosocomio di Legnano venne riconosciuta, grazie alla legge regionale nº55 del 3 settembre 1974, la qualifica di "ospedale generale provinciale. Grazie poi al trasferimento della gestione della sanità dallo Stato alle neo costituite Regioni, crebbero considerevolmente i fondi destinati ai singoli nosocomi Il 12 dicembre 1978, in seguito all'entrata in vigore del provvedimento legislativo che istituiva il Servizio Sanitario Nazionale, l'ospedale di Legnano venne inserito nella USSL n°70.
Gli anni settanta furono importanti anche per l'attivazione di alcuni servizi sanitari.
Nel 1972 vennero creati i reparti di neurochirurgia e di oncologia, mentre dall'anno successivo entrò in funzione il servizio di emodialisi, che era fornito di sei reni artificiali. Sempre nel 1973 venne attivata l'attività di medicina nucleare.
Il secondo monoblocco fu terminato solamente nel marzo del 1988 anche a causa di alcune vicissitudini giudiziarie. Al secondo monoblocco ne seguì un terzo, che venne ultimato nel 1995 e che completò, secondo il progetto iniziale, l'edificio. Negli anni novanta del XX secolo l'area dove sorgeva l'ospedale di Legnano raggiunse una superficie di circa 72 000 metri quadrati, su cui erano presenti 30 edifici. Nel 1992 l'ospedale di Legnano, sulla scorta della riforma del Servizio Sanitario Nazionale (Decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502) voluta da Francesco De Lorenzo, fu scorporato dall'ASL e si trasformò il azienda ospedaliera venendo dotato di ampia autonomia gestionale e organizzativa. Nel 1998 l'azienda ospedaliera di Legnano venne suddivisa quattro stabilimenti ospedalieri (Legnano, Cuggiono, Magenta e Abbiategrasso), che avevano come punto di riferimento due presidi ospedalieri (Legnano e Magenta). Dal 1998 al 2002 furono istituiti nuovi reparti, tra cui la cardiochirurgia, e costruiti due nuovi padiglioni, che vennero destinati alle malattie infettive e al reparto maternità.
Dato che a cavallo tra il II e il III millennio l'ospedale di Legnano aveva raggiunto una rilevanza di livello nazionale, è stato deciso di realizzare un complesso edilizio totalmente nuovo.
Nel febbraio del 2001 è iniziato ufficialmente l'iter per realizzare la nuova struttura con la presentazione dello studio di fattibilità del nuovo nosocomio alla regione Lombardia. Il 26 marzo 2002 è stata approvata dal consiglio comunale una variante del piano regolatore del comune di Legnano che ha previsto la costruzione del nuovo ospedale nel quartiere legnanese di San Paolo, dei relativi parcheggi e di una grande area verde, nonché delle infrastrutture viarie di collegamento con le zone circostanti; il 5 aprile 2002 è stato invece presentato in regione Lombardia il progetto di dettaglio. Il progetto ha previsto la costruzione di un complesso ospedaliero realizzato come edificio unico non diviso a padiglioni di 70.000 m² di superficie distribuiti su cinque piani.
Il nuovo ospedale di Legnano, che è stato inaugurato il 4 febbraio 2010, si trova in via Papa Giovanni Paolo II. Il nuovo nosocomio si sviluppa su 116.120 m², è circondato da un'area verde di 27.000 m² ed ha 550 posti letto.


 
Dal passato al futuro... un viaggio nel tempo dei templi della salute
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