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Arcispedale Sant’Anna

Ospedali Nord est > Regione Emilia Romagna > Ferrara e provincia

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Il lavoro che,  in questo momento,  stiamo facendo è quello di contattare sia  le Amministrazioni locali sia le strutture sanitarie ad essi afferenti  nella speranza di trovare, soprattutto, l’aiuto di qualche Amministratore che, come abbiamo avuto modo di verificare,  prenda a cuore questo progetto che, ad oggi, non ha eguali se non nel Testo “Ospedalità antica in Sicilia” del Prof. Mario Alberghina dell’Università di Catania che ben vent’anni fa ha svolto una ricerca, appunto,  su tutti gli Ospedali siciliani.
Naturalmente se chi ci legge ha notizie e/o contatti da suggerirci non esiti da inviarcene comunicazione alla email :

ospedaliditalia@gmail.com


Ogni concreto aiuto ricevuto verrà poi riportato nella scheda di presentazione


https://it.wikipedia.org/wiki/Arcispedale_Sant%27Anna_di_Ferrara#mw-head


L'Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara "Arcispedale Sant'Anna" è il più grande e importante ospedale di Ferrara e provincia, nonché uno dei principali e maggiori policlinici della Regione Emilia-Romagna.
L'attuale sede dell'ospedale si trova a Cona, frazione di Ferrara, dove è stato trasferito definitivamente nel maggio del 2012 in un'unica struttura completamente nuova e singola.
L'ospedale, pur essendo un ente aziendale separato e autonomo sia da un punto di vista amministrativo che finanziario, é fortemente integrato con l'Università di Ferrara (Facoltà di Medicina e Chirurgia) e collabora paritariamente in vari ambiti con l’AUSL di Ferrara.
L'ideazione e la costruzione dell'ospedale di Ferrara si fanno risalire a Giovanni Tavelli da Tossignano, vescovo della città estense, il quale desiderò dotare una delle più importanti corti ducali del Rinascimento di un adeguato nosocomio dedicato ai poveri e agli ammalati.
Risale all'8 ottobre 1440 la bolla pontificia attraverso la quale papa Eugenio IV, sollecitato da Nicolò III d'Este e da Lionello d'Este, incaricò il vescovo Tavelli della costruzione di un ospedale.
Il Tavelli si mise quindi alla ricerca di una zona piuttosto periferica e dotata di ampi spazi che potessero ospitare la grande struttura ospedaliera e i futuri allargamenti dei fabbricati ad essa annessi. Tale luogo fu individuato a nord della città medioevale vicino all'allora Porta dei Leoni, a qualche metro dal Castello Estense. In quest'area si ergeva un antico monastero di frati agostiniani provenienti dall'Armenia. I frati armeni avevano occupato un convento fondato dai francescani e costruito nel 1304, i quali avevano dedicato un oratorio a Sant'Anna.
Dopo qualche anno di forte fervore religioso e di opere di bene il monastero arrivò al collasso a causa anche di comportamenti poco consoni manifestati da alcuni frati. Il vescovo Tavelli approfittò della scomoda reputazione e della angusta posizione nella quale si erano collocati i frati per decretare la soppressione dell'ordine religioso al fine di insediarvi il nuovo ospedale.
Dal 1445, anno in cui l'ospedale venne consegnato alla città, il Sant'Anna divenne con il passare del tempo sempre più importante fino a rappresentare meta obbligatoria non solo degli ammalati, dei mendicanti, degli infermi e dei poveri ma anche dei semplici viandanti o dei passeggeri.
Tra i ricoverati illustri si ricorda Torquato Tasso che vi fu costretto per sette anni. Gli ambienti del nosocomio si dotano di tutte le apparecchiature e del personale competente fino a divenire un completo ospedale cittadino e per la sua importanza venne prima chiamato Magnum, ad indicare le sue grandi dimensioni, ed in seguito definito Arcispedale, titolo che lo contraddistingue ancora oggi. La Facoltà di Medicina era già presente nella Ferrara rinascimentale e grazie alla costruzione dell'ospedale vi si poté insediare aprendo così i corsi di Medicina e Chirurgia dell'Università degli Studi di Ferrara.
In età contemporanea, nel 1927, il Sant'Anna venne trasferito in una nuova sede progettata dall'ingegnere Filippo Galassi in Corso Giovecca. L'antica sede dell'Arcispedale e dell'oratorio è in parte ancora presente, situata a Ferrara in Piazzetta Sant'Anna, di recente riqualificata e ristrutturata. Gli edifici che costituivano il nosocomio vennero tutti demoliti per fare spazio ad una nuova area che venne destinata a costruzioni moderne.
