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CAVOUR Ospedale Cavour ora RSA

Ospedali Nord Ovest > Regione Piemonte > Torino provincia

Questa pagina è frutto dell'indagine effettuata partendo dalla richiesta di informazioni presso il comune di Cavour. La fortuna ha voluto che trovassimo la Sig.a Lucia Camisassi, ex dipendente della casa di riposo di Cavour (l'ex ospedale) ora Assessore (2020) ai servizi socio sanitari. E' riuscita a recuperare il documento allegato, scritto dal Sig. Giuseppe Gori segretario della Casa di riposo fino al 1997, in occasione di una inaugurazione, per ristrutturazione, di una parte dell'Ente sulla base di nuove normative regionali.



Dell'Ente "Ospedale di Cavour" mancano documenti per stabilire l’epoca esatta della fondazione del Pio Istituto'
Esisteva in questo Luogo' verso il 1716, una Compagnia di Carità detta anche “Compagnia dello Spirito Santo" (fondata da religiosi) il cui scopo era di provvedere ai bisogni dei poveri infermi i quali venivano ricoverati in apposita casa' ora demolita' detta "Ospedale Vecchio''
Prima dell’anno 1753, in sostituzione di detta Compagnia' veniva eretta la "Congregazione di Carità', esistente fino al 1908, amministrata da 12 consultori fra i quali primeggiava i1 Parroco, il Giudice ed il Sindaco, come si può ricavare dal registro delle deliberazioni di quel tempo.
Alle origini i posti letto erano limitati, ed anche qui il numero certo non era quantificabile.
Alcuni anni più tardi, cioè verso il 1769, mediante lasciti e pie elargizioni che venivano fatte a questo Istituto, avvenne l’erezione dell’edificio ora esistente dell'Ospedale ove si ammettevano infermi locali affetti da malattia acuta.
A misura poi che aumentavano i redditi, fu pure accresciuto il numero dei letti nell'Ospedale a nove, cioè cinque posti per gli uomini e quattro per le donne.
L' assistenza degli infermi venne affidata nell’anno 1838 alle Suore della "Piccola Casa della Divina Provvidenza" di Torino e perdurò fino al 31 Agosto 1985.
La cura degli infermi fu affidata a medici e chirurghi locali i quali prestarono il loro servizio alternativamente fino al 1938.
Il servizio spirituale era affidato a Sacerdoti Cappellani interni.
La "Congregazione di Carità" del Comune di Cavour (in seguito ECA ),  amministratrice dell'unico Ospedale, fu riconosciuta in virtù dell'art 26 della legge 3/8/1862, e regolata dalla legge 17/189O n 6972, propria delle II.PP.A.B., e che rappresentava la beneficienza pubblica in genere.
Detta Congregazione era istituita per :
amministrare gli istituti ed i beni che gli sono confidati,  per erogare le rendite e le oblazioni secondo le norme stabilite dalla Legge, dagli statuti, dalle tavole di fondazione o dalle volontà degli oblatori;
esercitare i doveri di patrocinio e di assistenza verso i poveri,  con il promuovere i provvedimenti diretti a fornire loro assistenza e provvedere ai loro bisogni in caso di urgenza mediante la nomina di un tutore o curatore di rappresentanza legale.
Con i lasciti e con i redditi provvedeva alla distribuzione di pane, vino, carne e sussidi in denaro ai poveri ed ai convalescenti usciti dall’Ospedale.
Accoglieva e faceva assistere partorienti povere nel modo che si presentava più opportuno o confacente al caso.
Secondo la misura dei mezzi accoglieva in due camere gli etici (tisici), gli idropici, i poveri e convalescenti di lunghe e gravi malattie.
L"'Ospedale di Cavour" ricoverava tanti inferni d'ambo i sessi quanti erano i letti disponibili mediante domanda approvata dal sanitario, purché nativi di Cavour od avessero diritto al domicilio di soccorso a norma dell’art. 72 della legge 17/7/189O n. 6972,
Coloro che non erano nativi di Cavour e non aventi il domicilio di soccorso nel Comune non venivano ammessi all’Ospedale salvo in casi dì urgenza dichiarata da un sanitario o per ordine scritto del’autorità di pubblica sicurezza.
Era facoltà dell’Amministrazione accogliere malati a pagamento il cui numero non poteva essere superiore a due contemporaneamente.
La Congregazione si componeva di un Presidente e di otto Membri. Il Presidente durava in carica un quadriennio; gli altri componenti erano nominati per lo stesso tempo e si rinnovavano ogni anno per il quarto; i Membri stessi non potevano essere rieletti senza interruzione più di una volta.
Chi era nominato in surrogazione straordinaria stava in ufficio quanto avrebbe normalmente dovuto starvi iI surrogato.
Gli Amministratori nominati a tempo, rimanevano normalmente in carica fino a che i rispettivi successori avessero assunto l'ufficio.
La Pianta organica del Personale alle dipendenze della "Congregazione di Carità" nel 1908 era così composta:
1 Segretario d'Amministrazione esterno.
1 Tesoriere
1 Sacerdote Cappellano interno
2 Medici interni per turno.
1 Suora Assistente.
2 Suore Infermiere.
1 Serva dell'Ospedale.
1 lnserviente interno.
1 Insegnante Scuola Femminile
1 Farmacista per fornitura medicinali.
Siccome in seguito la media giornaliera dei degenti era circa di tredici persone, l’Ospedale di Cavour venne classificato I.P.A.B.- INFERMERIA con provvedimento del Prefetto TIENGO di Torino nel 1939; da all’ora mediante ristrutturazione i posti letto da 20 passarono a circa 40.
Da1 1937 al 1972 funzionò il reparto maternità.
Ne1 1937 fu anche aperta la sala operatoria per piccoli interventi (appendicite, ernia, prostata, ecc. ) ai quali provvedeva, il medico condotto Dott. Giuseppe Aluffi.
Durante il periodo bellico (1940-45) veniva un’equiipe del prof. COL0MBINO dell’Ospedale Martini di Torino per interventi di urologia.
Verso il 1964 avvennero poi ulteriori lavori di ristrutturazione ed ampliamento dell’ospedale e i posti letto passarono da circa 40 a 54 autorizzati compreso il reparto Pensionato.
Insomma l’Ospedale dl Cavour ha per lungo tempo fornito parte delle necessarie attività sanitarie ed assistenziali alla popolazione di Cavour e dei comuni viciniori, in special modo anziana.
L'avvento della legge di riforma ospedaliera,  12/2/1968 n. 132, l’ha solo marginalmente toccato nel senso che non ha trovato riconoscimento in Ente Ospedaliero ai sensi di tate legge per mancanza dei requisiti richiesti.
Successivamente l’entrata in vigore del D.p.R. 24/7/1977 n. 616 poneva mano ad un primo riordino del servizi socio-assistenziali esistenti.
L’anno successivo, nel 1978, ai sensi della vigente normativa L.R. 6.1.78 n. 2, gli  EE.CC.AA. furono soppressi ed il loro patrimonio trasferito ai Comuni, per cui il Comune di Cavour divenne proprietario dell’intero fabbricato ospedaliero.
Con L’avvento della legge n.833 del 23.12.1978 (istituzione del servizio Sanitario Nazionale) si aperse un nuovo capitolo per le strutture sanitarie ed assistenziali esistenti sul territorio.
Nel 1940 nacquero le UU.SS.SS.LL. e conseguentemente sorsero i Distretti Sanitari.
Con la L.R. 10.3.1982 n.7 si effettuò poi il primo piano Socio Sanitario della Regione Piemonte, nel cui allegato n. 14 fu definita la tutela sanitaria e socio assistenziale prevalentemente nell’ambito geriatrico.
A questo punto le Infermerie, tipo l’Ospedale di Cavour, non poterono più erogare Sanità bensì tutela socio-assistenziale.
Gli obiettivi generali della predetta legge furono:
- recupero dell’anziano ed integrazione nella società collettiva dei giovani e degli adulti;
- reinserimento e mantenimento nei proprio contesto sociale con premessa di benessere psico-fisico;
- mantenimento e reinserimento dell’anziano nella propria abitazione mediante una efficiente rete di servizi socio-assistenziali e sanitari.
Successivamente la Regione Piemonte più approfonditamente affrontava tale tematica con la L.R, 23.8.1982 n.20, avente per oggetto  “Indirizzi e normative per il riordino dei servizi socio assistenziali” la quale, particolarmente all’art.22 e seguenti, riprendeva la disciplina dei servizi residenziali tutelari individuati, con riferimento alla precitata L.R. n.7/82 nella “Casa protetta” e nella “Comunità Alloggio”.
La "Casa Protetta” deve esclusivamente ospitare persone in condizione di non autosufficienza cioè non in grado di gestire la vita quotidiana nei confronti della propria persona ( igiene personale, vestizione, nutrizione) e della vita domestica (pulizia dell’ambiente, preparazione dei pasti) e delle relazioni sociali.
Indicativamente l’utenza può dividersi in tre gruppi tipologici:
1) persone in stato di invalidità per lesioni  agli apparati motori (offesa cerebrale o altre cause);
2) soggetti con equilibrio fisico particolarmente labile;
3) confusi mentali, ecc.
Ovviamente “l’Ospedale di Cavour” in funzione alla predetta L.R. dovette riconvertirsi e provvedere alle adeguate ristrutturazioni.