Verso la fine degli anni '80 si manifesta l'esigenza di disporre la città di nuove strutture ospedaliere capaci di garantire ed offrire servizi sanitari nuovi e all'avanguardia. Nel 1988 vengono proposte due soluzioni: la prima riguarda la ristrutturazione del Sant'Anna mentre la seconda promuove la costruzione di un nuovo ospedale che funga da supporto a quello già esistente. Il Ministero della Salute boccia l'idea della ristrutturazione del Sant'Anna preferendo invece il finanziamento alla costruzione di un nuovo ospedale.
Successivamente alla decisione presa dal Comune di Ferrara di individuare l'area del nuovo ospedale a Cona parte la gara d'appalto per l'aggiudicazione dei lavori i quali prendono il via il 21 aprile 1995.
L'11 maggio 1996 vi fu la consegna del progetto del primo stralcio il cui primo lotto prevedeva la realizzazione della struttura sanitaria a supporto del già presente Sant'Anna. A giugno del 1998 terminano i lavori del primo stralcio inerente al progetto del Cona 1: ma in quello stesso periodo si fa strada l'ipotesi di un Grande Cona quindi non più una struttura a sostegno del Sant'Anna ma un nuovo ospedale definitivo che andrebbe a sostituire quello già presente.
Nel 1999 si lavora alla creazione del progetto di Cona 2 ovvero il maxipolo ospedaliero; ma nel frattempo si susseguono i ritardi per l'avanzamento dei lavori del secondo stralcio di Cona 1 per mancanza di finanziamenti.
Dopo anni di ritardi e di mancato reperimento dei fondi finanziari, nel 2003 l'azienda aggiudicataria dell'appalto fallisce, facendo ricadere il progetto di Cona in altri ritardi mentre avanzano i lavori sul progetto di Cona 2 e rimane in sospeso la situazione di Cona 1. Il 6 novembre 2006, dopo essere stata individuata una nuova azienda che finanzi l'opera e il termine del progetto di Cona 2, il Comune di Ferrara rilascia il permesso di costruire. I lavori riprendono il 5 dicembre dello stesso anno e il primo paziente viene trasferito dall'ormai ex S. Anna di corso Giovecca al nuovo S. Anna di Cona l'8 maggio del 2012. Nel mese di settembre 2016 hanno preso il via i lavori di ristrutturazione e adeguamento di alcuni locali dell’ospedale di Cona per accogliere le Unità Operative di Medicina Riabilitativa e Gravi Cerebrolesioni del Dipartimento di Neuroscienze e Riabilitazione "Ospedale San Giorgio", cominciando così il trasferimento del San Giorgio stesso presso l'ospedale Sant'Anna e continuando l'obiettivo futuro, ormai prossimo, di riunire sotto una nuova ed unica struttura sanitaria tutte le unità mediche della città di Ferrara prima dislocate in più sedi, anche se alcuni reparti, come la genetica medica, sono ancora situati presso il vecchio Sant'Anna, oggi divenuto un centro polivalente e amministrativo gestito in parità con la AUSL di Ferrara e rinominato "Cittadella della salute S. Rocco".
Curiosità:
Dal 1579 al 1586 venne rinchiuso nel primo ospedale, oggi oratorio, Torquato Tasso come pazzo furioso per ordine di Alfonso II d'Este, duca di Ferrara. al Poeta è ora dedicata la Cella del Tasso.
Il terreno su cui sorge la nuova struttura ospedaliera a Cona, e che a causa di quest’aspetto fu oggetto di numerose critiche, era in precedenza una zona acquitrinosa conosciuta localmente come “Valle o Macero della morte”, per via della depressione naturale del sito rispetto al livello medio del suolo circostante e della sua natura umida e paludosa, caratteristiche assai diffuse nel ferrarese e Delta del Po. La zona, ancora oggi nei dintorni così trattata, era prevalentemente adibita a maceri o lasciata alla vegetazione palustre. Il suolo di quest’area presenta la falda acquifera situata a circa 1,5 m di profondità e per garantire la tenuta contro l’allargamento dei piani sotterranei del nuovo ospedale sono stati eseguiti interventi di stagnazione delle stanze e si è resa necessaria la presenza di idrovore e pompe attive 24 ore su 24 che mantengano artificialmente basso il livello dell’acqua.
A causa delle ripetute modifiche progettuali e costruttive attuate durante la realizzazione del nuovo ospedale di Cona, inizialmente progettato per essere solamente un supporto al vecchio Sant’Anna di Corso Giovecca e successivamente trasformato a più riprese in un vero e proprio nuovo polo completo, la difficile armonizzazione delle varianti inserite nel corso del tempo e la forte standardizzazione degli spazi hanno dato esito ad una struttura complessa, costruita in più riprese e da ditte diverse, in cui l’orientamento interno risulta difficile non solo per i pazienti ma anche per il personale aziendale.
Per questo motivo nel 2015 una serie di servizi televisivi mandati in onda durante il programma  Mediaset Striscia la notizia hanno messo in evidenza come la cartellonistica interna e l’orientamento generale delle persone tra i reparti fossero complicati e poco chiari. L’intervento del programma satirico ha ottenuto come risposta la riorganizzazione totale delle denominazioni e della segnaletica interna.
Piccola cronologia del progetto Cona
La finanziaria 1986 stanzia 40 miliardi di lire per la realizzazione di un polo integrativo del S. Anna di 450 posti letto.
Febbraio 1990 - Il presidente della Usl Zuccatelli firma il progetto. L'area prescelta è tra le vie Copparo e Pioppa in località Pontegradella.
Settembre 1990 - Il Pontefice Giovanni Paolo II, benedice la prima pietra nell'atrio d'ingresso del Sant'Anna in Corso Giovecca in presenza dello stesso Zuccatelli.
20 Dicembre 1991 - La Dc si oppose in Consiglio comunale. il capogruppo parlò di speculazioni sui terreni. In effetti, dalla realizzazione dell'ospedale in quell'area, vi avrebbe tratto beneficio i terreni della GEA, società della prima moglie del futuro sindaco Sateriale, Caterina Zanella.
Speculazioni a parte vi era anche il problema della "salubrità dei luoghi" prevista dalla legge. I terreni prescelti da Zucatelli erano a soli 1800 metri dalla discarica nord del quadrante est di via Caretti (oggi in bonifica).
L'associazione "Amici della Terra" rileva l'insalubrità dei terreni di Pontegradella dove è previsto l'ospedale. Distano 1.800 metri dalle discariche del quadrante est.
il sindaco Soffritti sposta l'ospedale a Cona in "Fondo la morte" pur sapendo che il toponimo è stato dato perchè "area depressa esposta agli allagamenti" come dice la mappa regionale.
Aprile 1992 - Il sindaco Soffritti porta in Consiglio comunale il trasferimento del progetto da Pontegradella a Cona nel "Fondo la Morte" a 12 km da Ferrara.
"Fondo la morte", per il Piano regolatore comunale è il punto più svantaggioso dove costruire. Era un acquitrino incolto (da qui il nome) a nove metri sotto il letto del vicino Volano (risvolta di Cona).
I lavori a Cona , iniziarono il 21 aprile 1995. Si rese necessario conficcare 1.000 pali nel terreno per sostenere i tre corpi di edifici a tre piani.
Il costo dell'opera, negli anni 1997/1998, fu stimato in 100 miliardi delle vecchie lire.
Nel 1998 il cantiere risultava inoperativo nonostante interpellanze, articoli di giornali locali e nazionali.
Nel 1999 nasce il progetto “Cona 2” ovvero la decisione di trasferire a Cona anche le cliniche universitarie.
La stampa locale pubblica un resoconto dell'ordine degli Ingegneri di Ferrara secondo il quale le caratteristiche geologiche e geotecniche della zona possono essere definite in assoluto le peggiori per quanto riguarda l'utilizzo edificatorio fra tutte le aree di Ferrara. Ovvero ciò che stava già scritto nel Piano regolatore comunale del 1975. I tecnici parlano di "scelta immotivata".
In realtà il sindaco Soffritti fu costretto a scegliere "Fondo la morte". Infatti era l'unica "Area salubre" rimasta in quanto tutto intorno alla città il comune aveva fatto discariche comunali abusive dal 18 settembre 1950 al giugno 1993.
25 luglio 2000-Il Resto del Carlino scrive: "Ma il cantiere e' proprio fermo". E' la cronaca di una visita ai lavori da parte di supervisori accompagnati da autorità e dal Presidente della Provincia.
Le autorità constatano che solo il reparto di malattie infettive risulta quasi ultimato (si trattava di un appalto a se stante affidato all'impresa Mazzanti, poi fallita). Il resto dell'opera è definita "uno scheletro ". I miliardi per la sola Cona 1 è arrivato a quota 40. 24 miliardi per contenzioso per ritardi e more, il resto legato agli adeguamenti del progetto.
2003-L'impresa aggiudicatrice degli appalti fallisce. altri ritardi per Cona 1 mentre avanzano i lavori sul progetto di Cona 2.
Sembra incredibile, lavori bloccati per Cona 1 e ripresi per Cona 2 sullo stesso sito! Da ricordare che i lavori del nuovo ospedale del delta (Valle Oppio) iniziarono insieme a quelli di Cona ma furono ultimati nei tempi previsti.
2006-I lavori riprendono per ultimare Cona 1 e Cona 2 con previsione di consegnare il Polo entro il 2010.
Aprirà nel 2012.


 
Dal passato al futuro... un viaggio nel tempo dei templi della salute
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