Innanzi tutto non possono più sussistere cameroni da 6 o più letti ma camere da 1-2-3 o massimo 4 posti letto; deve essere rispettata la privacy di ogni singolo Ospite; i servizi devono essere protetti; devono essere abbattute le barriere architettoniche.
Il numero massimo dei posti tetto deve essere di 60 e la “Casa protetta” deve adeguarsi alle normative di sicurezza previste dalla legge n 818/84
I parametri regionali imposti per il personale di assistenza sono i seguenti:
1 Infermiera professionale ogni 20 Ospiti;
1 Operatore Socio-assistenziale ogni 3 Ospiti.
L’Ospedale di Cavour in fase di ristrutturazione definitiva avrebbe dovuto avere le forme tutelari residenziali di “Casa Protetta” con 36 posti e di "Comunità Alloggio,' con 14 posti.
Purtroppo ne1 1991, per mancanza di fondi, si è proceduto solamente al 1° lotto con la ristrutturazione di una parte della “Casa protetta”. La “comunità Alloggio" costituisce invece una risposta residenziale tutelare in alternativa al ricovero in istituto.
La “Comunità Alloggio” è rivolta a persone con un grado dì autosufficienza tale da non richiedere assistenza continuativa ma un sostegno che possono fornirsi vicendevolmente gli  Ospiti della comunità.
Alla luce di quanto sopra, l’Ospedale di Cavour ha potuto così inserirsi in regime convenzionale con l’U. S. S. L. competente, (l’U. S. S. L. n 44 di Pinerolo, ora Azienda U.S.L. n.10), ai sensi delle LL.RR. n.2O/82 e n. 59/85 e con autorizzazione art.27 della L.R. n.37/90. L'Amministrazione dell’Ospedale di Cavour , viste poi le nuove normative regionali, ha per indirizzo tipologico 1a trasformazione dell’Ente in una R,A.F. (Residenza Assistenziale Flessibile), le cui specifiche strutturali e gestionali sono evidenziate nella D.G.R.. 29.6.92 n.38-16335.
Con l 'avvento, poi, dell’ultima D.G.R. 9/1/95 n 41-42433 vengono meglio dettagliati i punti peculiari della R.A.F. , cui l’Istituzione è in corso  di adeguamento.
La R.A.F. è una .residenza socio-assistenziale di  ospitalità permanente che può realizzare un  sufficiente livello di assistenza sanitaria (infermieristica e riabilitativa ) integrato da un livello medio di assistenza tutelare e alberghiera.
Tale residenza collettiva è destinata ad anziani non autosufficienti, per i quali non sia possibile attivare un programma di A.D.I. (Assistenza Domiciliare Integrata) e che non necessitano delle cure e delle prestazioni sanitarie tipiche della R.S,A. (Residenza Sanitaria
Assistenziale), cui l’Ospedale di Cavour non può divenire per mancanza dei requisiti.
Dal punto di vista strutturale si differenzia dalla R.S.A, unicamente per la minore dotazione di ambienti sanitari (è previsto solo l’ambulatorio, mancano le aree di fisiochinesiterapia e podologia).
La R.A.F.  prevista in nuclei da 10 a 20 posti letto, può raggiungere la capienza massima dl 60 posti letto.
Ad integrazione dei requisiti strutturali previsti per la struttura R.A.F, dalla D.G.R. n.38-16335/92 è necessario inserire la funzione della palestra per attività fisiche, terapeutiche e riabilitative.
E’ previsto un bagno assistito, uno spazio adibito a soggiorno-pranzo per ogni nucleo individuato per soggetti non autosufficienti, al che l'Ente si è già adeguato.
L'U.S.L. competente garantisce, mediante specifico convenzionamento, la copertura dei costi sostenuti per l’assistenza sanitaria ai propri cittadini non autosufficienti ricoverati all'interno delle R.A.F. presenti nel proprio territorio.
La D.G.R. 9.1.95 n.41-42433, stabilisce poi i parametri per l'assistenza medica, infermieristica ed alla persona.
Per attività diverse, altre figure professionali, quali: geriatra, fisiatra, psicologo, terapista occupazionale ed animatore.
L'attivazione di tale progetto R.A.F. dovrà essere realizzata nei suoi requisiti minimi strutturali nell’arco di diciotto mesi dalla data dell'esecutività della D. G. R. predetta.
Questa è la cronistoria della vita dagli albori a tutt’oggi dell’Ente "Ospedale di Cavour”, in cui si sono succeduti molteplici Amministratori, Medici, Suore, Cappellani, Infermieri, Ausiliari, in epoche assai critiche e non, ai quali però si accomuna un unico denominatore: il bene dell’Istituzione e 1a sempre migliore assistenza ai suoi ospiti.


 
Dal passato al futuro... un viaggio nel tempo dei templi della salute
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